Google cambia le regole del Masthead di YouTube e ammette la pubblicità del gioco online. La novità non tocca l'Italia: ecco perché il divieto resta totale. (Immagine: Wahabi / Alamy)
C'è una vetrina, su YouTube, che tutti vedono prima di cercare qualsiasi video: il Masthead, il banner che occupa la parte alta della homepage e del feed Home su computer, smartphone e televisori. Fino a oggi, tra gli inserzionisti del gioco, potevano affittarla solo le scommesse sportive. Dal 21 ottobre la lista si allunga.
Lo ha comunicato Google in un avviso pubblicato nelle pagine di aiuto sulle policy pubblicitarie, intitolato "Updates to YouTube Masthead Ad Requirements (October 2026)": gli inserzionisti di gioco online certificati secondo la policy "Gambling and games" potranno da quella data acquistare lo spazio, finora riservato alle scommesse sportive e, in Canada, India e Stati Uniti, al fantasy sport a pagamento. Il Masthead si prenota direttamente con il team commerciale di Google, a costo per migliaia di impression, ed è per questo uno dei formati più cari e più visti di tutta la piattaforma.
La chiave resta la certificazione. Chi vuole comprare il Masthead deve prima ottenerla e poi mantenerla, rispettando le normative pubblicitarie sul gioco online, le licenze richieste nei singoli mercati e le restrizioni d'età sui minori. Diverso il discorso per aggregatori e comparatori come Casinos.com: la policy di Google li considera una categoria a parte, non soggetta all'obbligo di registrazione statale o nazionale, e quindi non coperta dal nuovo spazio.
L'avviso non elenca i Paesi interessati dalla novità, lasciando l'idoneità alle certificazioni già richieste mercato per mercato. Google ricorda anche che le violazioni ripetute possono costare la certificazione, revocata o mai concessa: lo stesso meccanismo con cui la piattaforma ha già tagliato fuori i link verso siti di gioco non certificati.
Per gli operatori italiani, però, la vetrina resta chiusa. L'articolo 9 del decreto-legge 87/2018, convertito dalla legge 96/2018 e noto come Decreto Dignità, vieta in Italia qualsiasi pubblicità del gioco con vincita in denaro, comprese sponsorizzazioni e inserzioni sui social network. La certificazione di Google stabilisce chi può comprare lo spazio dove la legge locale lo permette: non apre varchi dove la legge lo vieta.
Il tema tocca comunque da vicino l'Italia, dove il ruolo di YouTube nella diffusione di contenuti sul gioco online è già oggetto di confronto tra le policy delle grandi piattaforme e le normative nazionali. Google continua a muoversi sul fronte della certificazione degli inserzionisti, lasciando ai singoli Stati il compito di decidere dove e come la pubblicità del gioco possa effettivamente comparire.
Prima dell'iGaming, per Daniele c'era il giornalismo: oltre dieci anni di cronaca sportiva, tra interviste, verifiche e chiusure a ridosso della mezzanotte. È lì che ha imparato a maneggiare i fatti con rigore e a costruirci sopra notizie che valga la pena leggere, cosa che fa ancora oggi. Dopo alcune esperienze in redazione tra i maggiori operatori del mercato del gioco online, su Casinos.com è Responsabile Media & PR per il mercato italiano, dove firma studi e analisi su settore e regolamentazione.
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