Inserzioni su Instagram, un finto sistema di intelligenza artificiale che dice di scovare "anomalie" nelle slot e un bot Telegram che invia segnali fasulli: così gli operatori illegali attirano i giocatori e li portano a depositare denaro su casinò senza licenza. (Immagine: Aleksey Zotov / Alamy)
Trucchi per battere le slot ne girano da sempre. Cambia solo l'esca, e oggi si chiama intelligenza artificiale. L'ultima trovata circola tra Instagram e Telegram, e a smontarla pezzo per pezzo è il secondo report dell'Osservatorio Nexus, di cui ieri abbiamo dato alcune anticipazioni.
Il copione è sempre lo stesso. Un'inserzione promette un sistema in grado di fiutare in tempo reale le slot "pronte a pagare": brevi finestre in cui un algoritmo avrebbe scoperto un'anomalia nel rendimento della macchina. Non si pubblicizza un casinò, vietato dal Decreto Dignità, ma un innocuo servizio gratuito di "segnalazioni". Per riceverle serve una mossa soltanto: avviare un bot su Telegram.
Chi clicca finisce su un sito che presenta il servizio come un'arma esclusiva, capace di vedere ciò che agli altri giocatori sfugge. Da lì l'invito ad attivare il bot, che è poi il vero motore di tutta la macchina. Non uno dei tanti canali con cui gli operatori illegali diffondono gli indirizzi dei siti appena oscurati, ma qualcosa di più intimo: un filo diretto, uno a uno, con la vittima.
Attivato il bot, comincia il bombardamento. A ripetizione, il sistema annuncia di aver appena stanato una nuova anomalia. E sotto ogni segnalazione ricompare sempre lo stesso pulsante: "Gioca ora". Un tocco, e l'utente si ritrova su un sito di scommesse privo di concessione, con l'invito a registrarsi, versare soldi veri e ripetere alla lettera una sequenza di puntate.
La trappola sta tutta nella confezione. Prendiamo un messaggio autentico intercettato da Nexus: slot Golden Sphinx, casinò BassBet, RTP rilevato al 105,4% contro una norma del 95,7%, confidenza del modello al 94%, finestra utile di 72 minuti, vincita stimata tra 290 e 483 euro partendo da appena 40. Cifre al centesimo, sigle, un conto alla rovescia che scorre. Sembra il referto di un algoritmo, ed è precisamente questo l'effetto voluto.
Poi scatta la spinta finale. La finestra è "limitata", occorre muoversi adesso per "non perdere il segnale". A dare man forte c'è il solito testimone entusiasta: "540 euro ieri con questo identico schema, Davide M.". E in coda il dettaglio che smaschera tutto pur volendo rassicurare: il sistema funziona solo con "credito reale". Tradotto, prima di sognare la vincita bisogna aprire il portafoglio.
Basta conoscere un minimo le slot per capire che il trucco non regge. L'RTP è una media calcolata su milioni di giocate, non un rubinetto che si apre e si chiude di ora in ora. Anomalie da cogliere al volo non esistono, e un rendimento sopra il 100%, come in alcuni dei segnali raccolti da Nexus, descriverebbe una macchina che restituisce più di quanto incassa: qualcosa che nessun gestore, men che meno un illegale, lascerebbe accesa un solo minuto.
Di intelligenza artificiale, insomma, non c'è nemmeno l'ombra. È soltanto la parola giusta per dare un'aria credibile a un vecchissimo invito a giocare. Il bot, dal canto suo, fa da passamano tra la pubblicità e il sito illegale, e trasforma ogni anomalia inventata in un pretesto per convincere qualcuno a depositare.
Che non sia l'iniziativa di un singolo lo raccontano i numeri: nel giro di poche settimane Nexus ne ha contati quattro, di questi bot, tutti costruiti sullo stesso identico modello. Il segno di una filiera rodata, con ogni probabilità molto più ampia di quanto si riesca a vedere.
Per chi gioca, la morale è antica quanto il gioco stesso. Nessuna scorciatoia batte la matematica di una slot, e chi promette il contrario non sta regalando una vincita, la sta portando via. Gli operatori con licenza ADM non lavorano così, e ogni "trucco" che chiede di iscriversi e depositare su un sito mai sentito nominare è, quasi sempre, l'ingresso del circuito illegale. Lo stesso che, come svela il report di Nexus, risorge a ogni blocco e ora ha imparato a travestirsi persino da intelligenza artificiale.
Prima dell'iGaming, per Daniele c'era il giornalismo: oltre dieci anni di cronaca sportiva, tra interviste, verifiche e chiusure a ridosso della mezzanotte. È lì che ha imparato a maneggiare i fatti con rigore e a costruirci sopra notizie che valga la pena leggere, cosa che fa ancora oggi. Dopo alcune esperienze in redazione tra i maggiori operatori del mercato del gioco online, su Casinos.com è Responsabile Media & PR per il mercato italiano, dove firma studi e analisi su settore e regolamentazione.
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