Un kolossal, due Italie: la mappa dell'Odissea di Nolan secondo Google

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Daniele Alfieri

Pubblicato da Daniele Alfieri

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Ultimo aggiornamento 21 luglio 2026

Un kolossal, due Italie: la mappa dell'Odissea di Nolan secondo Google

A metà luglio, con il Paese in ciabatte e trentotto gradi all'ombra, al botteghino italiano è successa la cosa più improbabile del calendario: tre ore di Omero girate in pellicola da Christopher Nolan hanno riempito le sale. Non un cinepanettone fuori stagione, non l'ennesimo Avengers, non un nuovo capitolo del Signore degli Anelli. Un poema epico di quasi tremila anni, in pieno esodo balneare. E gli italiani, invece di scappare verso il mare, l'hanno cercato.

Casinos.com ha provato a misurare quella corsa. Non gli incassi, che dicono quanti biglietti sono stati staccati, ma il desiderio che li precede: cosa digitano gli italiani su Google quando l'Odissea entra nell'aria. Ne è nato l'Indice dell'Odissea (IOD), che pesa l'interesse di tutte e venti le regioni su quattro parametri di ricerca (il film, il regista Christopher Nolan, la mitologia greca e la figura di Ulisse), li normalizza su una scala comune e li fonde in un unico punteggio da zero a cento.

Che a occuparsene sia un sito esperto di intrattenimento popolare, del resto, non è così peregrino. La mitologia greca è uno dei filoni più sfruttati di sempre, e da Omero in poi è finita un po' dappertutto, comprese le tante slot a tema presenti nei siti di gioco italiani, dove una delle più celebri porta da decenni il nome di Ulisse. Chiedersi da quale porta l'Italia entri in quel mito, adesso che torna al cinema, è quasi un atto dovuto.

indice odissea

Le due Odissee

Il punto di partenza è una parola. Perché "Odissea", in italiano, è l'unica che significa due cose insieme: il film di Nolan e il poema di Omero. E l'Italia, messa davanti a quella parola, si è spaccata esattamente lungo quella linea. Il Nord è entrato dalla porta dell'autore. Il Sud da quella dell'eroe.

Nelle regioni settentrionali si cerca "Christopher Nolan" molto più di "Ulisse": qui l'Odissea è soprattutto l'ultima opera di un regista di culto, una questione di firma e di grande formato. Scendendo lungo lo Stivale la bilancia si capovolge, e a pesare di più diventa "Ulisse": non tanto il film d'autore, quanto il personaggio, il mito, la storia che si conosce da prima. Stesso titolo sul manifesto, due porte d'ingresso diverse.

La Sicilia, per dire, è tra le regioni che cercano di più il titolo del film in assoluto, ma resta tiepida sul nome del regista: cerca l'evento e cerca il mito, non l'autore. L'Umbria, all'opposto, tiene altissimo tutto, con l'interesse per Ulisse più forte d'Italia.

La classifica

In cima all'IOD c'è il Lazio, con 91,2 punti su cento. Non è una sorpresa e non è nemmeno un caso: Roma tiene insieme le due anime, capitale cinefila e cuore classico nello stesso respiro, e quando si tratta di antichità parte sempre con un vantaggio di venticinque secoli. Subito dietro, la vera sorpresa della graduatoria: l'Umbria, 87,6, il cuore verde che di Ulisse e di mitologia greca è letteralmente innamorato. Seguono Toscana (74,0) e Abruzzo (73,0), poi il gruppo del Centro-Nord.

In coda alla classifica c'è il Trentino-Alto Adige, 13,3, l'unica regione che davanti all'Odissea sembra aver deciso di dedicare l'estate ad altro. E qui va detta una cosa che l'indice rivela e che vale più della vetta: le regioni che cercano il mito con più intensità, il Sud profondo, non sono quelle in testa alla classifica. Cercano tantissimo Ulisse, ma poco il film e poco l'autore, e nel punteggio complessivo restano a metà o in fondo. La graduatoria misura quanto un territorio è coinvolto in tutto il fenomeno; la spaccatura tra film e mito, invece, racconta da quale porta ci entra. Sono due cose diverse, ed è la seconda a fare la notizia.

La Magna Grecia non ha bisogno del trailer

Che il Meridione cerchi Ulisse più del regista non è un capriccio dei numeri. È memoria. La tradizione colloca metà dell'Odissea proprio lì: Scilla e Cariddi nello Stretto di Messina, il ciclope Polifemo alle pendici dell'Etna, le sirene al largo delle coste tirreniche. Quando un calabrese digita "Ulisse", in un certo senso sta cercando un vicino di casa. La Magna Grecia non ha bisogno del trailer per ricordarsi la trama: quel mito lo custodisce da venti secoli e passa, e l'uscita di un film è solo l'occasione per ripassarlo.

Il Nord, che non ha l'Odissea scritta nella toponomastica, la incontra invece dove la incontra oggi la gran parte del pubblico occidentale: attraverso il cinema, l'autore, l'evento culturale. Due modi legittimi di amare la stessa storia. Semplicemente, partono da due punti diversi della penisola e da due punti diversi del tempo.

indice odissea mappa

L'estate che il cinema aveva perso

Qui l'IOD tocca un nervo scoperto del cinema italiano. Perché l'Odissea è un fenomeno estivo in un Paese che d'estate aveva smesso di andare al cinema. I dati SIAE relativi al 2025 fotografano un settore ormai appeso all'inverno: la stagione fredda vale quasi il quaranta per cento degli spettatori dell'anno, il solo mese di dicembre pesa per circa un quinto dell'incasso complessivo, e sette dei dieci film più visti escono tra la fine dell'autunno e febbraio. L'estate, che nel 2023 dei fenomeni Barbie e Oppenheimer riempiva ancora le sale, era scivolata sotto il venti per cento del pubblico. In quel vuoto di luglio Nolan ha piazzato tre ore di epica in grande formato. Controcorrente fino all'incoscienza, e per ora ripagato.

Gli stessi dati raccontano anche una discrepanza geografica curiosa: la Lombardia è di gran lunga la prima regione italiana per numero di spettatori in sala, eppure nell'IOD è solo quinta. La mappa di chi va al cinema e quella di chi insegue l'Odissea non coincidono, e a tirare, ancora una volta, non sono gli schermi ma le radici classiche.

C'è un'ultima ironia, e riguarda proprio il Sud che cerca il mito. Nel 2025 il Mezzogiorno è l'unica macroarea del Paese che cresce contemporaneamente per spesa e per nuove sale: un pubblico che torna e un'offerta che si allarga. Eppure gli schermi attrezzati per vedere l'Odissea nel grande formato che Nolan pretende stanno quasi tutti al Nord. Così capita che le regioni con le radici mitologiche più antiche siano, spesso, quelle che il film di Nolan faticano a vedere come è stato concepito. Ulisse torna a Itaca, ma Itaca sta ancora costruendo il porto e non ha il molo per la nave giusta.

Un mito che non se n'è mai andato

In fondo l'Indice dell'Odissea misura una cosa sola: quanto poco questo racconto abbia mai lasciato l'Italia. Ulisse è nei banchi di scuola, nei modi di dire (chiamiamo "odissea" qualsiasi viaggio finito storto, dalla fila alla posta alla settimana di ferie), nel cinema d'autore e, come si diceva in apertura, perfino tra i giochi online. Da Omero a Nolan, passando per la cultura popolare più quotidiana, l'eroe che voleva soltanto tornare a casa non se n'è mai andato per davvero.

Nolan gli ha solo ridato la vista dal grande schermo (preferibilmente IMAX). L'Italia, a modo suo, lo stava già cercando da sempre: chi dalla porta del regista, chi da quella dell'eroe. Il bello dell'Odissea è che entrambe conducono alla stessa meta.


Metodologia

L'Indice dell'Odissea (IOD) è uno studio di Casinos.com basato sui dati di Google Trends relativi alle ricerche degli utenti italiani nell'ultimo anno, dal 20 luglio 2025 al 20 luglio 2026. Per ciascuna delle venti regioni sono stati considerati quattro parametri di ricerca, scelti come argomenti anziché come semplici parole chiave per evitare le omonimie: il film ("Odissea", 2026), il regista Christopher Nolan, la mitologia greca e la figura di Ulisse. Ogni parametro è stato normalizzato con il metodo min-max sulle venti regioni, e il punteggio di ciascuna regione corrisponde alla media dei quattro valori, calcolata a parità di peso su una scala da 0 a 100. I dati sulla frequentazione delle sale, tratti dal Rapporto SIAE 2025, offrono il quadro in cui leggere questi risultati e restano distinti dal calcolo dell'indice, che misura l'interesse di ricerca e non gli incassi al botteghino

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Daniele Alfieri
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Prima dell'iGaming, per Daniele c'era il giornalismo: oltre dieci anni di cronaca sportiva, tra interviste, verifiche e chiusure a ridosso della mezzanotte. È lì che ha imparato a maneggiare i fatti con rigore e a costruirci sopra notizie che valga la pena leggere, cosa che fa ancora oggi. Dopo alcune esperienze in redazione tra i maggiori operatori del mercato del gioco online, su Casinos.com è Responsabile Media & PR per il mercato italiano, dove firma studi e analisi su settore e regolamentazione.

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