La ricerca del Gruppo Fabio Gobbo della LUISS stima il valore del mercato non regolamentato in 29,8 miliardi di euro. Il gioco digitale, con 25,4 miliardi, è la componente dominante. (Immagine: Ievgen Chabanov / Alamy)
Il gioco illegale in Italia non è un fenomeno residuale. È un'industria parallela da quasi 30 miliardi di euro, e per l'85% vive online. A metterci un numero sopra è lo studio "Misura del mercato del gioco illegale in Italia", realizzato dal Gruppo di Ricerche Industriali e Finanziari "Fabio Gobbo" della LUISS Guido Carli, che per la prima volta prova a quantificare con metodo econometrico una componente del mercato che per definizione sfugge ai radar.
Il dato più pesante riguarda il canale online, che da solo rappresenta 25,4 miliardi dei 29,8 stimati, l'85% del totale. Seguono le scommesse con 2,58 miliardi (8,7%), gli apparecchi da intrattenimento con 1,28 miliardi (4,3%) e le lotterie con 560 milioni (1,9%). Lo studio copre il periodo 2015-2023 e fotografa un'evoluzione netta: il gioco online legale è passato da 16,6 a 81,7 miliardi di GGT in otto anni, ma i controlli non hanno tenuto lo stesso ritmo.
È il cuore della ricerca. La pandemia ha fatto da acceleratore per il gioco digitale, ma i volumi non sono rientrati: dal 2022 in poi il canale online ha consolidato la crescita e avviato una nuova fase espansiva. A fronte di questo, le violazioni amministrative restano basse, le sanzioni marginali, le misure cautelari limitate.
Lo studio non accusa nessuno di inazione. Riconosce che l'ADM porta avanti un'attività di contrasto crescente, con migliaia di siti inibiti e tentativi di accesso monitorati. Ma il problema è strutturale: il gioco digitale si muove su piattaforme estere, server offshore, VPN, criptovalute e sistemi di pagamento non tracciabili. Strumenti che rendono l'enforcement tradizionale, quello fatto di ispezioni e sanzioni amministrative, inadeguato rispetto alla scala del fenomeno.
Il quadro cambia radicalmente quando si passa al gioco fisico. Slot, VLT e apparecchi da intrattenimento operano in punti vendita autorizzati, collegati alla rete e sottoposti a regole tecniche stringenti. Le irregolarità sono più visibili, i controlli più efficaci, le sanzioni più frequenti. Non a caso, la componente stimata di illegalità nel segmento degli apparecchi è molto più contenuta rispetto all'online.
Le lotterie mostrano un profilo ancora più regolare: crescita costante, struttura industriale stabile, indicatori di enforcement limitati perché il grado di regolazione è già elevato. Le scommesse, invece, occupano una posizione intermedia: l'illegalità esiste, alimentata dalla possibilità di offrire payout più alti rispetto al circuito legale e dalla migrazione della domanda verso canali non autorizzati quando le restrizioni normative riducono l'accessibilità dell'offerta regolata.
Lo studio della LUISS è trasparente sulla metodologia: il gioco illegale non si misura direttamente, si stima attraverso l'analisi della parte di attività non spiegata dalle variabili socioeconomiche e di enforcement disponibili. Tre modelli diversi (OLS, panel a effetti fissi e Random Forest), con moltiplicatori correttivi per i segmenti dove l'attività sommersa lascia meno tracce, in particolare online e scommesse.
I 29,8 miliardi vanno quindi letti per quello che sono: una stima metodologicamente fondata ma soggetta ai limiti tipici dell'economia non osservata. Un ordine di grandezza, non una cifra esatta. Ma anche come ordine di grandezza, il messaggio è difficile da ignorare: il mercato illegale del gioco in Italia vale quanto una manovra finanziaria.
La conclusione della ricerca è netta: il gioco online è oggi il principale punto di vulnerabilità del sistema regolamentato italiano. Rafforzare il monitoraggio, integrare i dati amministrativi con informazioni sui flussi digitali e sui pagamenti, contrastare le piattaforme offshore: non è solo una questione di gettito fiscale, è una questione di tutela dei giocatori e di sopravvivenza del mercato legale.
Perché se il 85% del gioco illegale passa dal digitale, la partita tra mercato regolamentato e mercato sommerso si gioca lì. E per ora, i numeri dicono che il sommerso è in vantaggio.

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