Un 50enne della provincia di Cosenza è a processo a Roma per tentata truffa: aveva unito due biglietti perdenti del Gratta e Vinci con nastro adesivo per reclamare 10 milioni. (Immagine: Alessio Casalvieri / Alamy)
Rodolfo Bianchi, 50 anni, della provincia di Cosenza, si è presentato il 22 agosto 2019 all'Ufficio premi di Lotterie Nazionali srl, in viale del Campo Boario a Roma, con un biglietto del Gratta e Vinci "Il Miliardario Maxi" che sembrava vincente per 10.000.540 euro. Il tagliando presentava uno strappo in senso orizzontale, con le due metà tenute insieme dal nastro adesivo.
I controlli dell'ufficio hanno rivelato l'anomalia nel giro di poco: il biglietto non era un unico tagliando, ma l'assemblaggio di due Gratta e Vinci diversi, entrambi originariamente perdenti. Bianchi è ora a processo per tentata truffa davanti al Tribunale monocratico di Roma, dove le udienze si sono aperte il 7 ottobre.
Sul tagliando, nelle aree di gioco "maxi bonus" e "numeri vincenti", comparivano i numeri 20, 56 e 19: corrispondevano a quelli della stringa "i tuoi numeri", con il moltiplicatore "X5" che portava apparentemente alla vincita milionaria reclamata da Bianchi. Nella combinazione originale, però, nessuno dei due biglietti di partenza era vincente.
Le verifiche hanno accertato un secondo dettaglio che da solo bastava a smontare il tentativo: quella vincita non figurava nemmeno tra i premi previsti dal piano della lotteria istantanea. Il biglietto falsificato è stato sequestrato dall'autorità giudiziaria.
Nelle udienze del 7 ottobre, aula 20 del Tribunale di Roma, il pm Mario Pesci e l'avvocato di parte civile Anna Russo, che rappresenta Lotterie Nazionali srl, hanno ascoltato i primi testimoni. Per la Procura, Bianchi "poneva in essere atti idonei diretti in modo non equivoco a procurarsi un ingiusto profitto, non riuscendo nell'intento per cause indipendenti dalla sua volontà". La prossima udienza, fissata per l'11 gennaio, sentirà altri testimoni e la requisitoria del pm.
Il "taglia e cuci" di due tagliandi perdenti per ottenerne uno fintamente vincente non è una novità per il concessionario: secondo quanto riportato da Il Messaggero, Lotterie Nazionali ha già affrontato più volte tentativi con lo stesso schema, sempre intercettati dai controlli di autenticità prima della liquidazione del premio.

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