Emissioni, rinnovabili e interesse digitale: l’Indice Zero Emissioni (IZE) di Casinos.com mostra quali regioni puntano sul futuro sostenibile e quali restano indietro. (Immagine: Casinos.com)
“Zero Emissioni” non è solo uno slogan, ma un obiettivo globale. E a pochi giorni dal 21 settembre, Giornata Internazionale Zero Emissioni (ZeDay), Casinos.com ha voluto misurare lo stato delle regioni italiane con un indice esclusivo: l’Indice Zero Emissioni (IZE).
Nel mondo dei casinò online si scommette sulla prossima mano con un bonus senza deposito o sul prossimo giro di slot; con l’Indice Zero Emissioni, invece, si scommette sul futuro di intere regioni: chi investirà davvero nel verde e chi resterà indietro?
Il modello combina cinque parametri: riduzione delle emissioni (dati Eurostat 2025, variazione 1990–2022), diffusione pro capite delle rinnovabili (Legambiente 2024), e interesse digitale sulle ricerche Google per “emissioni zero”, “energie rinnovabili” e “auto elettrica”. Il risultato è una classifica che racconta un’Italia divisa, con Nord e piccoli territori alpini in pole position e Sud molto più freddo verso la transizione verde.
| # | Regione | IZE Score | Riduzione CO₂ % (Eurostat) | Rinnovabili kW/ab (Legambiente) | “Emissioni zero” (Google) | “Energie rinnovabili” (Google) | “Auto elettrica” (Google) |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Veneto | 65,5 | –49,8 | 1,0 | 100 | 64 | 82 |
| 2 | Valle d’Aosta | 65,4 | –6,8 | 9,3 | 0 | 70 | 100 |
| 3 | Basilicata | 62,8 | –27,8 | 4,2 | 66 | 100 | 55 |
| 4 | Liguria | 59,6 | –58,1 | 0,3 | 88 | 61 | 61 |
| 5 | Lombardia | 58,7 | –17,8 | 1,1 | 100 | 73 | 87 |
| 6 | Toscana | 58,1 | –40,2 | 0,8 | 88 | 65 | 70 |
| 7 | Umbria | 55,8 | –24,3 | 1,6 | 77 | 88 | 62 |
| 8 | Emilia-Romagna | 53,0 | –19,7 | 0,9 | 88 | 56 | 80 |
| 9 | Puglia | 52,8 | –28,6 | 1,7 | 55 | 89 | 55 |
| 10 | Friuli-Venezia Giulia | 52,7 | –19,9 | 1,4 | 77 | 61 | 76 |
| 11 | Marche | 52,4 | –16,5 | 1,2 | 66 | 75 | 80 |
| 12 | Trentino-Alto Adige | 51,8 | –7,0 | 4,2 | 66 | 52 | 66 |
| 13 | Sicilia | 51,2 | –36,8 | 1,0 | 55 | 71 | 58 |
| 14 | Sardegna | 50,9 | –20,8 | 2,1 | 55 | 84 | 55 |
| 15 | Calabria | 50,0 | –26,4 | 1,7 | 44 | 84 | 56 |
| 16 | Piemonte | 48,2 | –6,5 | 1,4 | 77 | 60 | 74 |
| 17 | Abruzzo | 42,7 | +6,8 | 2,0 | 33 | 89 | 69 |
| 18 | Campania | 42,3 | –1,1 | 0,7 | 66 | 75 | 59 |
| 19 | Lazio | 40,6 | +26,8 | 0,5 | 88 | 80 | 74 |
| 20 | Molise | 32,1 | +21,3 | 2,6 | 0 | 82 | 59 |
Il Veneto svetta al primo posto (65,5/100) grazie a una riduzione delle emissioni tra le più consistenti d’Italia (–49,8%) e a un forte interesse digitale: 90/100 per “emissioni zero” e 82/100 per “auto elettrica”. Un mix che lega la tradizione industriale della regione a una crescente attenzione verso la mobilità sostenibile.
Subito dietro la Valle d’Aosta (65,4), che pur non brillando nella riduzione delle emissioni (–6,8%), domina per diffusione delle rinnovabili con 9,3 kW pro capite, record assoluto a livello nazionale. La regione alpina si distingue anche sul fronte digitale, primeggiando con 100/100 per “auto elettrica”.
Al terzo posto si piazza la Basilicata (62,8), vera sorpresa dell’indice. Oltre a una performance solida nelle rinnovabili (4,2 kW/ab), registra un entusiasmo digitale straordinario: 100/100 nelle ricerche per “energie rinnovabili”, segnale che la transizione verde qui passa soprattutto dalla curiosità e dall’informazione online.
Dietro al podio, la Liguria (59,6) si conferma tra le regioni più performanti grazie a una riduzione record delle emissioni (–58,1%, la migliore d’Italia) e a un buon posizionamento digitale, con 88/100 per “emissioni zero”.
La Lombardia (58,7) combina un calo significativo delle emissioni (–17,8%) con un ruolo di traino nella mobilità elettrica: 87/100 nelle ricerche su “auto elettrica” e 100/100 per “emissioni zero”, segno che il cuore industriale d’Italia guarda con attenzione alla transizione.
La Toscana (58,1) conferma la sua capacità di coniugare tradizione e innovazione: 0,8 kW di rinnovabili pro capite e un interesse digitale costante, con 88/100 su “emissioni zero” e 70/100 su “auto elettrica”.
Nel Centro spiccano anche Umbria (55,8) ed Emilia-Romagna (53,0). L’Umbria unisce un buon livello di rinnovabili (1,6 kW/ab) a un interesse digitale elevato (88/100 per “energie rinnovabili”), mentre l’Emilia-Romagna si distingue per le ricerche su “auto elettrica” (80/100), che la rendono competitiva nonostante una riduzione delle emissioni più contenuta (–19,7%).
Nella fascia medio-alta si collocano il Friuli-Venezia Giulia (52,7), con 1,4 kW/ab di rinnovabili e un interesse digitale solido (77/100 su “emissioni zero”), e le Marche (52,4), che uniscono 1,2 kW/ab di rinnovabili a un buon dato digitale sulle auto elettriche (80/100). Il Trentino-Alto Adige (51,8) brilla invece per curiosità online, con 66/100 su “auto elettrica” e 66/100 per “emissioni zero”, ma paga una riduzione delle emissioni più contenuta (–13,8%).
Nel gruppo compaiono anche Sicilia (51,2) e Sardegna (50,9). La Sicilia raggiunge 1,0 kW/ab di rinnovabili e 71/100 su “energie rinnovabili” nei Trends, ma resta indietro sulle auto elettriche (58/100). La Sardegna mostra invece un profilo più bilanciato, con 2,1 kW/ab pro capite e 84/100 su “energie rinnovabili”, oltre a un 55/100 su “emissioni zero”, che le consentono di mantenersi a metà classifica.
La Calabria chiude la parte “verde” con 50,0 punti: buone le rinnovabili (1,7 kW/ab), ma scarso interesse digitale (solo 56/100 per “auto elettrica” e 44/100 per “emissioni zero”).
Molto più indietro troviamo l’Abruzzo (42,7), che nonostante un discreto dato sulle rinnovabili (2,0 kW/ab) registra ancora un incremento delle emissioni rispetto al 1990 (+6,8%) e un basso punteggio digitale (33/100 su “emissioni zero”). La Campania (42,3) paga emissioni praticamente stabili (–1,1%) e un interesse online limitato (59/100 per “auto elettrica”). Ancora più critica la situazione del Lazio (40,6), unica grande regione a segnare un forte aumento delle emissioni (+26,8%), pur restando alta la curiosità online (88/100 per “emissioni zero”).
Fanalino di coda il Molise (32,1), che abbina una discreta dotazione di rinnovabili (2,6 kW/ab) e un 59/100 per “auto elettrica” a un quadro ambientale molto negativo: le emissioni, invece di calare, sono cresciute del 21,3% dal 1990. È questo, più della scarsa curiosità digitale (0/100 su “energie rinnovabili”), a relegarla in fondo alla classifica.
L’IZE mostra un’Italia a due velocità: il Nord e le regioni alpine corrono, sostenute da tagli consistenti alle emissioni e da un interesse crescente verso rinnovabili e mobilità elettrica. Il Sud, invece, pur con punte di eccellenza come la Basilicata, fatica a trasformare il potenziale energetico in una spinta culturale e digitale altrettanto forte.
Questa distanza non è solo nei numeri, ma anche nella percezione. Non basta installare impianti o adottare misure verdi: la transizione passa anche dall’immaginario collettivo, e l’interesse online è un segnale chiave. La classifica racconta così un Paese ancora diviso tra chi accelera davvero verso le zero emissioni e chi rischia di rimanere indietro.
L’Indice Zero Emissioni (IZE) è stato elaborato da Casinos.com incrociando cinque variabili, ciascuna pesata in modo proporzionale:
Le variabili sono state normalizzate su scala 0–100, ponderate e combinate in uno score unico (IZE). Le province autonome sono state escluse dalla classifica per mancanza di dati uniformi nei Trends.
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