La VGCCC australiana pubblica Strategy 2029: tecnologia, dati e intelligence per individuare prima i rischi del gioco online e responsabilizzare gli operatori. (Immagine: Per Bengston / Alamy)
La Victorian Gambling and Casino Control Commission (VGCCC) ha reso pubblica Strategy 2029, il documento che fissa la rotta dell'autorità fino al 2029. Il piano parte da un'ammissione della CEO Suzy Neilan: gli operatori del gioco online utilizzano tecnologie sempre più sofisticate per attrarre e fidelizzare i giocatori, e il regolatore deve rispondere con strumenti altrettanto avanzati. “In risposta useremo tecnologia, dati, ricerca e intelligence per individuare i rischi prima e agire più rapidamente”, ha dichiarato Neilan.
La VGCCC nasce nel 2022 come autorità unica per il gioco pubblico e i casinò dello Stato di Victoria, in Australia, con sede a Melbourne. Il suo compito dichiarato è regolare il settore per garantire sicurezza, correttezza e integrità, una missione che Strategy 2029 non cambia nella sostanza ma aggiorna negli strumenti, spostando il baricentro dal controllo successivo alla lettura anticipata dei segnali.
Nuovi prodotti online, promozioni e modalità di pagamento rendono il gioco più accessibile e più semplice da praticare, secondo la VGCCC. “La tecnologia e i cambiamenti del mercato stanno ridisegnando il modo in cui il gioco funziona e viene vissuto”, ha spiegato Neilan. “Questo aumenta il rischio di danno e rende più difficile regolare un'attività che si muove su sempre più canali".
Il documento cita anche le fusioni tra grandi operatori come un fattore che ridisegna il settore su scala diversa da quella con cui l'autorità ha lavorato finora. Da qui la scelta di rafforzare la capacità di raccogliere e analizzare informazioni, in modo da intervenire prima che un segnale isolato diventi un problema diffuso: la VGCCC misurerà i propri risultati anche sulla velocità con cui riesce a prevenire il danno, non solo sulle sanzioni comminate dopo.
Strategy 2029 elenca quattro priorità operative: concentrare l'azione dove il danno da gioco si verifica davvero, individuare i rischi e agire per tempo, tenere gli operatori responsabili dei propri obblighi legali e della “licenza sociale a operare”, e rafforzare un team interno più connesso e autonomo nelle decisioni. Sono le stesse quattro voci che la VGCCC userà per valutare se il piano ha funzionato, non solo per presentarlo.
Sul fronte degli operatori il linguaggio si fa diretto: “Manterremo una postura regolatoria rigorosa e agiremo dove gli standard non vengono rispettati”, si legge nel documento, che chiede alle aziende di individuare e correggere i rischi al proprio interno prima che sia l'autorità a doverlo imporre. È un cambio di equilibrio: la responsabilità di prevenire il danno viene spostata più a monte, dentro le aziende stesse, e non lasciata solo ai controlli successivi della VGCCC.
Il piano si sviluppa in tre fasi. Il primo anno, 2026-2027, serve a mettere a fuoco le priorità e costruire slancio operativo. Il secondo, 2027-2028, punta a collegare tra loro i diversi strumenti raccolti nella prima fase per aumentarne l'impatto. Il terzo, 2028-2029, dovrà dimostrare risultati concreti e consolidare il ruolo della VGCCC come regolatore capace di anticipare i problemi invece di rincorrerli.
“Saremo proattivi e adatteremo il nostro approccio regolatorio per rafforzare la prevenzione del danno e migliorare la nostra efficacia”, ha aggiunto Neilan. “Il gioco è un'attività intrinsecamente rischiosa. Minimizzare il rischio di danno per la comunità è alla base di tutto quello che facciamo". Con Strategy 2029 la VGCCC scommette che i dati, più che le sanzioni, saranno lo strumento che le permetterà di restare al passo con un settore che cambia più in fretta delle norme scritte per governarlo.

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