Flutter taglia fino a 1.400 posti tra Regno Unito e Irlanda per le nuove tasse. In Italia Betfair esce dal mercato, Sisal, SNAI e PokerStars restano.. (Immagine: Tony Smith / Alamy)
Per capire la mossa di Flutter basta partire da due percentuali. Da aprile 2026 chi gestisce casinò e slot online nel Regno Unito paga un'imposta del 40% sui ricavi, contro il 21% di prima. Dal 2027 anche le scommesse online passeranno dal 15% al 25%. Il gruppo che controlla Paddy Power, Sky Bet e Betfair ha fatto i conti e il 20 ottobre ha comunicato il risultato: fino a 1.400 esuberi, circa il 15% dei 9.000 dipendenti della divisione, su 28.500 in tutto il mondo.
Il piano dovrà passare dalla consultazione con i lavoratori e riguarda Leeds e Dublino, più i centri di Porto, in Portogallo, e di Cluj-Napoca, in Romania, dove lavorano anche i team dei due mercati. Costerà tra 80 e 90 milioni di dollari, che Flutter registrerà nel quarto trimestre del 2026.
Secondo il gruppo, l'aumento delle imposte pesa per 540 milioni di dollari sull'utile operativo rettificato (Ebitda) del 2027. Le prime misure di contenimento ne recuperano 201 milioni e il resto va trovato altrove. Kevin Harrington, amministratore delegato di Flutter UK & Ireland, lo ha detto senza giri di parole: "Non possiamo assorbire completamente un rincaro di questa portata senza ridurre la nostra base di costi fissi". Per Harrington le nuove tasse hanno cambiato "radicalmente" il modello economico del settore regolamentato britannico e finiscono per alimentare il mercato senza licenza.
Il colpo più duro cade su Leeds, dove Flutter impiega circa 1.700 persone e i ruoli a rischio sarebbero oltre 450, secondo lo Yorkshire Evening Post. A Dublino, nella sede di Clonskeagh, i posti in bilico sono circa 240 tra finanza, risorse umane, tecnologia e area legale, con un'offerta di uscita volontaria, come riferisce la tv irlandese RTÉ. A Cluj-Napoca Betfair Romania Development parla di circa 300 dipendenti dei team britannici e irlandesi.
Il comunicato sui tagli non cita nessun marchio italiano. Ma il 25 ottobre Flutter ha confermato a The iGaming Europe un'altra decisione: Betfair esce dal mercato italiano. Le modifiche normative previste hanno reso l'Exchange "non più sostenibile dal punto di vista commerciale", ha spiegato il gruppo, e per questo chiuderanno a breve anche Sportsbook e Casino. Il marchio vale una quota minima dei ricavi di Flutter in Italia e l'uscita, secondo il gruppo, non tocca gli altri brand, Sisal, Snaitech e PokerStars, né il personale nel nostro Paese. Una data di chiusura per i clienti non c'è ancora. Per gli affiliati invece il conto alla rovescia è partito: il programma italiano termina il 31 ottobre e i contenuti promozionali vanno rimossi entro il 29. Sui team britannici di PokerStars il comunicato sui tagli non dice nulla.
Il gruppo, intanto, sull'Italia sta stringendo i ranghi attorno a tre marchi. Nel casinò online di settembre, su una spesa di 306,3 milioni di euro, Sisal è seconda con il 13,3%, dietro Lottomatica al 31,3%. SNAI è quinta con il 6,88% e PokerStars settima con il 5,35%. Betfair, che esce di scena, valeva lo 0,28% (dati ADM). Ad aprile i clienti SNAI sono passati sulla piattaforma Sisal e il poker SNAI è confluito nella rete PokerStars Italia, un'integrazione che Flutter lega ai 300 milioni di dollari di risparmi annui attesi entro fine anno, tra Italia e Brasile. Il 23 settembre, per i dipendenti di Sisal e Snaitech, sindacati e aziende hanno firmato un accordo sullo smart working per oltre 1.800 persone, valido fino al 31 dicembre 2029.
Il taglio arriva tre settimane dopo l'insediamento di Dan Taylor, amministratore delegato dal 1° ottobre al posto di Peter Jackson. Taylor trova un cantiere già aperto: a settembre Paddy Power ha annunciato la chiusura di fino a 100 negozi tra Regno Unito e Irlanda, con 400 posti a rischio, e a giugno FanDuel, il marchio statunitense del gruppo, ha lasciato a casa diverse centinaia di addetti dell'area scommesse.
A fine settembre si è aggiunto il Brasile: il governo di Brasilia ha vietato con una misura provvisoria scommesse e giochi online e Flutter ha sospeso le attività di Betnacional, di cui controlla il 56%. Secondo le stime della stampa finanziaria il blocco potrebbe costare circa 70 milioni di dollari di ricavi nel 2026. Il Racing Post ricorda che il titolo ha perso oltre il 65% in dodici mesi.
Il Betting and Gaming Council, l'associazione di categoria britannica, ha definito gli esuberi "un altro colpo devastante per i lavoratori e le famiglie del nostro settore". La presidente Grainne Hurst ricorda che bet365, Betfred ed Evoke hanno già tagliato posti o chiuso negozi quest'anno. Entain, proprietaria nel Regno Unito di Ladbrokes, ha annunciato in estate circa 500 tagli.
Il governo britannico ha risposto che è una "decisione commerciale di Flutter", pur riconoscendo che sarà un momento difficile per i lavoratori. Il prossimo passaggio è il 28 ottobre, giorno della Legge di bilancio del cancelliere John Healey: il settore teme nuovi ritocchi e la stampa specializzata parla di un possibile aumento al 40% dell'imposta sulle slot machine.

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