Il premier Anutin chiude la breve parentesi del poker legale: cancellata la riforma estiva e ripristinato il divieto storico sul gioco d’azzardo. (Immagine: sezer ozger / Alamy)
La parentesi di apertura al poker in Thailandia si chiude dopo appena tre mesi. Il primo ministro e ministro dell’Interno Anutin Charnvirakul ha annullato l’ordine ministeriale di luglio che aveva classificato il poker come gioco di abilità, riportandolo sotto il divieto generale sul gioco d’azzardo.
La revoca, contenuta nel nuovo Interior Ministry Order n. 3179/2568, riporta la linea del governo alla “tolleranza zero” verso ogni forma di gambling, inclusi i giochi tradizionali come il Pai Phae, che per un breve periodo erano stati considerati attività sportive. “Non sosterremo alcuna pratica che mascheri il gioco d’azzardo da competizione sportiva”, ha dichiarato Anutin, confermando un ritorno alle politiche restrittive storiche del Paese.
A fine luglio, la Sports Authority of Thailand (SAT) aveva riconosciuto ufficialmente il poker come sport, con l’intento di aprire la strada a tornei nazionali e internazionali. La decisione era stata accolta con entusiasmo dal settore del turismo e dell’intrattenimento, anche in vista del World Poker Tour Prime Thailand, in programma tra luglio e agosto.
Dietro la scelta, però, erano emersi sospetti di pressioni politiche e commerciali. Secondo i media locali, l’iniziativa avrebbe favorito RF Club Co. Ltd., rappresentante del WPT nel Paese, che da mesi spingeva per un evento dimostrativo di Texas Hold’em. Il deputato del Bhumjaithai Party, Korrawee Prissananantakul, ha parlato apertamente di “interferenze esterne” e di un processo decisionale troppo rapido, senza una reale consultazione pubblica.
Il contesto del gioco d’azzardo in Thailandia resta tra i più rigidi dell’Asia. Sono ammessi soltanto le lotterie statali e le corse di cavalli, mentre casinò e sale da gioco restano illegali. Secondo le stime, l’economia sommersa del gambling vale oltre 30 miliardi di dollari l’anno.
Negli ultimi mesi, la polizia ha intensificato i controlli su club di poker clandestini e piattaforme online attive a Bangkok, Phuket e Pattaya, segnale di un giro di vite destinato a continuare.
Il precedente governo Shinawatra aveva provato a liberalizzare in parte il settore, sostenendo che il riconoscimento del poker come sport avrebbe potuto valorizzare i giocatori locali e rafforzare il turismo competitivo. L’attuale esecutivo, invece, vede nella legalizzazione una minaccia alla stabilità sociale e finanziaria.
Con la nuova ordinanza, Anutin Charnvirakul chiude definitivamente l’esperimento di apertura al poker e riporta la Thailandia sotto una delle normative anti-azzardo più severe della regione.

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