Operazioni notturne nei cantoni e multa record a Neuchâtel: la Svizzera stringe sulla sicurezza del gioco e rafforza la vigilanza sugli operatori. (Immagine: Joana Kruse / Alamy)
La Svizzera ha trascorso una notte intensa sul fronte del gioco in denaro. Mentre la polizia interveniva in due locali improvvisati tra San Gallo e Zurigo, le autorità federali rendevano nota una sanzione pesantissima nei confronti del casinò di Neuchâtel, accusato di non aver protetto i clienti più esposti.
Due vicende parallele che mostrano una stessa direzione: controlli più frequenti e tolleranza zero verso chi non rispetta le regole, siano essi gestori clandestini o operatori autorizzati.
L’operazione è scattata fra il 5 e il 6 dicembre, quando gli ispettori della Commissione federale delle case da gioco, insieme alla polizia cantonale, hanno fatto irruzione in due locali sospettati di ospitare attività illegali. A Uznach gli agenti hanno trovato 26 persone divise tra una stanza con slot non autorizzate e un’altra allestita per una partita di poker.
Sono stati sequestrati apparecchi, computer e oltre 10.000 franchi in contanti. Il gestore, fermato con denaro addosso e altro nascosto in auto, è ora indagato per violazione della legge sui giochi in denaro, reato che in Svizzera può comportare pene fino a cinque anni di carcere.
Sul versante istituzionale, la Commissione federale ha punito il casinò di Neuchâtel con una multa di 570.850 franchi, contestando all’operatore una gestione lacunosa dei casi legati al gioco problematico. Secondo gli atti, diversi segnali d’allarme sarebbero stati ignorati: un imprenditore che accumulava perdite elevate in tempi brevi, un cliente fortemente indebitato non monitorato e un apprendista che, con uno stipendio minimo, aveva perso 4.000 franchi in una sola serata.
Per l’autorità federale, si tratta di omissioni che mettono in discussione la capacità del casinò di applicare in modo efficace le norme sulla tutela dei giocatori. L’operatore ha annunciato ricorso, ma dovrà nel frattempo riesaminare tutti i dossier aperti negli ultimi anni.
Le due operazioni, pur distanti per modalità e contesto, segnano una linea chiara: la Svizzera non intende lasciare zone d’ombra nel settore del gioco. Da una parte vengono smantellati i circuiti illegali che si nascondono in locali privati, dall’altra si chiede ai concessionari standard di vigilanza più severi.
In entrambe le direzioni, l’obiettivo dichiarato è lo stesso: evitare che il gioco in denaro, autorizzato o meno, diventi terreno fertile per abusi, dipendenze e infiltrazioni irregolari.

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