Uno studio commissionato dall'American Gaming Association smonta il luogo comune sui giocatori e i soldi, con un'eccezione: i prediction market. (Immagine: Partner Media Global / Alamy)
Il cliché dice che chi gioca è cattivo con i numeri. I dati dicono il contrario: 3,93 su 5 il punteggio medio dei giocatori sull'indice di alfabetizzazione finanziaria, contro 3,72 dei non giocatori. Il 41% dei giocatori rientra nella fascia "alta cultura finanziaria". Tra i non giocatori, solo il 27%.
A firmare lo studio, commissionato dall'American Gaming Association (AGA) e pubblicato lo scorso 25 settembre, sono Colin López e Jackson Sears, cofondatori del BETS Research Center e docenti all'Università del North Carolina a Chapel Hill.
Il sondaggio è stato realizzato su Prolific tra il 15 e il 21 luglio 2026. Su 3.201 rispondenti iniziali, 3.149 hanno superato i controlli di qualità: 537 scommettitori sportivi, 574 utenti di prediction market, 557 giocatori di casinò, 495 utenti di iGaming, 986 non giocatori. Margine di errore: due punti percentuali, confidenza al 95%.
L'indice usato per misurare la cultura finanziaria non è stato inventato per l'occasione, ma è uno strumento già validato in letteratura accademica, applicato qui a un campione di giocatori per la prima volta su questa scala.
Gli scommettitori sportivi sono sicuri di sé con i numeri, e i test lo confermano: fiducia e competenza coincidono. Gli utenti dei prediction market dichiarano lo stesso livello di sicurezza. Ai test, però, i loro risultati scendono fino ad avvicinarsi a quelli dei non giocatori.
Il divario, ovviamente, conta. Chi si crede un trader capace di leggere il mercato tende a sottovalutare il rischio reale dell'operazione, specie quando i prediction market vengono venduti come investimento e non come scommessa.
Lo studio incrocia i punteggi di cultura finanziaria con la Positive Play Scale, la scala che misura i comportamenti di gioco sano. In ogni segmento analizzato, un punteggio di cultura finanziaria medio o alto corrisponde a un punteggio più alto anche sulla Positive Play Scale.
I giocatori di casinò arrivano primi su questa scala, davanti a scommettitori sportivi e utenti dei prediction market. Gli autori lo attribuiscono all'esposizione prolungata a un ambiente regolamentato, dove gli strumenti di gioco responsabile sono a portata di mano.
L'American Gaming Association cita lo studio a sostegno della campagna "Play Smart from the Start", costruita per colmare il divario tra fiducia percepita e capacità reale. Un divario che, dice lo studio, riguarda quasi esclusivamente i prediction market: negli altri segmenti la fiducia dichiarata dai giocatori regge il confronto con i risultati oggettivi.
Resta un fatto scomodo per chi vuole liquidare il gioco come un problema di ignoranza finanziaria: i numeri raccontano il contrario. Il rischio, semmai, si sposta su chi confonde una scommessa con un investimento.

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