Outsourced: Payday è il terzo capitolo della serie Outsourced, che prende il testimone da Outsourced: Slash Game, a sua volta seguito del gioco originale. A unire tutti e tre i titoli è uno stile unico, ispirato agli anni ‘90, alle grafiche irriverenti in perfetto mood MTV e a un’animazione volutamente sopra le righe, che racconta con ironia la vita (spesso tutt’altro che entusiasmante) del lavoratore di fabbrica.
Con questo terzo episodio, Nolimit City riesce a catturare al meglio quel senso di monotonia e alienazione quotidiana, creando un’ambientazione curata nei minimi dettagli: gli annunci gracchianti che interrompono la musica da ascensore e quell’atmosfera da capannone industriale in cui tutto sembra ripetersi all’infinito. E proprio qui sta la genialità del gioco: più che quello che succede sui rulli, è ciò che lo circonda a rendere il tutto memorabile.
Il design riprende le meccaniche già viste nei capitoli precedenti, ambientate in fabbrica, ma questa volta porta tutto a un livello superiore con una vera e propria claw machine in stile arcade. È lei la protagonista assoluta, incorniciata da cavi volanti e interruttori traballanti, ed è solo grazie al suo artiglio che potrai provare ad acciuffare le vincite migliori.
Sul nastro trasportatore scorrono sacchetti sigillati pieni di gadget, bulloni e giocattoli, ma la cosa più importante sono ovviamente i moltiplicatori nascosti al loro interno.
Come si gioca? Nessuna sorpresa: il funzionamento è semplice e immediato. Ma per tutti i dettagli, proseguiamo con la prossima sezione.