KSA appoggia un algoritmo open source dell'Università di Amsterdam che assegna un punteggio di rischio ai giocatori online. Ispirato dal modello spagnolo DGOJ. (Immagine: Sabine Thielemann / Alamy)
La Kansspelautoriteit, il regolatore olandese del gioco pubblico noto come KSA, ha reso pubblico il proprio sostegno a un algoritmo che calcola un punteggio di rischio per ogni giocatore. Non chiede al giocatore come si sente né gli sottopone un questionario: legge quello che fa davvero, puntata dopo puntata, sessione dopo sessione.
Il modello nasce dal lavoro dell'Università di Amsterdam ed è distribuito con licenza open source. Il codice è pubblico, quindi qualsiasi operatore, ricercatore o altro regolatore può leggerlo, verificarlo e, se lo ritiene utile, riutilizzarlo. Per la KSA resta comunque uno strumento supplementare: "un tassello in più nel dovere di diligenza degli operatori", non un sostituto dei controlli già previsti dalla licenza, e senza alcuna garanzia di infallibilità.
L'algoritmo incrocia quanto spesso una persona gioca, a che ora lo fa e come cambia il ritmo delle puntate dopo una vincita o una serie di perdite. Chi rincorre le perdite alle tre di notte alzando la posta racconta, ai dati, una storia molto diversa da chi gioca poco e a intervalli regolari.
Sono informazioni che ogni casinò online già registra per gestire i conti dei clienti. A cambiare è il momento in cui vengono lette. Invece di aspettare che sia il giocatore a chiedere aiuto o a toccare un limite già fissato, il modello prova ad anticipare il segnale, così che una telefonata o un promemoria possano arrivare prima che il problema si aggravi.
Dietro l'algoritmo c'è un piccolo team accademico: il dottorando Charles de Leau, lo psicologo Reinout Wiers e l'informatico Johan Bollen, entrambi docenti all'Università di Amsterdam. Il lavoro è finanziato dal Fondo per la prevenzione delle dipendenze della KSA e copre l'intero comparto del gioco online, non solo il casinò.
Pubblicare il codice, invece di tenerlo chiuso dentro un contratto con un singolo fornitore, cambia la posta in gioco. Un operatore o un altro regolatore non deve costruire da zero un sistema equivalente: può prendere quello olandese, controllarlo riga per riga e adattarlo. È un modo, indiretto ma concreto, per fissare uno standard comune su cosa significhi davvero monitorare il gioco a rischio.
La KSA non nasconde da dove arriva l'ispirazione: il programma Safe Play della Dirección General de Ordenación del Juego (DGOJ), il regolatore spagnolo, impegnato da anni ad anticipare la rilevazione del danno da gioco invece di limitarsi a censirlo dopo il fatto.
Madrid, però, sta già un passo più avanti sul fronte delle regole concrete. Dal 25 settembre partirà una sperimentazione di sei mesi con limiti di deposito uguali per tutti gli operatori: 700 euro al giorno, 1.750 euro alla settimana, 3.300 euro su quattro settimane, attivi di default e modificabili solo con una procedura di garanzia aggiuntiva. Nei Paesi Bassi i limiti di deposito sono già piuttosto stretti, e il settore li critica da tempo per l'effetto sulla canalizzazione dei giocatori verso l'offerta legale.
Un punteggio di rischio non riscrive da solo le regole del mercato, e la stessa KSA lo ammette: è un tassello in più, non un sostituto dei controlli già previsti dalla licenza. Ma il segnale ai concessionari è chiaro: leggere i dati di gioco con più attenzione, e farlo prima, non dopo che il danno è fatto.
Per chi gioca, la differenza pratica resta quella di sempre: solo i casinò online autorizzati sono tenuti a questo tipo di controlli. I siti senza licenza non offrono nulla di simile, e uno strumento pubblico come quello olandese rende più difficile, per un operatore regolamentato, dire di non essersi accorto in tempo di un problema.

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