Dopo il via libera del Consiglio dei Ministri, il testo della Legge di Bilancio 2027 mostra come il governo vuole raccogliere i 700 milioni chiesti al settore dei giochi. (Immagine: Agenzia Sintesi / Alamy)
Settecento milioni: è la cifra che Giorgia Meloni ha messo sul tavolo il 28 ottobre, al termine del Consiglio dei Ministri che ha approvato la Legge di Bilancio 2027. Allora era un numero. Con il testo del disegno di legge, circolato il 30 ottobre, diventa un elenco di articoli, aliquote e scadenze.
La manovra, da circa 26 miliardi di euro, è ora in Parlamento e deve essere approvata entro il 31 dicembre. Quelle sui giochi, va detto subito, sono disposizioni di una bozza visionata da AGIMEG e possono cambiare durante l'esame delle Camere.
Dal 1° gennaio 2027 il PREU, il prelievo erariale unico che lo Stato incassa sulle somme giocate negli apparecchi, passa dal 24 al 25% per le slot da bar e sale (le AWP) e dall'8,6 al 9,6% per le VLT. Le stime parlano di circa 150 milioni dalle prime e 165 dalle seconde.
Ci sono due novità che fanno da contrappeso. La puntata massima delle AWP passerebbe da 1 a 2 euro e la vincita massima da 100 a 200 euro. Le macchine che restituiscono in vincite almeno il 70% delle somme giocate avrebbero invece un'aliquota agevolata del 20%, in attesa di sostituire questi apparecchi con altri che permettano di giocare solo da remoto.
Le concessioni per scommesse, reti degli apparecchi e bingo vengono estese fino al 31 dicembre 2029. Per le scommesse si pagano 14.250 euro l'anno per ogni diritto dei punti con attività principale e 8.550 euro per quelli con attività accessoria. Per le reti degli apparecchi il conto è di 150 euro per ogni nulla osta AWP e 7.500 euro per ogni diritto VLT, da versare in nove rate.
Anche il Gratta e Vinci viene prorogato al 31 dicembre 2029, con un corrispettivo di 188 milioni di euro in due rate nel 2027. Per Lotto e SuperEnalotto arriva un'estrazione in più ogni settimana, il mercoledì, che l'ADM dovrà istituire entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge.
Nelle norme sui giochi rese note finora non c'è una misura dedicata ai casinò online. Secondo AGIMEG restano sullo sfondo ipotesi di ritocchi di portata contenuta, che dovranno comunque garantire la compatibilità con il principio dell'invarianza fiscale.
Tradotto: un eventuale aggiustamento non potrebbe stravolgere i conti su cui poggiano le nuove concessioni. Chi gioca sui siti autorizzati ADM, almeno per ora, non vede cambiare nulla, ma il capitolo online va seguito fino al voto delle Camere.

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