Lottomatica e Cirsa annunciano una fusione tutta azionaria: nasce il secondo operatore mondiale del gioco, Blackstone primo socio con il 24% del capitale. (Immagine: Associated Press / Alamy)
I consigli di amministrazione di Lottomatica e Cirsa Enterprises hanno firmato un accordo vincolante per una fusione transfrontaliera per incorporazione. Cirsa cesserà di esistere come società autonoma e confluirà interamente in Lottomatica, che manterrà nome, sede legale e domicilio fiscale a Roma, con una sede secondaria a Barcellona per l'operatività spagnola. L'operazione, siglata anche con Blackstone in qualità di azionista di maggioranza di Cirsa, crea un gruppo con ricavi annui superiori a 4,4 miliardi di euro e un Ebitda rettificato pro forma di circa 2 miliardi.
Per Guglielmo Angelozzi, presidente e amministratore delegato di Lottomatica, la somma delle due società, ciascuna già leader nel proprio mercato, fa nascere "un leader indiscusso in Italia e Spagna, tra i migliori mercati del gaming a livello globale". Sulla stessa linea Antonio Hostench, alla guida di Cirsa, secondo cui l'intesa dà vita a "un leader diversificato di livello mondiale nel settore del gaming", capace di competere su più mercati e più segmenti di business.
Il conto si fa con un solo numero: 0,668. È il rapporto di cambio concordato dai due consigli, ovvero le nuove azioni Lottomatica che ogni azionista Cirsa riceverà per ciascun titolo spagnolo posseduto. Sulla base della chiusura di Lottomatica a Piazza Affari del 1° settembre, pari a 24,77 euro, il rapporto implica un valore di circa 16,55 euro per azione Cirsa, un premio di circa il 21% sul prezzo di chiusura della vigilia. La valutazione complessiva della società spagnola, prima delle sinergie, sfiora così i 2,8 miliardi di euro, con un multiplo EV/Ebitda 2026 stimato attorno a 6 volte.
A operazione chiusa gli attuali soci di Lottomatica deterranno circa il 67,5% della società risultante dalla fusione, mentre agli azionisti di Cirsa spetterà il restante 32,5%. Prima che la fusione diventi efficace, Cirsa distribuirà ai propri soci un dividendo straordinario da 262 milioni di euro, pari a 1,56 euro per azione. Le due società prevedono inoltre 115 milioni di euro l'anno di sinergie di cassa ante imposte, da centrare entro il terzo esercizio completo successivo al closing.
Il fondo americano cambia casacca ma non esce di scena. Blackstone, che controlla Cirsa attraverso il veicolo LHMC Midco, diventerà il primo socio della Combined Company con una quota di circa il 24%, superando così qualsiasi altro azionista Lottomatica preso singolarmente. In cambio dell'appoggio all'operazione, il fondo avrà due amministratori propri nel consiglio della nuova società e un impegno di lock up sulla propria partecipazione per tre mesi dal perfezionamento.
Il consiglio della Combined Company salirà a 13 membri, gli attuali 11 di Lottomatica più i due designati da Blackstone, con Angelozzi confermato alla presidenza e all'amministrazione delegata. Le azioni della nuova società resteranno quotate su Euronext Milan e, dal closing, saranno ammesse anche alle Borse spagnole, un doppio listing pensato per allargare il flottante e la liquidità del titolo dopo l'ingresso dei soci di Cirsa.
La fusione unisce due biografie industriali nate a più di mille chilometri di distanza. Cirsa parte da un piccolo laboratorio di apparecchi da bar a Terrassa, vicino Barcellona, dove Manuel Lao Hernández la fonda nel 1978: da lì cresce fino a operare in oltre 70 paesi, prima di passare nel 2018 sotto il controllo di Blackstone, che rileva la quota della famiglia fondatrice. Lottomatica nasce invece a Roma nel 1990 come consorzio per informatizzare il Lotto, rivoluzionando la rete delle ricevitorie prima di sbarcare negli Stati Uniti con l'acquisizione di GTECH nel 2006 e di assumerne il nome fino al 2015, quando torna a chiamarsi Lottomatica dopo il riacquisto dei rami italiani da parte dei fondi Apollo nel 2021.
Da quel riacquisto, per 950 milioni di euro, il gruppo romano ha rincorso una crescita rapida: l'acquisizione di BetFlag nel 2022, quella di SKS365 e del marchio Planetwin365 nel 2024, e il ritorno in Borsa su Euronext Milan nella primavera del 2023 con una valutazione di circa 2,26 miliardi di euro. Oggi la capitalizzazione di mercato del gruppo supera i 7 miliardi di euro: la fusione con Cirsa arriva dunque non come un salvagente, ma come il passo successivo di una scalata già ben avviata.
Per chi gioca online in Italia, nel breve termine cambia poco. Lottomatica resta il primo operatore del mercato legale con il proprio portafoglio di marchi, che comprende Lottomatica, Better, GoldBet, BetFlag, Planetwin365 e Totosì, a cui si è aggiunta nei mesi scorsi anche Bgame. La fusione con Cirsa non tocca direttamente queste piattaforme, che restano distinte e continueranno a operare sotto le rispettive licenze dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Il beneficio, semmai, arriva con un passo di sfasamento. Il gruppo risultante dalla fusione punta a investire con più forza sul segmento online, dove Lottomatica è già leader di quota in Italia, e a portare in dote l'esperienza internazionale di Cirsa in Spagna e America Latina. Il perfezionamento della Proposed Combination, condizionato all'approvazione delle assemblee di entrambe le società, è atteso per il secondo trimestre del 2027: fino ad allora, per operatori e giocatori italiani, il mercato prosegue con le regole di oggi.

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