Gioco responsabile, altra stretta sulla pubblicità: niente calciatori e toni da spot

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Ultimo aggiornamento 27 marzo 2026

Gioco responsabile, altra stretta sulla pubblicità: niente calciatori e toni da spot

AGCOM approva le nuove regole sulla pubblicità del gioco responsabile: stop ai calciatori, toni sobri e loghi misurati. Delibera attesa entro giugno 2026. (Immagine: Report / Alamy)

Il Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato l'atto di indirizzo che ridisegna i confini della comunicazione sul gioco responsabile in Italia. Trent'anni dopo il primo codice pubblicitario e otto anni dopo il decreto Dignità, il settore si avvicina a una nuova stagione regolatoria.

Il documento e i prossimi passi

La seduta del 25 marzo ha dato il via libera al testo, che sarà pubblicato a metà della prossima settimana. Da quel momento scatteranno trenta giorni di consultazione pubblica, aperti a concessionari, associazioni di categoria e stakeholder del settore. La delibera definitiva è attesa entro metà giugno.

Non è un regolamento in senso stretto: l'atto di indirizzo non crea obblighi immediati, ma stabilisce i criteri che AGCOM seguirà nella propria attività regolatoria. Un documento che in apparenza pesa poco, ma che in pratica dirà agli operatori fin dove possono spingersi.

Il percorso non è stato lineare. A fine 2024 era già stato preparato un aggiornamento delle Linee Guida del 2019, ma il Consiglio non lo aveva approvato. Il testo è stato riscritto, cambiando anche forma: dall'aggiornamento di linee guida esistenti a un atto di indirizzo nuovo, più flessibile e più difficile da contestare.

Perché AGCOM ha dovuto muoversi

Il nodo è nato con il decreto legislativo n. 41 sul riordino del gioco online. Il testo introduce un obbligo preciso: ogni concessionario deve destinare ogni anno lo 0,2% dei propri ricavi netti, fino a un massimo di un milione di euro, a campagne di comunicazione responsabile. I temi vengono fissati annualmente da una commissione governativa presso la Presidenza del Consiglio.

Il problema è che questa apertura si scontrava frontalmente con il divieto totale di pubblicità sul gioco imposto dal decreto Dignità nel 2018. Come si fa a comunicare il gioco responsabile senza fare pubblicità al gioco? L'atto di indirizzo prova a rispondere a questa domanda.

Cosa cambia in concreto

Le prime indicazioni che circolano sul contenuto del documento disegnano un impianto tutt'altro che permissivo. I messaggi dovranno essere sobri, privi di enfasi, senza nulla che possa ricordare anche lontanamente il tono di una campagna promozionale. Persino le dimensioni dei loghi degli operatori saranno soggette a misure predefinite.

Sul fronte dei testimonial, il testo potrebbe vietare esplicitamente il ricorso a figure con forte appeal sui minori. I calciatori tesserati, già banditi dalla pubblicità ordinaria dal decreto Dignità, resterebbero fuori anche da questo spazio. La partita, però, non è ancora chiusa: AGCOM ha scelto di non blindare la posizione prima di sentire gli operatori, e la consultazione servirà anche a questo.

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