La Kansspelautoriteit ha inflitto a Novatech una multa da quasi 25 milioni di euro per gioco d'azzardo illegale: è la sanzione più alta mai comminata dall'autorità olandese. (Immagine: Sergii Gnatiuk / Alamy)
Gli ispettori della Kansspelautoriteit si sono collegati al sito, hanno creato un account, depositato denaro e iniziato a giocare. Nessuno li ha fermati. Nessun filtro geografico, nessuna verifica, nessun sistema che impedisse a un utente olandese di accedere a piattaforme prive di licenza locale. I siti erano semplicemente aperti a tutti, come se i Paesi Bassi non avessero mai scritto una riga di normativa sul gioco online.
A marzo 2026, la Ksa ha comminato a Novatech, società dietro i siti Qbet.com e 55Bet.com, una multa da 24.846.000 euro: la più alta mai inflitta nella sua storia. Fortaprime, operatore di una rete di portali tra cui amonbet101.com, kaasino.com e hiddenjack.com, se l'è cavata con 1.795.000 euro. Entrambe avevano già ricevuto un ordine di cessazione. Entrambe lo avevano ignorato.
La licenza mancante era già sufficiente. Ma le indagini hanno scoperto un quadro più articolato, con una serie di violazioni che hanno contribuito ad alzare le sanzioni. Sui siti non esisteva alcun sistema visibile per verificare l'età dei giocatori. In un settore che ha fatto della tutela dei minori uno dei propri argomenti di legittimità pubblica, è una mancanza difficile da liquidare come svista.
I pagamenti accettavano criptovalute e metodi anonimi, con tutto ciò che questo implica in termini di tracciabilità e rischio di riciclaggio. E Fortaprime aveva affidato la promozione dei propri siti a influencer olandesi, convinta forse che il confine tra marketing creativo e pubblicità illegale fosse più sfumato di quanto non sia. La Ksa ha chiarito che non lo è: chi promuove un operatore senza licenza risponde delle stesse conseguenze legali dell'operatore stesso.
Per capire come si sia arrivati a quasi 25 milioni, bisogna capire anche perché non si sia arrivati a molto di più. Le multe ordinarie previste dalla normativa olandese non sarebbero state nemmeno lontanamente proporzionate ai guadagni stimati di Novatech. L'autorità ha quindi calcolato la sanzione sul fatturato generato illegalmente nei Paesi Bassi, stimando che la società avesse incassato centinaia di milioni di euro da giocatori olandesi.
Senza il vincolo normativo, la multa avrebbe superato i 100 milioni. Ma la legge fissa un tetto: nessuna sanzione può eccedere il 10% del fatturato globale dell'azienda. Michel Groothuizen, presidente della Ksa, non ha nascosto la sproporzione: la cifra comminata è la più alta di sempre, eppure resta lontana da ciò che la gravità della violazione avrebbe giustificato.
La Ksa non si limita a comminare multe. Parallelamente alle sanzioni, l'autorità lavora con banche e fornitori di servizi di pagamento per bloccare i flussi di denaro verso gli operatori illegali, con società di hosting per rimuovere i siti dall'infrastruttura web, e con le grandi piattaforme tecnologiche per limitarne la visibilità online.
È un approccio che cerca di colpire il fenomeno su più livelli contemporaneamente: una multa, per quanto salata, lascia comunque aperta la possibilità di ricominciare altrove. Tagliare i canali di pagamento e l'accesso alle infrastrutture rende tutto molto più difficile.
Quasi 25 milioni a un singolo operatore, con l'autorità che ammette di aver voluto fare di più e di essere stata fermata dalla legge. È una sanzione record, ma racconta anche i limiti di un sistema normativo che fatica a tenere il passo con le dimensioni reali del fenomeno.
Per il resto d'Europa, il caso olandese lascia sul tavolo alcune idee concrete: calcolare le multe sul fatturato stimato, coinvolgere gli intermediari finanziari, estendere la responsabilità agli influencer. Strumenti semplici, in fondo. E proprio per questo destinati a fare scuola.

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