Il Brasile vieta gioco e scommesse online: 10.435 siti segnalati all'Anatel in una settimana, bloccati da martedì 6 ottobre con rimborsi ai giocatori. (Immagine: Zuma Press / Alamy)
Il Brasile ha chiuso la prima settimana di divieto su gioco e scommesse online con un bilancio da record: 10.435 siti segnalati per il blocco all’Agenzia nazionale delle telecomunicazioni (Anatel) tra il 25 settembre e il 1° ottobre. Lo hanno annunciato il ministro della Giustizia e della Pubblica Sicurezza, Wellington César Lima e Silva, e il ministro delle Finanze, Dario Durigan, in una conferenza stampa a Brasília.
La misura discende dalla Medida Provisória n. 1.394/2026, firmata dal presidente Lula il 25 settembre, che vieta l’esercizio, l’offerta, l’intermediazione e la pubblicità delle scommesse sportive a quota fissa e dei giochi online in tutto il territorio nazionale. Da ieri, martedì 6 ottobre, data fissata dal decreto, i siti e le applicazioni delle piattaforme devono risultare offline, mentre il traffico degli utenti va reindirizzato verso il portale pubblico brasilsembets.gov.br.
Il numero dei siti bloccati non si è fermato all’ultimo bilancio ufficiale. Il ministro Wellington Lima ha ricostruito la progressione giorno per giorno: 5.209 segnalazioni lunedì 29 settembre, 8.357 giovedì 1° ottobre, oltre 10.000 venerdì 2 ottobre, una cifra che "continua a crescere", ha detto in conferenza stampa.
Oltre ai siti web, le autorità hanno individuato 3.040 tra pagine, profili, canali, gruppi e server sui social e sulle app di messaggistica da rimuovere: 1.974 pagine Facebook, 375 profili Instagram, 605 tra canali e gruppi Telegram, 85 profili TikTok e un server Discord. Solo su Telegram, Discord e TikTok, questi contenuti raggiungevano circa 3,46 milioni tra utenti, membri e follower.
Da ieri notte le piattaforme di gioco devono risultare fuori linea in tutto il Brasile. Il calendario fissato dal governo ha lasciato ai giocatori tempo fino alle 23:59 di lunedì 5 ottobre per prelevare volontariamente i propri saldi; tra oggi e domani, 7 e 8 ottobre, gli operatori dovranno comunicare alle banche i fondi residui distinti per codice fiscale (CPF), e dal 9 al 14 ottobre gli istituti di credito restituiranno le somme ai titolari dei conti.
Il saldo complessivo ancora depositato sulle piattaforme, secondo i dati del ministero delle Finanze, ammontava lunedì pomeriggio a 1,33 miliardi di real, in calo rispetto a 1,453 miliardi censiti nel bilancio del 2 ottobre e distribuiti tra 28,65 milioni di codici fiscali con saldo positivo. Il ministro Durigan ha definito "molto importante" il dato condiviso con la Banca centrale: la movimentazione giornaliera verso le piattaforme, che prima del divieto si aggirava sui 600 milioni di real al giorno, si sarebbe azzerata dal sabato successivo all’entrata in vigore della misura.
Il reindirizzamento del traffico verso il portale pubblico non convince gli operatori. L’Associazione nazionale dei giochi e delle lotterie (ANJL) ha definito la misura "elettoralistica e giuridicamente illegittima" e ha invitato le aziende associate a non applicarla, sostenendo che il governo impone per via amministrativa un obbligo che la norma non prevede a carico di soggetti privati regolarmente autorizzati.
Il presidente dell’ANJL, Plínio Lemos Jorge, ha ricordato che lo stesso esecutivo aveva regolamentato il mercato, imposto concessioni da 30 milioni di real e riconosciuto l’attività come legale, prima di trattarla ora come uno strumento di comunicazione istituzionale. Il divieto, firmato a nove giorni dal primo turno delle elezioni presidenziali, porta nel calendario elettorale un settore regolamentato appena tre anni fa dalla legge n. 14.790/2023.

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