Nel 2024 il 31,9% degli italiani ha giocato per vincere denaro, rivela l'Istat: Gratta e Vinci al 25,1%, scommesse sportive al 4,7%. (Immagine: Alberto Fornasari / Alamy)
L'Istat ha pubblicato il nuovo rapporto su giochi e videogiochi riferito al 2024, e uno dei dati più rilevanti riguarda proprio il gioco con vincita in denaro. Il 31,9% della popolazione di almeno 14 anni, pari a 16 milioni 609mila persone, ha partecipato ad almeno un gioco di questo tipo nel corso dell'anno. Il restante 68,1% non ha scommesso né tentato la sorte in cambio di un premio in denaro.
Il fenomeno pesa in modo diverso sui due sessi. Gioca il 37,8% degli uomini contro il 26,4% delle donne, un divario che l'indagine registra come costante lungo quasi tutte le tipologie di gioco considerate, dal Gratta e Vinci alle scommesse sportive.
Tra le forme di gioco analizzate dall'Istat, il Gratta e Vinci resta il prodotto più diffuso: vi ha giocato il 25,1% della popolazione nel 2024. Seguono Lotto e lotterie tradizionali o istantanee con il 16,5% e il Superenalotto con il 13,8%. I giochi a base sportiva, categoria in cui l'istituto include anche il nuovo Totocalcio, si fermano al 4,7%, mentre gli altri giochi numerici a totalizzazione arrivano al 3,7%.
Più indietro il bingo, praticato dal 2,9% degli italiani, e le slot machine e videolottery, ferme al 2,6%. Chiudono la classifica gli altri giochi da casinò con l'1,8%, il videopoker con l'1,6% e le scommesse sulle corse dei cavalli con l'1,5%. L'Istat precisa che il dato sulle slot include sia gli apparecchi AWP sia le videolottery, senza distinguere le due categorie.
Il divario di genere non è uniforme. Nei giochi a base sportiva la quota sale all'8,2% tra gli uomini e scende all'1,5% tra le donne, quasi sei volte meno. Anche per slot machine e videolottery il rapporto resta ampio, dal 3,8% degli uomini all'1,5% delle donne, mentre nel videopoker si passa dal 2,3% allo 0,9%.
L'età segna un'altra soglia. La partecipazione parte dal 12,5% tra i 14 e i 17 anni, sale rapidamente e tocca il massimo tra i 35 e i 54 anni con il 36,7%, per poi ridursi con il tempo fino al 22,2% tra gli over 75. Tra i giochi con vincita, resta quindi la fascia più adulta quella più coinvolta, non i più giovani.
La geografia del gioco mostra un'Italia leggermente sbilanciata verso il Centro e il Sud. La partecipazione raggiunge il 33,6% nel Centro e il 33,1% nel Mezzogiorno, contro il 30,3% del Nord. Nel Mezzogiorno cresce anche la propensione a giocare a più tipologie contemporaneamente: il 6,4% della popolazione ne pratica quattro o più, contro il 3,9% del Nord.
Il titolo di studio pesa nella direzione opposta rispetto a quanto ci si aspetterebbe: gioca il 37,2% di chi ha un diploma e il 31,4% di chi ha la licenza media, contro il 28,6% dei laureati. Sul fronte della frequenza, il 4,9% della popolazione gioca almeno una volta a settimana, e a guidare la classifica degli appuntamenti fissi sono Lotto e lotterie con il 2,5%, davanti al Superenalotto (2,3%) e al Gratta e Vinci (1,7%).

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