Dal 2026 nel Regno Unito nuove regole per casinò e scommesse: stop ai bonus multi-prodotto e requisiti massimi fissati a 10x. L’Italia seguirà l’esempio?
Cambiano (di nuovo) le regole del gioco nel Regno Unito, ma con un colpo di scena: l’entrata in vigore delle nuove norme sui casino bonus e sulle promozioni nel settore dell’iGaming è stata posticipata di un mese. La UK Gambling Commission, ente regolatore del mercato britannico, ha infatti annunciato che le disposizioni previste per dicembre 2025 saranno operative solo a partire dal 19 gennaio 2026. Una proroga giustificata, secondo l’Authority, dalla necessità di dare agli operatori “tempi tecnici adeguati” per implementare le novità.
La modifica più radicale riguarda il divieto di proporre incentivi che combinano diverse tipologie di gioco. In pratica, nel Regno Unito non sarà più possibile accedere a un bonus che richiede sia una scommessa sportiva che una giocata al casinò. Le offerte dovranno restare confinate all’interno dello stesso prodotto: solo slot, solo bingo, solo sport, senza contaminazioni.
Una stretta pensata per ridurre i rischi legati alla promozione di comportamenti di gioco trasversali, potenzialmente più compulsivi. Il provvedimento ha ricevuto ampio supporto da enti sanitari, accademici e gruppi per la tutela dei consumatori, mentre ha suscitato la netta opposizione degli operatori, preoccupati di perdere flessibilità commerciale e strumenti di fidelizzazione.
Altra misura destinata a cambiare le dinamiche promozionali è l’introduzione di un limite ai requisiti di puntata, fissato a 10 volte il valore del bonus. Significa che, per sbloccare un bonus da 10 sterline, un utente non potrà essere obbligato a giocare più di 100 sterline. Una svolta che intende rendere più trasparenti le condizioni di rilascio dei bonus, evitando meccanismi troppo onerosi o fuorvianti.
Mentre alcune voci invocavano un’abolizione totale dei wagering requirements, gli operatori hanno difeso il principio di “barriere minime”, sostenendo che servono anche a tutelarsi da comportamenti opportunistici e abusi di sistema (come l’uso di bot per accumulare vantaggi illeciti).
Non solo bonus. A maggio 2025 è entrata in vigore un’altra novità che riguarda il marketing diretto: gli operatori devono ora ottenere un consenso esplicito da parte degli utenti per inviare offerte promozionali, specificando per ogni canale (email, SMS, notifiche push) e per ciascun prodotto (scommesse, casinò, bingo). Un sistema che, dopo qualche incertezza interpretativa, è stato chiarito dalla Gambling Commission: le preferenze già registrate non potranno essere “riciclate” senza un nuovo opt-in conforme alle nuove regole.
In Italia, il tema dei bonus continua a essere oggetto di attenzione da parte dell’ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), soprattutto per quanto riguarda trasparenza, requisiti di puntata e modalità di promozione. Tuttavia, non esiste al momento un limite massimo ai wagering requirements: alcuni operatori ADM propongono ancora bonus con requisiti superiori a 30x, e in casi estremi anche oltre.
Anche il marketing diretto è regolamentato, ma senza un obbligo esplicito di opt-in per ogni singolo canale o prodotto, come nel Regno Unito. L’attuale focus normativo resta concentrato sull’autolimitazione del giocatore, l’obbligo di verifica del conto gioco e il rispetto delle linee guida pubblicitarie (in parte rafforzate dal Decreto Dignità del 2018).
Con le nuove regole britanniche, il mercato UK si conferma un laboratorio avanzato di regolazione del gioco responsabile, anticipando trend che — prima o poi — potrebbero riflettersi anche nel contesto italiano.

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