Ex dipendenti Lottomatica avrebbero individuato in anticipo quattro Gratta e Vinci vincenti: sequestro da oltre 25 milioni della Corte dei conti del Lazio. (Immagine: Antonio Gravante / Alamy)
Quattro biglietti, 24 milioni di euro di premi. Attorno a questi numeri ruota l'operazione con cui la Guardia di Finanza di Roma, su delega della Procura regionale della Corte dei conti per il Lazio, ha messo sotto sequestro beni per oltre 25 milioni di euro. Il decreto arriva dalla Sezione giurisdizionale della magistratura contabile e riguarda cinque ex dipendenti dell'allora Lottomatica Holding, società del gruppo IGT, oggi Brightstar Lottery, che controlla la concessionaria dei Gratta e Vinci.
Gli inquirenti ricostruiscono una scena che somiglia a una vincita telecomandata. I cinque, sfruttando le credenziali di accesso ai sistemi informatici, avrebbero manipolato i server dell'azienda e individuato in anticipo i tagliandi vincenti, destinati a premi da 7 milioni di euro (due biglietti) e da 5 milioni (altri due). A comprarli, sempre secondo l'accusa, sarebbero stati parenti e persone vicine ai cinque.
Un Gratta e Vinci vive di un'incognita: nessuno sa quale tagliando nasconda il premio e in quale ricevitoria finirà. Secondo la Procura contabile, in questa storia l'incognita sarebbe sparita. Chi aveva accesso ai dati conosceva il biglietto buono e anche il punto vendita a cui era stato spedito, e dall'altra parte del bancone c'era già qualcuno pronto a comprarlo.
Il danno contestato è di natura erariale e il creditore è l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Per l'accusa, l'uso di informazioni privilegiate ha tolto di mezzo la componente di casualità. In condizioni normali, quei premi avrebbero potuto restare mai reclamati e rimanere nelle casse dello Stato.
I fatti contestati risalgono al 2020. La società risulta del tutto estranea alla vicenda, e lo ripetono tutte le ricostruzioni diffuse dopo l'operazione. Il Lottomatica Group di oggi, realtà diversa del gioco in Italia, non è coinvolto.
Il procedimento ha già un pezzo di storia alle spalle. A marzo la Procura contabile aveva notificato un invito a dedurre, ma le difese presentate non sono state ritenute idonee a superare le contestazioni. Adesso sono arrivati l'atto di citazione e il ricorso per il sequestro conservativo, la misura cautelare che serve a garantire il credito dell'Agenzia mentre il giudizio va avanti.
Il sequestro tocca 25 unità immobiliari, tra appartamenti, villini, garage e cantine, distribuite nelle province di Roma, Viterbo, Treviso, Taranto, Grosseto e Reggio Calabria. Sotto vincolo sono finiti anche cinque veicoli, tra auto e moto, e le disponibilità finanziarie riconducibili agli interessati.
Il decreto ha natura cautelare e il giudizio sul merito deve ancora arrivare. Fino a quel momento i cinque restano estranei a qualsiasi accertamento definitivo, mentre la magistratura contabile dovrà stabilire se le accuse reggono e a quanto ammonta il danno da risarcire.

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