La Gambling Commission britannica sanziona Holland Park Leisure Limited, titolare di tre Adult Gaming Centre a Leicester, per non aver aderito allo schema di autoesclusione multi-operatore.
La Gambling Commission ha fissato il conto. Holland Park Leisure Limited, che gestisce tre Adult Gaming Centre a Leicester, dovrà versare 150.000 sterline per non aver rispettato l'obbligo di aderire a uno schema di autoesclusione multi-operatore, lo strumento che permette ai giocatori di escludersi in un colpo solo da tutte le sale della propria zona, non da una sola.
La società era stata informata dell'obbligo con largo anticipo, ma non si era mai messa in regola. Solo la sospensione della licenza operativa, decisa dal regolatore nell'ottobre 2025, ha prodotto l'adesione allo schema. La sanzione, imposta ai sensi della sezione 121(1) del Gambling Act, porta la data del 31 luglio 2026.
La norma violata è la Social Responsibility Code provision 3.5.6, che impone a ogni operatore di gioco fisico rivolto ai consumatori nel Regno Unito la partecipazione a un sistema di autoesclusione riconosciuto e condiviso tra più operatori. Chi si iscrive esce da tutte le sale partecipanti nell'area, senza dover ripetere la richiesta locale per locale.
Per la Gambling Commission questo genere di obbligo non lascia margine di scelta. John Pierce, direttore Enforcement and Intelligence dell'Autorità, ha ricordato che gli schemi di autoesclusione "svolgono un servizio essenziale per chi ritiene di essere danneggiato dal gioco" e che ogni operatore è tenuto a integrarli pienamente nella propria attività, con salvaguardie realmente efficaci per i clienti che hanno scelto di escludersi.
Il registro pubblico della Commissione isola un fattore aggravante preciso, capace da solo di spiegare l'entità della cifra. Holland Park Leisure era già stata avvertita della non conformità, non aveva agito di conseguenza, e in un secondo momento aveva fornito al regolatore informazioni fuorvianti sulla propria posizione.
Pierce ha ribadito che si tratta di condizioni di licenza fondamentali, pensate per proteggere i consumatori, e che gli operatori inadempienti devono aspettarsi un intervento regolatorio. La differenza, in casi come questo, la fa proprio il modo in cui un'azienda risponde una volta scoperta: correggere in silenzio pesa meno che negare l'evidenza.
Oltre alla multa, Holland Park Leisure dovrà sottoporsi a un audit indipendente affidato a una terza parte, che passerà al setaccio politiche, procedure e controlli interni, oltre al livello di formazione del personale sulla gestione delle richieste di esclusione e sull'indirizzamento dei clienti verso i servizi di assistenza. La Commissione non ha reso pubblici né i termini di riferimento dell'audit né una data di completamento.
La società, che nel registro pubblico dell'Autorità figura con un'unica sanzione a proprio carico, aveva già avviato correttivi non appena la revisione della licenza si era messa in moto. L'audit servirà proprio a stabilire se quel cambiamento sia diventato prassi stabile o sia rimasto una reazione ai controlli.

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