I dati ADM sul primo trimestre 2026: spesa a 5,71 miliardi ed entrate erariali in crescita dell'1,78%. Dietro i numeri, uno spostamento che ridisegna il settore: l'online guida i volumi, il fisco vive ancora di apparecchi. (Immagine: Viola Dolas / Alamy)
Il settore dei giochi in Italia apre il 2026 con i conti in ordine e un gettito in aumento. Nel primo trimestre la raccolta complessiva ha raggiunto 45,44 miliardi di euro, con vincite restituite ai giocatori per 39,73 miliardi e una spesa effettiva, la differenza tra le due voci, pari a 5,71 miliardi. Le entrate erariali si sono attestate a 2,68 miliardi, in crescita dell'1,78% sullo stesso periodo del 2025. È la fotografia scattata dal Bollettino statistico dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per i mesi da gennaio a marzo.
Sono cifre che raccontano un comparto solido e in leggera espansione sul fronte fiscale. Ma il dato più interessante non sta nei totali, bensì in come questi si distribuiscono tra i diversi segmenti. Perché il primo trimestre 2026 conferma una divaricazione strutturale ormai netta: da una parte i giochi che muovono i volumi, dall'altra quelli che alimentano l'Erario. E i due gruppi non coincidono più.
Slot e VLT continuano a essere la principale fonte di entrate fiscali del settore. Gli apparecchi da intrattenimento hanno prodotto una raccolta di 7,87 miliardi di euro, con vincite per 5,95 miliardi e una spesa di 1,92 miliardi. Da qui è arrivato un gettito di 1,24 miliardi, pari al 46,29% del totale prodotto dai giochi nei primi tre mesi dell'anno.
Il dato è tanto più significativo se si guarda alla proporzione: gli apparecchi rappresentano circa il 17% della raccolta complessiva, ma quasi la metà delle entrate per lo Stato. È il segmento a più alta densità fiscale del comparto, quello in cui ogni euro speso dai giocatori si traduce nella quota maggiore di prelievo. Una caratteristica legata alla struttura di tassazione delle macchine, che le rende il pilastro su cui il bilancio pubblico del gioco continua a poggiare.
I giochi numerici e le lotterie hanno registrato una raccolta di circa 6,03 miliardi di euro e vincite per 4,27 miliardi, con una spesa di 1,75 miliardi. Il contributo alle casse dello Stato ha raggiunto 921,91 milioni, pari al 34,37% del totale. Anche in questo caso la densità fiscale è elevata: insieme agli apparecchi, il canale storico e più tradizionale del gioco italiano garantisce oltre l'80% dell'intero gettito.
Diverso il profilo delle scommesse, che hanno totalizzato una raccolta di 8,37 miliardi di euro con vincite per 7,39 miliardi. La spesa si è fermata a 978,93 milioni e il gettito erariale a 224,70 milioni, pari all'8,38% del totale. Un segmento ad alta rotazione, con un tasso di restituzione ai giocatori superiore all'88% e un peso fiscale contenuto rispetto ai volumi movimentati.
La sorpresa arriva dalla categoria degli "altri giochi", che comprende il Bingo e i giochi a distanza di abilità e di carte, cioè il cuore dell'offerta online. Questo segmento ha prodotto da solo la quota più elevata della raccolta complessiva: 23,17 miliardi di euro, oltre la metà del totale nazionale. Le vincite hanno raggiunto 22,11 miliardi, con una spesa di 1,06 miliardi e un contributo all'Erario di 294,16 milioni, pari all'10,97% del gettito.
Qui la proporzione si ribalta. Gli altri giochi valgono il 51% della raccolta ma solo l'11% delle entrate fiscali. Il motivo è nel tasso di restituzione, che sfiora il 95%: sul digitale i soldi girano a grande velocità, vengono rigiocati più volte e producono volumi enormi a fronte di una spesa netta e di un prelievo proporzionalmente ridotti. È l'immagine plastica di un mercato che ha spostato il proprio baricentro verso l'online, mentre l'architettura fiscale resta ancorata al gioco fisico.
| Tipologia | Raccolta | Vincite | Spesa | Erario |
|---|---|---|---|---|
| Apparecchi da intrattenimento | 7,87 mld | 5,95 mld | 1,92 mld | 1,24 mld |
| Scommesse | 8,37 mld | 7,39 mld | 978,93 mln | 224,70 mln |
| Giochi numerici e lotterie | 6,03 mld | 4,27 mld | 1,75 mld | 921,91 mln |
| Altri giochi | 23,17 mld | 22,11 mld | 1,06 mld | 294,16 mln |
| Totale giochi | 45,44 mld | 39,73 mld | 5,71 mld | 2,68 mld |
Eventuali minimi scostamenti tra la somma delle voci e il totale dipendono dagli arrotondamenti del Bollettino.
Sul fronte della vigilanza, nel primo trimestre 2026 ADM ha controllato 6.230 esercizi del settore giochi, con un aumento del 12,23% rispetto allo stesso periodo del 2025. L'indice di presidio del territorio si è attestato al 6,61%. L'Agenzia ha accertato 45,94 milioni di euro di imposte, irrogando sanzioni tributarie per 2,26 milioni e sanzioni amministrative per 97,25 milioni.
Prosegue anche il contrasto all'offerta illegale online. Tra gennaio e marzo sono stati 245 i siti inibiti dall'Agenzia, che ha registrato 38,85 milioni di tentativi di accesso ai portali bloccati. Un'attività che accompagna la crescita del mercato legale e ne tutela la quota, in un momento in cui proprio il canale digitale, quello che oggi muove più della metà dell'intera raccolta, è anche il terreno su cui si gioca la partita più delicata tra offerta regolamentata e operatori non autorizzati.

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