Lottomatica e Cirsa hanno approvato il progetto comune di fusione: assemblee convocate a Roma il 23 novembre e a Terrassa il 25 novembre, chiusura attesa nel 2027. (Immagine: Associated Press / Alamy)
Il progetto comune di fusione porta la data dell'8 ottobre ed è stato firmato a Roma e a Terrassa dai due consigli di amministrazione. Il documento fissa nel dettaglio i termini dell'operazione annunciata a inizio settembre: la fusione transfrontaliera per incorporazione di Cirsa in Lottomatica, che manterrà nome e sede legale romana e assorbirà attività, passività e rapporti giuridici della società spagnola senza passare per una liquidazione.
A certificare la congruità dei numeri è arrivato il parere di un esperto indipendente, BDO Auditores, nominato dal Registro delle Imprese di Barcellona su incarico del tribunale. La società di revisione ha confermato sia il rapporto di cambio, 0,668 nuove azioni Lottomatica per ogni azione Cirsa, senza conguagli in contanti, sia la congruità del prezzo riconosciuto a chi eserciterà il diritto di recesso.
Le due società hanno fissato le date. L'assemblea straordinaria di Lottomatica è convocata per il 23 novembre a Roma, quella di Cirsa per il 25 novembre a Terrassa in prima convocazione, con una seconda data di riserva il 26 novembre che le società considerano già superflua: l'esito atteso è l'approvazione al primo appuntamento.
Gli azionisti di Cirsa che voteranno contro la fusione potranno comunque uscire, esercitando il diritto di recesso previsto dalla legge spagnola e incassando 13,20 euro per azione, al netto di eventuali dividendi già distribuiti. L'operazione resta però condizionata a un tetto: le richieste di recesso non potranno superare il 5% del capitale Cirsa, soglia oltre la quale la fusione salterebbe.
Lottomatica e Cirsa hanno chiuso in parallelo tutti i depositi regolamentari richiesti dall'operazione. Le notifiche antitrust sono partite verso l'Agcm in Italia e la Cnmc in Spagna, ma anche verso l'autorità antimonopolio messicana e il Consiglio della Concorrenza marocchino, dove i due gruppi operano con le rispettive reti di sale e concessioni.
A completare il quadro ci sono le notifiche sugli investimenti esteri diretti alle autorità italiane e spagnole e quella sul regolamento europeo sulle sovvenzioni estere, inviata alla Commissione UE. Un percorso di autorizzazioni che tiene insieme quattro giurisdizioni diverse e che le due società indicano già come depositato per intero, con il closing ancora atteso nel secondo trimestre del 2027.
Dopo la fusione cambia anche la squadra di comando, ma non ai vertici. Guglielmo Angelozzi resta presidente e amministratore delegato di Lottomatica, Laurence Van Lancker vicepresidente e direttore finanziario; sul fronte Cirsa, Antonio Hostench Feu continuerà a guidare il business spagnolo e Antonio Grau Folguera a farne il direttore finanziario.
A cambiare è la composizione del board, che passa da 11 a 13 membri: Blackstone, primo socio della Cirsa uscente e futuro primo azionista della Lottomatica allargata con circa il 24% del capitale, avrà diritto a nominare due consiglieri. Le azioni della nuova Lottomatica restano quotate su Euronext Milan e, dopo il perfezionamento, sbarcano anche sulle borse spagnole di Madrid, Barcellona, Bilbao e Valencia.
Il progetto di fusione porta con sé anche la parte sui soldi da distribuire. Prima che l'operazione diventi efficace, Cirsa verserà ai propri soci un dividendo straordinario di 1,56 euro per azione, circa 262 milioni di euro complessivi, mentre entro il 30 giugno 2027 sono previsti ulteriori dividendi o acconti relativi al 2026, fino a 130 milioni per i soci Lottomatica e fino a 100 milioni per quelli Cirsa.
Una volta completata la fusione, il consiglio di amministrazione della nuova Lottomatica intende proporre agli azionisti una distribuzione di capitale da 744 milioni di euro, tramite un dividendo straordinario, un'offerta pubblica di acquisto volontaria parziale sulle proprie azioni, o una combinazione delle due strade. Il gruppo che nascerà dalla fusione, con un giro d'affari che porta l'Ebitda intorno ai 2 miliardi di euro, punta a diventare il secondo operatore quotato al mondo nel settore del gioco e delle scommesse.

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