Google perde contro AGCOM: per la Corte UE le piattaforme rispondono degli spot sul gioco

CC - Chat Bubble Black
Commenti
Casinò online Normativa
Redazione Casinos.com

Pubblicato da Redazione Casinos.com

Staff

Ultimo aggiornamento 16 luglio 2026

Google perde contro AGCOM: per la Corte UE le piattaforme rispondono degli spot sul gioco

La sentenza sul caso C-421/24 conferma la multa AGCOM da 750mila euro per gli spot su YouTube: niente esenzione hosting se c'è partnership commerciale. (Immagine: stLegat / Alamy)

Google perde la sua battaglia contro l'Italia sulla pubblicità del gioco d'azzardo. La Corte di giustizia dell'Unione europea ha stabilito oggi, 16 luglio, che il colosso di Mountain View può essere ritenuto responsabile dei video pubblicati su YouTube da un content creator con cui ha stipulato un accordo di partnership commerciale. Cade così la linea difensiva che da anni protegge le grandi piattaforme: quella dell'esenzione di responsabilità per i contenuti caricati da terzi.

La decisione, attesa da tutto il settore, chiude la questione pregiudiziale C-421/24 e dà ragione ad AGCOM, che aveva sanzionato Google per violazione del divieto di pubblicità del gioco introdotto dal Decreto Dignità. Ora la parola torna al giudice italiano, che dovrà decidere nel merito applicando il principio fissato a Lussemburgo.

La vicenda: una multa da 750mila euro

Tutto nasce nel 2022, quando AGCOM infligge a Google una sanzione da 750.000 euro per alcuni video che promuovevano il gioco online su YouTube. I contenuti non erano stati prodotti dalla piattaforma, ma da un creator legato a Google da un contratto di partnership commerciale. Per l'Autorità, quel legame bastava a configurare la responsabilità della piattaforma ai sensi dell'articolo 9 del Decreto Dignità.

Google ha impugnato il provvedimento sostenendo di essere protetta dal regime di esenzione previsto dalla normativa europea sul commercio elettronico, la Direttiva 2000/31, che mette al riparo i fornitori di servizi di hosting dai contenuti caricati dagli utenti. Il contenzioso è risalito fino al Consiglio di Stato, che con l'ordinanza n. 5235/2024 ha rinviato la questione alla Corte di giustizia. Una mossa che ha trasformato una singola multa italiana in un caso di portata continentale.

Il principio: la partnership cancella la neutralità

Il cuore della sentenza sta nella definizione dei confini dell'esenzione. Secondo i giudici europei, una piattaforma può invocarla solo quando svolge un'attività meramente tecnica, automatica e passiva, senza conoscenza né controllo sulle informazioni che trasmette o memorizza. È il perimetro classico dell'hosting provider neutrale, quello dietro cui le Big Tech si sono trincerate in ogni contenzioso degli ultimi vent'anni.

Ma quel perimetro, dice la Corte, non copre il caso in esame. Quando un operatore esamina il tema principale di un canale, i suoi video più visti e più recenti e i relativi metadati allo scopo di concludere un contratto di partnership commerciale, non sta più svolgendo un ruolo passivo. Sta selezionando, valutando, scegliendo con chi fare business. E quella scelta comporta conoscenza dei contenuti, quindi responsabilità. Nel modello di monetizzazione di YouTube, in altre parole, la Corte ha visto tutto tranne che neutralità.

Cosa cambia per il settore

Le conseguenze vanno ben oltre i 750mila euro della multa. La sentenza fornisce ad AGCOM una base solida per colpire le piattaforme, e non solo i singoli creator, quando la promozione del gioco passa attraverso canali monetizzati. È un cambio di paradigma per l'enforcement del Decreto Dignità, che negli ultimi anni si era arenato proprio sulle questioni interpretative: la Relazione annuale presentata due giorni fa alla Camera aveva certificato un 2025 senza alcuna sanzione, con i nodi principali rinviati ai tribunali.

Il primo di quei nodi è stato sciolto, e nella direzione più favorevole all'Autorità. Resta pendente davanti alla CGUE l'altra questione pregiudiziale, la C-194/25, che riguarda l'obbligo di notifica preventiva della norma italiana a Bruxelles ai sensi della Direttiva 2015/1535. E resta aperto il fronte interno, con la sanzione minima da 50mila euro al vaglio della Corte costituzionale dopo il rinvio del TAR del Lazio.

Per l'ecosistema dell'influencer marketing legato al gioco, però, il messaggio è già chiarissimo: la partnership commerciale è il punto di non ritorno. Le piattaforme che guadagnano dai contenuti dei creator ne rispondono, e il divieto italiano, per quanto discusso, ha appena incassato la sua vittoria più pesante. Otto anni dopo il Decreto Dignità, la prima sentenza europea sul suo articolo 9 parla la lingua di AGCOM.

Conosci l'autore

Redazione Casinos.com
Redazione Casinos.com
Staff Staff

Gli esperti di Casinos.com conoscono il gioco come pochi altri: formano un team specializzato che unisce competenza, passione e un’esperienza diretta maturata sia online che nei casinò reali.

Vai alla pagina dell'autore

News correlate

La spesa di giugno 2024 nei casinò online: chi sale e chi scende
Casinò online Dati di mercato
Luca Ferrari
Luca Ferrari 03 luglio 2024
Le celebrità iconiche, i film e le serie TV immortalate nelle slot machine
Casinò online Intrattenimento Costume
Daniele Alfieri
Daniele Alfieri 11 giugno 2024
Lottomatica e gli altri. I numeri di maggio 2024 sulla spesa nei casinò online
Casinò online Dati di mercato
Luca Ferrari
Luca Ferrari 06 giugno 2024
Storia delle slot machine
Casinò online Speciali
Redazione Casinos.com
Redazione Casinos.com 17 maggio 2024
Leggi sul gambling in Canada
Normativa Mondo
Redazione Casinos.com
Redazione Casinos.com 07 maggio 2024
Quali sono i Paesi del mondo dove si gioca di più
Casinò online Statistiche Mondo
Redazione Casinos.com
Redazione Casinos.com 14 settembre 2020

La fortuna ti cerca?
Lasciati trovare...

Iscriviti per ricevere e-mail e promozioni da Casinos.com

Casinos.com Email Signup Coins