Uno studio commissionato da Euromat stima il mercato nero del gioco online in Europa a 12 miliardi di euro nel 2025, in crescita verso i 13 miliardi nel 2026. (Immagine: Syahrir Maulana / Alamy)
Il mercato nero del gioco online in Europa vale circa 12 miliardi di euro. È la stima al centro di uno studio commissionato da Euromat, l’associazione che rappresenta l’industria del gioco terrestre in Europa, e realizzato da Regulus Partners insieme a Helios, società di consulenza specializzata nell’analisi del traffico web legato al gioco, incluso il comparto del casinò online. La cifra, riferita al 2025, corrisponde a circa un quarto della spesa complessiva registrata nei mercati online del continente.
Lo studio, definito da Euromat come l’analisi più dettagliata mai condotta sul fenomeno, ha richiesto oltre 1.000 ore di lavoro e ha incrociato dati di marketing digitale e traffico web con il quadro macroeconomico e gli interventi normativi dei singoli Paesi. La ricerca copre 28 mercati europei: i 27 Stati dell’Unione Europea, esclusi Malta e Lussemburgo, insieme a Regno Unito, Serbia e Montenegro.
Il mercato nero è cresciuto di tre volte dal 2019 a oggi e nel 2026 dovrebbe toccare i 13 miliardi di euro, secondo le proiezioni dello studio. "È chiaro che i mercati neri del gioco online non nascono per caso, ma sono il risultato di politiche di governo che creano attrito per il consumatore", spiega Filip Jelavić, Project Lead di Helios, che con Regulus Partners ha condotto l’analisi forense su incarico di Euromat.
Jelavić attribuisce la spinta principale alle politiche che limitano la scelta dei consumatori: scarsa visibilità dei prodotti legali, distorsioni di prezzo e strumenti come i controlli di sostenibilità economica. "I clienti più coinvolti e di maggior valore, quelli che cercano più attivamente le piattaforme illegali, sono spesso anche i più esposti a rischi di danno e sfruttamento", avverte Jelavić.
La Francia ha il mercato nero più esteso d’Europa, complici le dimensioni della popolazione e dell’economia insieme all’ampiezza delle restrizioni in vigore. Lo studio segnala inoltre che un prelievo fiscale pari anche solo al 2% sul volume di gioco può rendere insostenibile il carico per gli operatori regolamentati, che finiscono per alzare i prezzi e spingere i clienti verso l’offerta illegale, in particolare nel casinò online e nelle scommesse sportive.
Le imposte pesano direttamente sui consumatori in Austria, Croazia, Germania, Irlanda, Polonia e Portogallo, oltre che in parte in Francia, Grecia, Paesi Bassi e Regno Unito. In Croazia, Repubblica Ceca, Grecia, Lituania, Montenegro, Polonia, Romania e Spagna il prelievo colpisce direttamente i giocatori, che in alcuni casi si rivolgono al mercato nero proprio per evitarlo.
I primi 25 operatori illegali censiti dallo studio raccolgono circa il 64% del traffico rilevante del settore. "Le nostre ricerche mostrano che gli operatori del mercato nero più potenti sono ormai abbastanza grandi da aver costruito marchi riconoscibili con quote di mercato consistenti", osserva Jelavić, che indica nella diffusione delle criptovalute un acceleratore della crescita: pochissime giurisdizioni europee offrono ai giocatori un modo legale di usarle per scommettere.
"Il mercato nero illegale è una preoccupazione centrale per chiunque riconosca l’importanza di un’economia del tempo libero e dell’intrattenimento regolamentata in modo equo, sia essa terrestre o online", dichiara Jason Frost, presidente di Euromat, che richiama le analisi dell’Ufficio delle Nazioni Unite sul reinvestimento dei profitti del gioco illegale in traffico di droga, tratta di esseri umani e contrabbando di armi. Frost annuncia che lo studio diventerà la base del confronto di Euromat con i responsabili politici e le autorità di contrasto negli Stati membri.

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