Il club rossoblù accoglie come Top Partner il brand editoriale di Bgame, operatore ADM del territorio: così l'infotainment è diventato lo standard delle sponsorizzazioni in Serie A. (Immagine: per gentile concessione dI Bologna FC 1909)
Il Bologna FC 1909 ha un nuovo Top Partner: BGame News, magazine online di infotainment sportivo che entra nella famiglia rossoblù con un progetto costruito su contenuti esclusivi, storytelling e legame con il territorio. Dietro il brand editoriale c'è Bgame S.p.A. Società Benefit, operatore di gioco online con licenza ADM e sede a Castel San Pietro Terme, a venti chilometri dal Dall'Ara.
L'operazione conferma la vitalità del modello con cui l'industria italiana del gaming ha imparato a stare accanto al calcio dentro il quadro regolatorio più severo d'Europa. Dal 2018 il Decreto Dignità vieta le sponsorizzazioni dirette dei marchi di gioco, ma le linee guida AGCOM del 2019 riconoscono la piena liceità dei contenuti a carattere informativo. È in quello spazio, perfettamente legale, che è nata la formula dei brand editoriali: piattaforme di notizie e intrattenimento sportivo che condividono identità con gli operatori e permettono a club e aziende di costruire partnership di valore.
Per una volta, la retorica territoriale dei comunicati corrisponde alla geografia societaria. Bgame è una realtà emiliana in tutto e per tutto: fondata nel 2012, ha sede a Castel San Pietro Terme, alle porte di Bologna, e ha chiuso il 2024 con un fatturato di oltre 55 milioni di euro, in crescita costante. La piattaforma bgame.it offre scommesse sportive, casinò, poker e lotterie con concessione ADM, e la società ha scelto anche la forma giuridica di Società Benefit, integrando obiettivi di impatto sociale nel proprio statuto.
Il passo verso l'editoria sportiva è la naturale estensione di questo percorso. BGame News nasce per raccontare lo sport "attraverso notizie, approfondimenti, curiosità e storie", come recita l'annuncio del club, e la partnership con il Bologna offre al progetto il palcoscenico ideale: una squadra reduce da stagioni europee, una tifoseria tra le più calde d'Italia e una città con cui l'azienda condivide radici autentiche. Christoph Winterling, Chief Revenues Officer rossoblù, ha parlato di nuove opportunità di racconto e di engagement per arricchire l'esperienza dei tifosi dentro e fuori dal campo.
Il Bologna è solo l'ultimo club ad adottare una formula che in Serie A è ormai uno standard di mercato. L'Inter ha come main sponsor Betsson.sport, la piattaforma di contenuti del gruppo Betsson. Il Milan ha legato il proprio nome a Planetwin365.news. Lo stesso gruppo Lottomatica presidia il segmento con il suo canale Lottomatica.sport. In tutti i casi lo schema è identico: il sito sponsorizzato non offre gioco né rimanda a quote e bonus, ma produce contenuti sportivi, e il marchio costruisce riconoscibilità restando nel perimetro tracciato da AGCOM.
Per i club si tratta di risorse preziose in un contesto competitivo asimmetrico: mentre la Premier League e le altre grandi leghe europee possono attingere liberamente alle sponsorizzazioni del betting, le squadre italiane devono rinunciare a una delle categorie merceologiche più generose del panorama sportivo. Il modello infotainment ha permesso di colmare almeno in parte quel divario, riportando nel sistema calcio investimenti che altrimenti avrebbero preso altre strade.
L'annuncio arriva in una settimana di grande attenzione sul quadro normativo: il 14 luglio la Relazione annuale AGCOM ha ribadito la vigilanza sul settore tra le priorità dell'Autorità, e due giorni dopo la Corte di giustizia UE si è pronunciata sulla responsabilità delle piattaforme per gli spot veicolati dai creator. Segnali di un contesto in evoluzione, che però non tocca il punto di equilibrio trovato dal modello editoriale: in sette anni di applicazione del Decreto Dignità, la formula dei brand infotainment ha operato con continuità e trasparenza, consolidandosi come la via italiana alla partnership tra gioco e sport.
La scelta del Bologna, con un partner radicato sul territorio e un progetto centrato sui contenuti, ne è la conferma più recente: il mercato italiano del gaming ha imparato a creare valore dentro le regole. E il calcio, che di quel valore ha bisogno, ha imparato ad accoglierlo.

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