Agcom pubblica la proposta sui siti di infotainment dei bookmaker: direttore responsabile, grafica distinta e zero link al gioco. Consultazione di 30 giorni. (Immagine: Cerberus Sport / Alamy)
Se un sito chiamato come un bookmaker finisce sulla maglia di una squadra di Serie A, che cosa lo rende un sito di notizie? Finora la risposta era vaga. Con la delibera 234/26/CONS, l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) prova a definirla, aggiornando il paragrafo sulle esclusioni delle linee guida del 2019 sul divieto di pubblicità del gioco previsto dal decreto Dignità.
È il documento che vi avevamo anticipato una settimana fa, quando l'Autorità aveva dato il via libera alla consultazione ma il testo non era ancora uscito. Per ora è una proposta, e le regole definitive arriveranno dopo la consultazione. Gli operatori e gli altri soggetti interessati hanno 30 giorni dalla pubblicazione per inviare osservazioni via PEC, quindi la scadenza cade intorno al 21 novembre. Il testo è già abbastanza dettagliato da far capire che aria tira per i nomi che vediamo sulle maglie, da Betsson.Sport a bet365 Scores fino a Eurobet.live.
Il primo requisito è che l'attività sia vera. Il sito dovrebbe esistere in modo stabile e continuativo, con organizzazione, risorse e processi propri, e non limitarsi a portare traffico verso il gioco. Dovrebbe avere un marchio specifico, registrato in classi merceologiche che non c'entrano con le scommesse e i giochi con vincita in denaro.
Per chi fa informazione la lista si allunga: iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione (ROC) quando dovuta, direttore responsabile, redazione identificabile, aggiornamenti con una periodicità reale e verificabile, contenuti originali. C'è anche una porta chiusa in anticipo: chi sostiene che il proprio sito non è una testata perché non esce con regolarità non potrà poi invocare l'esclusione dal divieto.
Sul fronte dei collegamenti la proposta non lascia margini. Nessun link, reindirizzamento o banner verso l'offerta di gioco dello stesso operatore o del suo gruppo, nessun codice promozionale, nessuna credenziale condivisa, nessun conto unico, nessuna manifestazione a premio. Il divieto arriva fino alle iniziative di gioco responsabile previste dal decreto legislativo 41/2024, che sul sito di informazione non dovrebbero comparire.
Poi c'è l'aspetto, che per un sito sulla maglia conta parecchio. Lettering, colori, payoff e simbolo del marchio di gioco non potrebbero essere riprodotti. Se il nome è in parte lo stesso, la parte che identifica l'attività di informazione dovrebbe avere la stessa evidenza grafica di quella coincidente. Vietati anche quote, pronostici, jackpot, bonus e schedine, e con loro il numero di concessione, il logo dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e le avvertenze sui rischi del gioco: se compaiono, per l'Agcom sono il segnale che il messaggio parla di gioco.
La proposta mette sotto la lente il mezzo, oltre al contenuto. Sponsorizzazioni, cartellonistica e LED negli impianti sportivi verrebbero valutati con particolare rigore, perché sono il punto in cui il nome di un sito di informazione e quello di un operatore si somigliano di più. La stessa cautela varrebbe per la pubblicità a pagamento sulle parole chiave legate a giochi, scommesse e marchi degli operatori, e per le pagine dei siti che parlano di offerte, confronti e recensioni dei servizi di gioco.
Per verificare tutto questo l'Agcom potrebbe chiedere carte e numeri: titolarità dei marchi, assetto della redazione, flussi di traffico e rapporti economici con l'attività di gioco. La valutazione finale guarderebbe all'insieme, cioè messaggio, mezzo, contesto e pubblico raggiunto. Chi vuole essere ascoltato ha tempo fino a dieci giorni prima della scadenza per chiedere un'audizione alla Direzione Servizi Media, e i contributi saranno pubblicati per intero sul sito dell'Autorità.
Prima dell'iGaming, per Daniele c'era il giornalismo: oltre dieci anni di cronaca sportiva, tra interviste, verifiche e chiusure a ridosso della mezzanotte. È lì che ha imparato a maneggiare i fatti con rigore e a costruirci sopra notizie che valga la pena leggere, cosa che fa ancora oggi. Dopo alcune esperienze in redazione tra i maggiori operatori del mercato del gioco online, su Casinos.com è Responsabile Media & PR per il mercato italiano, dove firma studi e analisi su settore e regolamentazione.
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