Per la Manovra 2027 il governo valuta un miliardo dal settore giochi: tra le ipotesi un intervento sul gioco online, la proroga delle concessioni e la gara Gratta e Vinci. (Immagine: Alpineguide / IA)
Un miliardo di euro: è la cifra che circola per il contributo dei giochi alla Manovra 2027. Secondo le ricostruzioni di stampa, l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni la considera una delle voci su cui contare per tenere in equilibrio i conti.
La partita si gioca sui tempi. Dopo lo scostamento di bilancio da 28,8 miliardi per il biennio 2027-2028, legato alle spese per energia e difesa, il Governo aspetta il via libera europeo di inizio novembre. Il disegno di legge, che sulla carta doveva arrivare alle Camere entro il 20 ottobre, potrebbe slittare di qualche giorno, e il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha già avvertito che la stesura richiederà più tempo.
Il Messaggero ha messo in fila i numeri: su circa sette miliardi di coperture, cinque potrebbero arrivare da contributi di banche, assicurazioni, società energetiche, giochi e tabacchi. Ai primi tre comparti verrebbe chiesto uno sforzo attorno ai tre miliardi, in gran parte a carico di istituti di credito e compagnie assicurative.
Il vicepremier Matteo Salvini parla per le banche di un contributo "volontario, gioioso e spontaneo", senza nuova imposta, e ipotizza almeno cinque miliardi. Ai giochi e ai tabacchi toccherebbe un miliardo ciascuno circa: i giochi dunque pesano quanto le sigarette, un'ipotesi che sul tabacco era già stata valutata e accantonata per ragioni di opportunità politica quando si cercavano fondi per gli sconti sui carburanti.
Il primo scenario riguarda il gioco online, sul quale l'intervento potrebbe concentrarsi. In alternativa il Governo potrebbe rivedere le modalità del prelievo sulle vincite. Nelle ricostruzioni non compaiono aliquote né date, quindi oggi non si può dire quanto inciderebbe sui conti degli operatori o sull'offerta ai giocatori.
Il secondo scenario è la proroga onerosa delle concessioni: lo Stato concederebbe più tempo ai concessionari in cambio di un pagamento. Nel pacchetto potrebbe entrare anche la gara per il Gratta e Vinci, la cui concessione, oggi gestita da Brightstars, scade il 30 settembre 2028. Anticipare i tempi della gara significherebbe incassare prima il prezzo di aggiudicazione.
Per capire la dimensione della richiesta bastano i conti dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Nel 2025 la raccolta del gioco in Italia ha toccato i 165,3 miliardi di euro, con entrate erariali per 11,4 miliardi. Un miliardo in più varrebbe quindi poco meno di un decimo di quanto lo Stato incassa oggi dal settore.
Il settore dei casinò online arriva a questo appuntamento in crescita: secondo il Bilancio di esercizio 2025 di ADM i giochi online sono aumentati del 17%. Dal 13 novembre 2025, inoltre, operano le 52 concessioni assegnate con la nuova gara per il gioco a distanza, e un ritocco al prelievo sul comparto cambierebbe i conti di un mercato appena ripartito con le nuove regole. Per sapere quali delle tre ipotesi diventerà norma bisognerà aspettare il testo del disegno di legge.

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