Lottomatica debutta tra i big di Piazza Affari dopo dieci anni di crescita. Il CEO Angelozzi: “Strategia chiara e credibilità alla base del successo”. (Immagine: imageBROKER.com / Alamy)
Lottomatica fa il salto tra i big di Piazza Affari, entrando ufficialmente nel Ftse Mib, l’indice che riunisce le quaranta società a maggiore capitalizzazione della Borsa di Milano.
Per il gruppo guidato da Guglielmo Angelozzi, CEO e presidente esecutivo, si tratta di un traguardo che chiude un decennio di crescita: dal debutto nel segmento Star con una valutazione di 200 milioni fino agli oltre 5,5 miliardi di oggi.
Angelozzi, intervistato da Il Messaggero, ha ricordato come la strategia sia rimasta immutata fin dall’inizio. "Dal 2014, da quando siamo partiti con Gamenet, l’idea strategica di fondo è stata sempre la stessa. Quello dei giochi italiano era un mercato molto frammentato, con molte dissinergie, e focalizzato sul retail. La nostra tesi di investimento è stata quella di creare valore aggregando e spostando il focus dal solo fisico anche al digitale. E tutto questo è stato possibile anche grazie alla stabilità della regolamentazione del settore".
Il salto dimensionale lo conferma il mercato: in dieci anni la capitalizzazione è cresciuta di oltre venticinque volte. "E crediamo che il prezzo non sia ancora là dove dovrebbe essere", ha aggiunto l’amministratore delegato.
Negli ultimi tre anni un ruolo chiave lo ha avuto Apollo, fondo che ha accompagnato Lottomatica nella fase di consolidamento. "In questi tre anni insieme ad Apollo abbiamo messo in piedi una governance che poteva traghettare Lottomatica verso una public company senza scossoni", ha spiegato Angelozzi.
Secondo il manager, la credibilità è stata costruita sul rispetto degli impegni. "Il mercato valuta le società per la loro credibilità. E noi abbiamo sempre rispettato impegni e target. Per esempio sulla leva del debito: avevamo indicato un range tra 2 e 2,5 e siamo a 2,1".
Per il futuro, il mercato italiano offre margini limitati per operazioni straordinarie. "In termini di operazioni straordinarie significative gli spazi sono un po’ ristretti. Non è così per l’estero", ha detto Angelozzi.
L’espansione resta quindi mirata e selettiva. "Ma non bisogna crescere per il gusto di crescere, le operazioni si fanno solo se creano valore per gli azionisti".
Con l’ingresso nel Ftse Mib, il tema della contendibilità diventa centrale. Per Angelozzi, però, non si tratta di un rischio. "Non vedo la contendibilità come un rischio, ma come una opportunità in più da valutare da parte di un management e di un consiglio di amministrazione che hanno come unico faro la creazione di valore per gli azionisti".
L’approdo nell’indice principale di Piazza Affari consolida il percorso compiuto e apre un nuovo capitolo. La sfida sarà trasformare la solidità domestica in ulteriore crescita digitale e internazionale.

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