Il colosso svedese del gioco online archivia il 2025 con il fatturato più alto di sempre, ma i margini scendono. Pesano le tasse sul gioco e gli investimenti in tecnologia. (Immagine: per gentile concessione di Betsson AB)
Ricavi a 1,197 miliardi di euro, +8% sull'anno precedente. Mai così in alto per Betsson AB, che con il bilancio 2025 segna il nuovo record nella storia del gruppo quotato al Nasdaq di Stoccolma. Una crescita che però non si è tradotta interamente in redditività: l'utile operativo si ferma a 253 milioni, in lieve calo rispetto ai 257 del 2024, con un margine che passa dal 23,2% al 21,1%. A pesare, l'aumento delle imposte sul gioco nei mercati regolamentati e un ciclo di investimenti pesante su piattaforma e prodotto.
Il CEO Pontus Lindwall, nel suo commento ai risultati, non nasconde la dinamica: gli investimenti degli ultimi anni e le iniziative per il 2026, scrive, "sostengono l'ambizione di continuare a creare valore a lungo termine per i nostri azionisti". Tradotto: i frutti si raccoglieranno più avanti.
Il numero che più racconta la direzione strategica di Betsson è un altro: il 68% dei ricavi del quarto trimestre proviene da mercati con licenza locale, il dato più alto mai registrato. Il gruppo ha ottenuto nel corso dell'anno nuove autorizzazioni in Brasile, Paraguay e Polonia, portando a 24 il totale dei Paesi in cui opera con concessione specifica.
Una rincorsa alla regolamentazione che ha un costo immediato in termini di tassazione, ma che riduce l'esposizione al rischio regolatorio, il vero spauracchio del settore. Nel Regno Unito, per fare un esempio, la tassa sul casinò online salirà dal 21% al 40% da aprile 2026: essere presenti con licenza locale non è solo una scelta strategica, è una necessità di sopravvivenza.
In Italia Betsson ha giocato su più tavoli contemporaneamente. Nei primi mesi dell'anno ha chiuso l'acquisizione di BetClic Italy, operazione che ha ampliato il perimetro nel mercato italiano. Poi, a settembre, il colpo grosso: nella gara per le nuove concessioni online bandita dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, la controllata Azzurri Limited si è aggiudicata due delle 52 licenze assegnate a 46 operatori, una per il brand StarCasinò e una per Betsson.
Non solo. La sussidiaria italiana ha incassato un pacchetto di certificazioni ISO da Bureau Veritas che copre qualità, ambiente, energia, responsabilità sociale e diversità: un investimento in compliance che il gruppo presenta come modello interno e che, nel contesto italiano dove il gioco online convive con vincoli pubblicitari tra i più restrittivi d'Europa, ha un valore anche di posizionamento. Sul versante sportivo, alla partnership globale con l'Inter, che in Champions League ha garantito un'esposizione televisiva nell'ordine delle centinaia di milioni di spettatori, si è aggiunta una nuova sponsorship con la SSC Bari in Serie B.
Il motore della crescita resta il continente sudamericano: 320 milioni di euro di ricavi, il 27% del totale. Betsson ha lanciato l'offerta con licenza locale in Brasile e Paraguay, aperto un ufficio a Buenos Aires e rinnovato fino al 2028 la sponsorship con il Boca Juniors.
In Colombia, però, il quadro si è complicato: il governo ha introdotto un'IVA del 19% sul gioco online per finanziare l'emergenza nella regione del Catatumbo, un intervento che grava sull'intero settore. In Brasile, dove il mercato è stato riregolamentato dal 1° gennaio 2025, la tassa per gli operatori è già salita dal 12% al 15% del ricavo lordo a fine anno. Crescita e pressione fiscale, in America Latina, viaggiano sullo stesso binario.
Il casinò online genera il 72,5% dei ricavi, le scommesse sportive il 27%. I clienti registrati hanno superato i 31 milioni, con 1,4 milioni di attivi in media. Il gruppo rivendica uno sportsbook proprietario ormai "leader di mercato in diversi Paesi chiave", risultato di anni di sviluppo interno.
Circa il 90% dei ricavi transita sulla piattaforma tecnologica proprietaria di Betsson, un asset che garantisce controllo, flessibilità e margini superiori rispetto a chi dipende da infrastrutture di terzi. Lo sportsbook, oltre a servire i clienti diretti (B2C), viene offerto anche come soluzione B2B ad altri operatori, un canale che nel 2025 ha rappresentato il 26% del fatturato complessivo.
La liquidità a fine anno è di 322,7 milioni di euro, il rapporto equity/assets al 67%. A novembre il gruppo ha emesso bond senior per 75 milioni a quattro anni, allo spread più basso della propria storia: un segnale di fiducia del mercato nel modello di business.
Tra dividendi ordinari (0,66 euro per azione) e buyback (fino a 40 milioni di euro), il ritorno complessivo agli azionisti sale a 131 milioni, dai 104 dell'anno precedente. Il board propone il pagamento del dividendo in due tranche, nel secondo e nel quarto trimestre 2026.
Betsson guarda al nuovo anno con il Mondiale FIFA come catalizzatore commerciale. Intanto, a marzo, ha già chiuso l'acquisizione delle attività B2C canadesi di Rhino Entertainment Group per 64,5 milioni di euro, finanziata interamente con cassa esistente.
Il mercato globale del gioco online vale circa 190 miliardi di euro su un totale di 559 miliardi del settore gaming complessivo, e le stime di H2 Gambling Capital indicano una crescita media annua del 10% nei prossimi cinque anni. Per un operatore con piattaforma proprietaria e 24 licenze in tasca, lo spazio non manca.

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