Curaçao, una hacker accede ai file riservati di 650 casinò online: c'è anche Stake

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Ultimo aggiornamento 29 settembre 2026

Curaçao, una hacker accede ai file riservati di 650 casinò online: c'è anche Stake

Una ricercatrice ha violato i sistemi di Curaçao e svelato i proprietari di 650 casinò online: tra loro Stake, la cui licenza è arrivata con l'azionariato ancora in dubbio. (Immagine: Tomka / Alamy)

Nel dicembre scorso la hacker e ricercatrice berlinese Lilith Wittmann si è registrata sul portale online della Curaçao Gaming Authority, il regolatore del gioco dell'isola caraibica, fingendosi la dipendente di una società fiduciaria realmente esistente ma usando il proprio indirizzo email personale. Nessuno se n'è accorto: nel giro di pochi giorni ha ottenuto l'accesso al sistema e da lì è riuscita a impossessarsi di decine di migliaia di documenti riservati, comprese le domande di licenza, le valutazioni interne del regolatore e persino passaporti e dichiarazioni patrimoniali delle persone dietro centinaia di siti di scommesse.

L'inchiesta, pubblicata il 22 settembre dalla piattaforma giornalistica olandese Follow the Money insieme a testate di Norvegia, Germania, Austria e Svezia, ha preso il nome di "Casino Secrets" e ha permesso di ricostruire l'identità di circa 800 proprietari di quasi 650 aziende di gioco autorizzate a Curaçao. Tra i casi analizzati c'è quello di Medium Rare N.V., la società che controlla il marchio Stake, uno dei più grandi operatori al mondo di scommesse sportive e casinò online che accettano puntate in criptovalute.

La licenza concessa con la proprietà ancora in dubbio

I documenti mostrano che la Curaçao Gaming Authority ha rilasciato a Medium Rare una licenza condizionata il 9 giugno 2025, quando restava ancora da accertare chi fosse davvero al comando dell'azienda. Sulla carta, l'unico proprietario e amministratore delegato risulta essere il cittadino serbo Mladen Vuckovic, che nel 2024 ha dichiarato al regolatore un patrimonio superiore al miliardo di dollari. Ed Craven e Bijan Tehrani, indicati da anni dalla stampa internazionale come i fondatori di Stake, non compaiono invece nella domanda di licenza depositata dall'azienda.

Gli stessi analisti del regolatore avevano segnalato il problema prima di dare il via libera, chiedendo a Medium Rare di chiarire entro cinque settimane i rapporti con Craven, Tehrani e altre società collegate al marchio, tra cui Easygo, Primedice e Sweepsteaks, oltre agli accordi sull'uso del dominio Stake.com. Follow the Money scrive di aver individuato prestiti e pagamenti per decine, in alcuni casi centinaia di milioni di dollari, da Medium Rare verso persone e società legate ai due fondatori: per il professore di forensic accountancy Marcel Pheijffer, dell'università Nyenrode, concedere la licenza prima di risolvere questo nodo è una scelta "incomprensibile".

Un metodo che il regolatore non nega

Interpellata da Follow the Money, la Curaçao Gaming Authority non ha smentito di concedere licenze anche quando restano aperti interrogativi sulla reale proprietà delle società richiedenti. Il regolatore ha spiegato che il settore attraversa una fase di transizione dopo la nuova legge sul gioco entrata in vigore nel 2024, la prima riforma sostanziale in quasi trent'anni, e che alle aziende viene concesso il tempo di adeguarsi gradualmente invece di dover soddisfare tutti i requisiti in un'unica soluzione.

L'autorità ha aggiunto di non voler "negare immediatamente una licenza o interrompere un'attività già avviata ogni volta che emerge un dubbio". Per l'esperto di finanza offshore Jan van Koningsveld, un'incertezza del genere non impone automaticamente il rifiuto della domanda, ma richiede un controllo approfondito e una vigilanza costante nel tempo, che nel caso di Stake i documenti consultati da Follow the Money non permettono di verificare fino in fondo.

In Italia il marchio è Stake.it, senza criptovalute

In Italia, la storia si intreccia con una realtà diversa. Il marchio opera attraverso Stake.it, presente nell'elenco ufficiale dei concessionari autorizzati dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per il gioco a distanza. La piattaforma italiana segue le regole del gioco pubblico regolamentato: i conti si alimentano con carte, bonifici e gli altri strumenti di pagamento ammessi dalla normativa nazionale, mentre le criptovalute, cuore dell'offerta internazionale del marchio, restano fuori dal circuito.

La distanza tra le due versioni di Stake riflette il perimetro fissato dalla legge italiana per gli operatori concessionari, che non prevede depositi o prelievi in valuta virtuale. I dubbi sollevati dall'inchiesta riguardano la governance di Medium Rare N.V. a Curaçao, non la concessione italiana rilasciata dall'ADM, che segue una procedura di verifica distinta e sottoposta ai requisiti del quadro regolatorio nazionale.

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