Lo studio di Casinos.com incrocia tre anni di ricerche Google e i dati sulla pratica agonistica: il Trentino-Alto Adige di Sinner domina con 94,2 punti, l'Umbria senza campioni è la sorpresa d'argento, il Sud resta a bordo campo. (Immagine: IA).
C'è un gesto che l'Italia del tennis ha ormai imparato a memoria: le braccia al cielo di Jannik Sinner. Una scena rivista sull'erba più famosa del mondo, dove il numero 1 del ranking ha battuto Alexander Zverev nella finale di Wimbledon, confermandosi campione sui prati londinesi per il secondo anno consecutivo. Il trionfo del 24enne altoatesino non è un episodio, ma l'ennesimo capitolo di un'epoca irripetibile: tre Coppe Davis consecutive, un fuoriclasse in vetta al mondo, Jasmine Paolini stabilmente tra le grandi e una generazione intera, da Musetti a Cobolli, che riempie i tabelloni degli Slam.
Ma quanto è profonda, davvero, la passione degli italiani per il tennis? I numeri dicono molto: i tesserati della FITP hanno superato quota 1,15 milioni, il triplo rispetto ai 385 mila del 2018, e gli agonisti attivi censiti sono 147.709, uno ogni 400 italiani. Un'onda che si vede ovunque, dai campi comunali presi d'assalto ai palinsesti televisivi, fino al mondo del gioco online, dove il tennis si è ormai ritagliato un posto da protagonista tra le scommesse sportive e ha ispirato perfino le slot a tema racchette e prati verdi dei casinò digitali.
Per misurare dove batte più forte il cuore tennistico del Paese, Casinos.com ha costruito l'Indice dell'Effetto Sinner (IES): un punteggio da 0 a 100 che combina la pratica agonistica reale di ogni regione con tre anni di ricerche Google su sei temi chiave, dai campioni (Sinner e Paolini) all'interesse per il tennis in quanto tale, anche in versione tv, fino ai suoi templi: Wimbledon e la Coppa Davis. Il risultato è una fotografia inedita dell'Italia con la racchetta in mano. E qualche sorpresa in classifica non manca.
Nessuna suspense sul primo posto, ma le proporzioni della vittoria sì che fanno notizia: il Trentino-Alto Adige domina con 94,2 punti, sedici in più della seconda classificata. La terra di Sinner è prima nella pratica agonistica, con 540 giocatori attivi ogni 100 mila abitanti, più del doppio della media nazionale: da queste parti scende in campo una persona ogni 185, contro una ogni 400 nel resto del Paese. Ed è prima anche in quattro delle sei ricerche analizzate, dal nome del proprio figlio prediletto alla parola "tennis", fino al torneo di Wimbledon.
Il dettaglio più gustoso è l'unica voce in cui la regione non brilla: la ricerca "tennis in tv", dove il Trentino è appena quindicesimo. La spiegazione è quasi poetica: qui il tennis non si cerca in palinsesto, si gioca. Il profeta in patria, insomma, non è una suggestione ma un dato statistico.
Il secondo posto è il colpo di scena dell'indice: l'Umbria, che non ha un tennista in top 100 né un grande torneo internazionale, chiude a 77,9 punti e si prende la piazza d'onore al fotofinish sulla Liguria (77,5), terra di tradizione racchettara e patria di Fabio Fognini. Il cuore verde d'Italia è terzo per pratica agonistica pro capite e viaggia forte in tutte le ricerche: la passione più pura è quella che non ha niente da festeggiare, e tifa lo stesso.
Subito dietro, le Marche (75,2) confermano un centro Italia a trazione tennistica, mentre la Toscana (74,2) piazza la firma d'autore: è la regione numero uno d'Italia nelle ricerche su Jasmine Paolini, nata a Castelnuovo di Garfagnana. Il profeta in patria funziona anche al femminile, e con gli stessi identici meccanismi. Sesta l'Emilia-Romagna (68,7), prima assoluta nelle ricerche sulla Coppa Davis: quando l'Insalatiera si alza a Bologna, l'effetto casa si vede anche su Google.
La Lombardia è il caso di studio dell'indice: con 20.011 agonisti attivi è di gran lunga la regione con più giocatori in valore assoluto, ma in rapporto ai suoi dieci milioni di abitanti scivola al quattordicesimo posto. La regione con più tennisti d'Italia, insomma, non è la più tennista. Un destino condiviso con il Lazio, tredicesimo nonostante i suoi oltre 15 mila giocatori: nelle grandi metropoli la passione si diluisce.
All'estremo opposto c'è la Valle d'Aosta, dodicesima assoluta ma prima in Italia nella ricerca "tennis in tv": la regione più piccola del Paese è quella che più di tutte cerca dove guardare le partite, pur avendo pochissimi agonisti in campo. Il tifo da divano esiste, ed è statisticamente misurabile.
L'altra faccia dell'Effetto Sinner è geografica: le ultime sei posizioni della classifica sono occupate da sei regioni del Mezzogiorno. Chiude la Campania (33,3), ultima o quasi in ogni singola voce nonostante i suoi 7.600 agonisti, preceduta da Calabria (35,4) e Sicilia (39,4). La febbre del tennis ha conquistato l'Italia, ma per ora si ferma dove finisce l'Appennino.
Letto al contrario, però, è il dato più promettente dello studio: se il boom ha ancora metà Paese da conquistare, i margini di crescita del movimento sono enormi. E con un numero 1 del mondo che non accenna a scendere dal trono, il tempo gioca dalla parte della racchetta.
L'Indice dell'Effetto Sinner (IES) assegna a ogni regione un punteggio da 0 a 100 composto per il 40% dalla pratica agonistica (giocatori agonisti attivi ogni 100.000 abitanti, elaborazione su dati TennisTalker e FITP, popolazione residente ISTAT) e per il 10% da ciascuna di sei ricerche Google analizzate su base regionale negli ultimi tre anni (1 luglio 2023 - 30 giugno 2026, argomenti Google Trends): Jannik Sinner, Jasmine Paolini, Tennis, Tennis in TV, Torneo di Wimbledon e Coppa Davis. Per ogni ricerca, Google Trends assegna 100 alla regione con il massimo interesse relativo; la pratica agonistica è riparametrata a 100 sulla prima regione. Il punteggio finale è la somma pesata delle sette componenti.
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