Lula rieletto in Brasile con il 51,79%. Il divieto di scommesse e giochi online resta in vigore: ora decidono Corte suprema e Congresso, dove pesa Bolsonaro. (Immagine: Paulo Lopes / Alamy)
Il Brasile ha votato e, nello stesso giorno, ha chiuso l'ultimo capitolo legale del gioco online come lo conosceva. Il 25 ottobre Lula ha battuto Flávio Bolsonaro con il 51,79% dei voti validi, 64.256.232 contro 59.826.041, un vantaggio di circa 4,4 milioni di schede. Il 25 ottobre era anche la data in cui, per effetto della misura provvisoria 1.394, le autorizzazioni di tutte le società di scommesse e casinò online hanno smesso di valere.
I due eventi sono legati. Lula ha firmato il divieto il 25 settembre, nove giorni prima del primo turno, e lo ha trasformato in uno dei temi della campagna. Il 23 ottobre, nel confronto televisivo, ha ripetuto che i siti non torneranno. Chi la pensa diversamente, tra operatori e club di calcio, ha già portato la questione davanti ai giudici.
Il decreto vieta di offrire, intermediare e pubblicizzare scommesse a quota fissa, quindi sia le scommesse sportive sia i giochi da casinò online. I siti delle società autorizzate sono stati oscurati il 6 ottobre. Le licenze, che gli operatori avevano pagato 30 milioni di real per cinque anni, sono finite il 25 ottobre senza rimborso.
Intanto una parte del gioco si è spostata dove nessuno controlla. Il ministero della Giustizia ha segnalato per il blocco 16.627 siti illegali e altre 3.691 tra pagine, profili e gruppi, per un totale di oltre 20mila indirizzi al 15 ottobre. Solo su Telegram i gruppi individuati sono più di mille, con circa 18,5 milioni di utenti.
Contro la misura sono state presentate tre azioni di incostituzionalità, da associazioni del settore e da club di calcio. Il relatore è il giudice Luiz Fux. Fino al 21 ottobre non aveva deciso sulle richieste di sospensione e, secondo la stampa di settore brasiliana, avrebbe aspettato la fine delle elezioni.
Ora che il voto è chiuso, la sua decisione è la prima che può cambiare le cose. Se Fux sospendesse la misura, gli operatori potrebbero chiedere di tornare in attività in tempi brevi. Per ora non risulta nessun provvedimento: il divieto è in vigore e nessuna piattaforma è autorizzata a riaprire.
Per non decadere, la misura deve diventare legge entro 60 giorni, quindi entro il 23 novembre, con una proroga possibile di altri 60. Dal 9 novembre il testo blocca l'agenda delle Camere finché non viene votato. La commissione che deve esaminarlo ha ricevuto circa cento emendamenti, ma agli ultimi aggiornamenti non era ancora stata insediata e non aveva un relatore.
Il governo parte in salita, perché il Partito liberale di Bolsonaro ha il gruppo più numeroso in entrambe le Camere. Nel settore si parla di un compromesso che salvi le scommesse sportive e lasci fuori i casinò online, la linea già sostenuta da Flávio Bolsonaro in campagna. Resta aperta anche la questione delle licenze scadute, su cui dovrà esprimersi il Congresso.

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