In un mese individuate oltre 15.000 inserzioni di operatori senza licenza rivolte al mercato olandese. Meta è intervenuta solo sul 38% degli annunci. (Immagine: Natee Meepian / Alamy)
Meta incassa milioni dalla pubblicità di casinò online illegali nei Paesi Bassi. È l'accusa che emerge da uno studio pubblicato dal Keurmerk Verantwoorde Affiliates (KVA), organismo di certificazione per gli affiliati del gioco online olandese, in collaborazione con VNLOK, l'associazione degli operatori autorizzati. L'analisi, condotta sulla libreria pubblicitaria pubblica di Facebook e Instagram nel marzo 2026, ha identificato 15.114 inserzioni riconducibili a operatori privi di licenza.
La ricerca si è basata su otto parole chiave in olandese, tra cui "casino", "free spins", "bookmaker" e "gokken" (scommettere). Gli annunci individuati rimandavano a 1.292 domini unici attraverso 2.210 pagine Facebook diverse, generando un totale stimato di 75,8 milioni di visualizzazioni su utenti olandesi. Di queste, 5,8 milioni hanno raggiunto la fascia 18-24 anni, quella che la normativa olandese considera vulnerabile e verso cui la pubblicità del gioco è vietata dal 2023.
Meta non pubblica dati sui ricavi pubblicitari legati al gambling. Lo studio li stima incrociando il volume di visualizzazioni con il costo medio per mille impressioni (CPM) sul mercato olandese, calcolato in una forbice tra 8 e 15 euro. Il risultato: tra 606.000 e 1,1 milioni di euro per il solo mese di marzo. Proiettato sull'intero anno, il ricavo stimato va da 7,2 a 13,6 milioni di euro, con una cifra ritenuta "realistica" di circa 10 milioni.
Gli autori precisano che la stima è conservativa: si basa solo su otto keyword e non include i contenuti video virali in cui la pubblicità di gioco illegale è incorporata, un fenomeno che secondo Björn Fuchs, presidente di VNLOK, rende il problema "molte volte più grande" di quanto fotografato dallo studio. "Non è accettabile che Meta guadagni milioni mentre in Olanda è vietato facilitare il gioco illegale", ha dichiarato Fuchs. "È ora che Meta si assuma la responsabilità e filtri questi contenuti in modo attivo e soprattutto efficace".
Lo studio descrive un ecosistema pubblicitario costruito per sfuggire ai controlli. Le campagne durano spesso meno di tre giorni: quanto basta per raggiungere migliaia di utenti prima che i sistemi automatici le intercettino. Quando un annuncio viene rimosso o una pagina chiusa, lo stesso contenuto riappare con un nuovo dominio e una nuova identità.
Durante il periodo di analisi, Meta è intervenuta sul 38,3% degli annunci individuati, rimuovendo l'inserzione, chiudendo l'account pubblicitario o eliminando la pagina Facebook. Il restante 61,7% è rimasto attivo. Steven Vrolijk, fondatore del KVA, ha chiesto a Meta di investire in monitoraggio proattivo: "È importante che ci sia più consapevolezza sulla scala dell'illegalità nel mercato olandese del gioco online. Soprattutto nel momento in cui si introducono nuove restrizioni per gli operatori legali, bisogna tenere conto della possibile crescita dell'offerta illegale".
Lo studio arriva mentre nei Paesi Bassi è in discussione un divieto totale della pubblicità del gioco online, inserito nel programma del governo di coalizione a inizio anno. VNLOK ha avvertito che un ban generalizzato, senza un intervento parallelo contro l'offerta illegale, rischierebbe di produrre l'effetto opposto rispetto alla tutela del consumatore.
Il messaggio dei ricercatori è esplicito: stringere le regole per gli operatori autorizzati mentre Meta continua a monetizzare 15.000 inserzioni illegali al mese significa spostare il problema, non risolverlo.

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