La Gambling Commission riattiva la licenza dopo cinque mesi di stop. Ma il crash game più popolare al mondo non è ancora tornato sui casinò online britannici. (Immagine: IA)
Cinque mesi dopo, Spribe può tornare a operare nel Regno Unito. La Gambling Commission ha revocato in silenzio la sospensione della licenza del provider estone, aggiornando la pagina dello stop originale con una riga asciutta: "Il licenziatario è ora autorizzato a fornire servizi di gioco in virtù della propria licenza software". Nessun comunicato dedicato, nessuna fanfara. Una chiusura discreta per una vicenda che discreta non era stata affatto.
Il problema era scoppiato nell'ottobre 2025, quando la UKGC aveva sospeso la licenza di Spribe per "grave non conformità ai requisiti di hosting". In sostanza, il provider aveva una licenza operativa remota ma non l'autorizzazione aggiuntiva per il cosiddetto hosting, cioè la fornitura indiretta di giochi agli operatori attraverso i propri server. Un dettaglio tecnico, ma con conseguenze pesanti: la Gambling Commission aveva ricordato che operare senza la licenza corretta costituisce reato penale ai sensi del Gambling Act.
Ed è qui che la storia si fa interessante. Perché nonostante la riattivazione della licenza, Aviator, il crash game che ha trasformato Spribe da provider di nicchia in nome globale, non è ancora tornato sui casinò online britannici. A giorni dalla revoca della sospensione, nessun operatore UK sembra averlo reintegrato nella propria offerta.
Le ragioni possono essere diverse. La più concreta è il contesto: dal 1° aprile la Remote Gaming Duty sul casinò online nel Regno Unito è salita dal 21% al 40%, praticamente raddoppiata. In un mercato che si prepara a digerire una stangata fiscale di queste proporzioni, reinserire un singolo titolo, per quanto popolare, potrebbe non essere in cima alle priorità degli operatori.
La vicenda britannica non è l'unico grattacapo per Spribe. In Svezia, il regolatore ha recentemente sanzionato l'azienda per aver reso i propri giochi disponibili su piattaforme senza licenza, violando il Gambling Act locale. La multa è stata quasi comica: circa 544 dollari, frutto della collaborazione di Spribe con le autorità. Una pacca sulla mano più che una sanzione.
A complicare il quadro, resta aperta anche la disputa legale con la georgiana Aviator LLC, che rivendica la paternità del marchio Aviator. L'Alta Corte britannica aveva dato ragione a Spribe nell'estate 2025, ma il processo vero e proprio è atteso nel 2026. Per Spribe, insomma, la riattivazione della licenza è una buona notizia. Ma il ritorno effettivo sul mercato britannico, quello con Aviator sugli schermi dei giocatori, è un'altra partita ancora tutta da giocare.

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