Conclusa la Mostra del Cinema, Casinos.com sposta lo sguardo dal Lido alle sale di tutti i giorni: dati SIAE 2025 e ricerche Google dicono dove il cinema è un'abitudine. (Immagine: IA)
Sabato sera il Lido ha spento i riflettori. Il Leone d'Oro dell'83ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia è andato a Woman Unknown di Mayy al-Tukhi. Per undici giorni il red carpet ha unito due edifici confinanti, il Palazzo del Cinema e il Palazzo del Casinò, che porta ancora in facciata il nome della sua prima vita: nato nel 1938 come sede estiva del Casinò Municipale di Venezia, ha perso le roulette nel 1999, quando il gioco si è trasferito a Ca' Noghera, e oggi ospita la Sala Perla, la sala stampa e le conferenze della Mostra. Il legame tra i due mondi è sopravvissuto al trasloco, dalle slot ispirate ai film nei palinsesti dei casinò online fino a un cinema che il gioco lo racconta da decenni, da Rain Man a Casino Royale.
Poi la Mostra finisce e resta la domanda vera: quanto cinema si vive in Italia quando non ci sono le star? Il Rapporto SIAE 2025 dice 71,75 milioni di spettatori, il 2,3% in meno del 2024, con una spesa di 539,9 milioni di euro tenuta a galla dal biglietto salito a 7,52 euro, 26 spettatori medi per proiezione contro i 31 di prima della pandemia e un solo mese, dicembre, che vale il 17,1% del pubblico dell'anno, trascinato da Buen Camino di Checco Zalone, 4,6 milioni di spettatori in una settimana. Il Mezzogiorno è l'unica macroarea cresciuta su spesa e infrastruttura, con 40 schermi in più, e il 2026 sembra partito meglio: alla presentazione del Rapporto il presidente SIAE Salvatore Nastasi ha parlato di un 20% di spettatori in più nei primi cinque mesi.
Dentro questa media convivono venti Italie diverse. Per misurarle Casinos.com ha costruito il Cinema Lover Index (CLI) 2026, che combina due indicatori di comportamento reale del Rapporto SIAE 2025, ingressi e proiezioni in rapporto agli abitanti, con tre segnali di interesse rilevati da Google Trends negli ultimi cinque anni: le ricerche regionali per "film da vedere", "programmazione cinema" e "recensioni film". Una classifica che pesa chi entra davvero in sala e chi, quantomeno, ha voglia di farlo.
Il primo posto non ammette discussioni. Il Lazio chiude a 89,2 su 100, con oltre dodici punti di vantaggio sulla seconda, ed è l'unica regione a primeggiare sia sul comportamento sia sul desiderio. Nel 2025 ha venduto 9.407.301 biglietti, pari a 164,6 ingressi ogni 100 abitanti, il valore più alto d'Italia, e ha programmato 65,4 proiezioni ogni 1.000 residenti, anche qui primo.
Su Google è la regione che cerca di più "programmazione cinema" (100/100) e la terza per "recensioni film" (92). In un anno in cui il Centro ha perso il 2,8% degli spettatori, il Lazio ha tenuto con un calo dello 0,9%. È il profilo di una capitale del cinema in senso pieno, tra Cinecittà, la Festa del Cinema di ottobre e una rete di sale d'essai che pochi territori possono permettersi: un pubblico che va, e che prima di andare controlla l'orario.
L'Emilia-Romagna (76,5) paga un 2025 in calo (-3,9% di spettatori) ma resta seconda in Italia per ingressi per abitante, 156,4 ogni 100 residenti, con 486 schermi, dietro solo alla Lombardia. È soprattutto la regione dei cinefili: prima assoluta su "recensioni film" (100/100), con 30,8 spettatori medi per proiezione, la seconda affluenza del Paese. Bologna, con la Cineteca e Il Cinema Ritrovato, resta il centro di gravità di un pubblico che al film chiede anche di essere discusso.
Il terzo posto dell'Umbria (72,2) racconta una regione piccola con abitudini da grande. Con 852 mila abitanti, la regione registra 131,4 ingressi ogni 100 residenti e la seconda densità di proiezioni d'Italia, 64,1 ogni 1.000 abitanti, ed è seconda anche per ricerche di "programmazione cinema" (83). Le sale sono poco piene, 20,5 spettatori per proiezione, penultima, ma la capillarità compensa: qui il cinema arriva nei centri piccoli, e la gente ci va.
Il quarto e il quinto posto sono la notizia della classifica. Le Marche (67,5) hanno numeri da grande regione: 127,1 ingressi ogni 100 abitanti, 56,7 proiezioni ogni 1.000 residenti, quarta densità nazionale, e ricerche sopra la media su tutte e tre le query.
L'Abruzzo (66,4) segue con un profilo simile e più interesse online: 124,1 ingressi ogni 100 abitanti, davanti a Liguria, Piemonte e Veneto, quinta densità di proiezioni (55,3) e un 80/100 su "film da vedere". Nell'anno in cui L'Aquila è Capitale italiana della Cultura, il cinema resta qui la prima forma di spettacolo fuori casa: il 37,7% degli spettatori di spettacoli registrati dalla SIAE in Abruzzo nel 2025 ha comprato un biglietto per una sala.
La Puglia (65,4) è la prima regione del Sud, e la più in forma. Nel 2025 è cresciuta del 5,5% negli spettatori e del 12,2% nella spesa, ha aperto quattro schermi in più ed è seconda in Italia per ricerche di "film da vedere" (98/100).
Con 115,1 ingressi ogni 100 abitanti è ancora dodicesima sul comportamento, ma la direzione è chiara, e ha un nome: Buen Camino, scritto, diretto e interpretato dal pugliese Checco Zalone, è stato il film dell'anno e in Puglia ha incassato più che in qualunque altra regione dopo la Lombardia (dati Cinetel). Qui il cinema vale il 38,3% di tutti gli spettatori dello spettacolo, seconda quota d'Italia.
La Lombardia (64,3) è settima, e il dato sorprende solo chi guarda i valori assoluti. Con 14.015.466 spettatori, un quinto del pubblico nazionale, 869 schermi e il secondo biglietto medio più caro d'Italia (7,87 euro), è la locomotiva economica del settore. Rapportata ai residenti arriva a 139,4 ingressi ogni 100 abitanti, terza, e su Google scivola: sedicesima per "film da vedere" (63), decima per "programmazione cinema". La Lombardia va al cinema senza cercarlo. Stesso profilo, ancora più netto, per il Friuli-Venezia Giulia, nono con la quarta densità di ingressi (138,5) e la terza di proiezioni (63,7), ricerche tra le più basse del Paese e il biglietto più economico d'Italia, 6,60 euro. Il pubblico friulano non passa da Google: entra e basta.
Il caso Veneto è quello che il Lido dovrebbe leggere con attenzione. La regione che ospita il festival cinematografico più antico del mondo è dodicesima con 51,4. Nel 2025 ha perso il 6,4% degli spettatori, il calo più pesante del Nord, e programma 40,5 proiezioni ogni 1.000 abitanti, quattordicesima. Il Rapporto SIAE lo annota senza giri di parole: terza per numero di cinema attivi (233), decima per spettatori medi per sala. Quando le proiezioni ci sono si riempiono (29,8 spettatori per spettacolo, terza affluenza d'Italia), ma sono poche, e su Google il Veneto cerca "film da vedere" e "programmazione cinema" con un 60/100 in entrambi i casi. La Mostra porta il mondo al Lido per undici giorni; il resto dell'anno il Veneto resta a metà classifica.
La metà bassa della classifica segue un copione preciso: il Sud cerca, il Sud vuole, in sala entra meno del resto d'Italia. La Campania è prima in Italia per ricerche di "film da vedere" (100/100) ed è quindicesima nell'indice (47,7), con 86,4 ingressi ogni 100 abitanti e 32,4 proiezioni ogni 1.000 residenti. Nel 2025 ha aperto 28 schermi nuovi e ha perso 589.514 spettatori, il 10,9%. La Sicilia (50,4) è quarta per "film da vedere" (92) e settima per "programmazione cinema" (76), la regione meridionale con più intenzione di andare in sala, ma si ferma a 88,4 ingressi ogni 100 abitanti, pur in crescita del 5,4%. La Calabria (21,8) è il paradosso estremo: 94/100 su "film da vedere", ultima su "programmazione cinema" (31) e su "recensioni film" (45), 51,4 ingressi ogni 100 abitanti. Il desiderio esiste, l'orario della sala non lo si cerca nemmeno. La Sardegna (43,2), sedicesima, è invece la regione che cresce di più in Italia, +12,3% di spettatori e +17,6% di spesa, spinta anche da La vita va così, girato sull'isola e primo al box office regionale (dati Cinetel).
C'è un indicatore che spiega dove finisce quel desiderio. Confrontando le ricerche normalizzate di "film Netflix" con quelle di "programmazione cinema", le cinque regioni in cui lo streaming stacca di più la sala sono tutte meridionali: Calabria, Sicilia, Sardegna, Campania e Puglia. All'opposto Lazio, Toscana e Umbria, dove l'orario del cinema batte il catalogo della piattaforma. La SIAE, nel capitolo dedicato al cinema, descrive un settore in cui il confine tra l'esperienza in sala e la sua alternativa domestica è il più sottile di tutto lo spettacolo, e ricorda che a dicembre 2025 i servizi video on demand a pagamento contavano in Italia 15,8 milioni di utenti unici. Al Sud, dove gli schermi sono meno e le distanze di più, quel confine si attraversa più spesso in una direzione sola.
Eppure è proprio al Sud che il cinema pesa di più sul totale dello spettacolo. In Italia la sala raccoglie il 28,4% di tutti gli spettatori censiti dalla SIAE, meno di tre su dieci; in Basilicata (39,7%), Puglia (38,3%), Sardegna (38,1%), Abruzzo (37,7%) e Calabria (36,8%) quasi quattro su dieci. Dove concerti, calcio, lirica e discoteche saturano l'offerta, la sala si diluisce: Veneto 23,6%, Emilia-Romagna 24,3%, Valle d'Aosta 21,3%.
Il Sud entra in sala meno spesso in rapporto agli abitanti, ma quando esce di casa per uno spettacolo sceglie il cinema molto più del resto del Paese. Pesa anche il prezzo. Al Sud il biglietto costa meno della media nazionale di 7,52 euro (6,70 in Basilicata, 6,86 in Puglia, 6,89 in Abruzzo, 6,95 in Sicilia), mentre Toscana (7,94) e Lombardia (7,87) hanno i biglietti più cari d'Italia. Il cinema resta lo spettacolo più accessibile, e dove costa meno occupa più spazio.
In fondo alla classifica i profili sono tre. Il Molise (20,6) ha i valori più bassi del Paese su ingressi (47,0 ogni 100 abitanti) e proiezioni (17,9 ogni 1.000), ma cerca "film da vedere" con un 81/100, sesto posto nazionale. La Basilicata (41,8) ha le sale più vuote d'Italia, 18,6 spettatori per proiezione. La Valle d'Aosta si ferma al quattordicesimo posto (49,6): legge le recensioni (85/100, quarta) ma non cerca l'orario della sala (38, diciottesima).
E poi c'è il Trentino-Alto Adige, ultimo con 20,0. Una regione che al cinema va poco: 91,3 ingressi ogni 100 abitanti, quindicesima, 27,6 proiezioni ogni 1.000 residenti, diciottesima, e le ricerche più basse del Paese su tutte e tre le query, 42 su "film da vedere", 32 su "programmazione cinema", 49 su "recensioni film". Un dato però va letto insieme agli altri: con 33,0 spettatori medi per proiezione il Trentino ha le sale più piene d'Italia, e il terzo biglietto medio più caro (7,86 euro). Poche proiezioni, platee piene: in Trentino al cinema si va per l'occasione, di rado per abitudine.
Il Cinema Lover Index 2026 è elaborato da Casinos.com sui dati del Rapporto SIAE 2025 - Spettacolo, Intrattenimento e Sport e di Google Trends. L'indice combina cinque indicatori: ingressi al cinema ogni 100 abitanti (peso 40%), proiezioni cinematografiche ogni 1.000 abitanti (20%) e ricerche Google per "film da vedere" (20%), "programmazione cinema" (10%) e "recensioni film" (10%), rilevate per regione negli ultimi cinque anni. Ogni indicatore è normalizzato su scala 0-100 con il metodo min-max; il punteggio CLI è la media ponderata dei cinque valori. Popolazione: fonte ISTAT. Dati sul cinema e sullo spettacolo: SIAE, Rapporto 2025 (Tavole 025 e 026). Spesa media per biglietto, affluenza per proiezione e peso del cinema sul totale degli spettatori sono elaborazioni sugli stessi dati e non entrano nel punteggio.
© Casinos.com – Riproduzione consentita con link alla fonte
Prima dell'iGaming, per Daniele c'era il giornalismo: oltre dieci anni di cronaca sportiva, tra interviste, verifiche e chiusure a ridosso della mezzanotte. È lì che ha imparato a maneggiare i fatti con rigore e a costruirci sopra notizie che valga la pena leggere, cosa che fa ancora oggi. Dopo alcune esperienze in redazione tra i maggiori operatori del mercato del gioco online, su Casinos.com è Responsabile Media & PR per il mercato italiano, dove firma studi e analisi su settore e regolamentazione.
Vai alla pagina dell'autore


