In Olanda la KSA richiama gli operatori: database incompleti e controlli serrati in arrivo per garantire trasparenza e rispetto delle regole. (Immagine: Robert vant Hoenderdaal / Alamy)
La stretta della Kansspelautoriteit (KSA), l’autorità olandese del gioco d’azzardo, si abbatte sugli operatori con licenza. Dopo un giro di ispezioni, il regolatore ha riscontrato irregolarità nei database di controllo di tutti i concessionari attivi, ordinando interventi immediati e avvertendo che nuove verifiche arriveranno già nel prossimo trimestre.
Non è un dettaglio tecnico: i cosiddetti CDB sono il cuore del sistema di vigilanza. Raccolgono i dati operativi e quelli dei giocatori, permettendo all’autorità di monitorare registrazioni, limiti di deposito, schemi di gioco e correttezza delle piattaforme. Se i dati risultano incompleti o imprecisi, l’intero impianto di controllo rischia di incepparsi.
I test automatizzati hanno rivelato almeno una lacuna per ogni operatore, con difetti che variano per natura e gravità. Ma il messaggio è stato univoco: “Correggete in fretta e in modo strutturale”. Se le falle non saranno sanate, la KSA potrà dichiarare i sistemi non affidabili, aprendo la strada a sanzioni.
La mossa conferma un cambio di passo: l’autorità non si concentra più solo sugli aspetti più visibili della conformità, come la pubblicità o gli strumenti di tutela del giocatore, ma va a fondo nei sistemi che garantiscono la trasparenza del mercato.
Nella stessa settimana è arrivato anche un avvertimento a TonyBet, accusata di aver offerto mercati vietati. L’operatore aveva consentito puntate sul vincitore del Pallone d’Oro e del Golden Ball del Mondiale per Club FIFA, due riconoscimenti decisi da giurie e votazioni, quindi non collegati a prestazioni sportive verificabili.
Le regole olandesi, invece, sono chiare: si può scommettere solo su eventi ufficiali, con esiti misurabili e certificati da organismi sportivi riconosciuti.
Il doppio intervento ribadisce la linea dura assunta nei Paesi Bassi, dove non finiscono più sotto la lente soltanto i grandi scandali, ma anche i dettagli: un database incompleto, scommesse non ammesse, un dato obsoleto.
È un’impostazione che si inserisce nel più ampio rafforzamento della compliance a livello europeo, dove cresce l’attenzione non soltanto sulle politiche di marketing o di responsabilità, ma anche sulla solidità dei sistemi interni degli operatori. Un trend che tocca da vicino anche l’Italia, dove l’ADM ha già da tempo intensificato i controlli su tracciabilità dei dati, strumenti di monitoraggio e integrità delle piattaforme.

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