Nel 2024 i siti illegali hanno generato il 71% del gioco online in Europa, pari a 80,6 miliardi. Un boom che mette a rischio anche il mercato italiano. (Immagine: Sean Prior / Alamy)
Oltre due terzi del gioco online in Europa passa da piattaforme che non hanno alcuna autorizzazione. È quanto emerge da un’inchiesta pubblicata da Bloomberg, che si basa sui dati forniti da Yield Sec, società specializzata nell’analisi dei mercati digitali.
Nel 2024 i siti illegali hanno raccolto 80,6 miliardi di euro, pari al 71% del mercato. Gli operatori regolamentati si sono fermati a 33,6 miliardi. Un divario che non era mai stato così ampio.
La ricerca mostra come il comparto non autorizzato sia cresciuto del 53% in un solo anno, contro il +30% registrato dalle piattaforme legali. Complessivamente il mercato europeo del gioco online ha raggiunto i 114,3 miliardi di euro, in aumento del 46% rispetto al 2023.
I dati sono stati raccolti per conto della European Casino Association, che rappresenta gli operatori autorizzati. Una fotografia che conferma i timori dell’industria: la spinta degli operatori illegali non è più un fenomeno marginale, ma un problema strutturale.
Le ragioni di questo boom vanno ricercate anche nelle politiche adottate da diversi Paesi dell’Unione europea. Negli ultimi anni sono state introdotte restrizioni più severe su bonus, pubblicità e promozioni per ridurre i rischi legati al gioco d’azzardo.
Una stretta che, però, ha aperto spazi enormi alle piattaforme offshore. Queste propongono registrazioni lampo, promozioni “tax free” e streaming pirata di eventi sportivi, strumenti che esercitano un richiamo fortissimo sui giocatori.
“Il crimine continuerà a prosperare in assenza di monitoraggio, controlli ed enforcement”, ha dichiarato Ismail Vali, fondatore di Yield Sec. “Tocca agli attori legali del mercato imparare a lavorare insieme per contrastare questa deriva”.
Il 2024 è stato un anno record anche per lo sport. Prima le Olimpiadi di Parigi, poi gli Europei di calcio hanno moltiplicato il flusso di scommesse. Molti tifosi si sono rivolti a siti offshore, attratti non solo dalle quote ma anche dalle dirette illegali degli eventi.
La crescente spesa per gli abbonamenti sportivi ufficiali ha spinto una parte dei consumatori a cercare alternative. Le piattaforme non autorizzate hanno sfruttato questo malcontento, offrendo streaming gratuiti e inserendo al loro interno spazi per scommettere in tempo reale. Un canale che si è rivelato estremamente efficace per reclutare nuovi utenti.
Secondo Yield Sec, nel 2024 erano attivi oltre 6.200 operatori senza licenza che puntavano direttamente al pubblico europeo. L’analisi è stata condotta con strumenti che combinano intelligenza artificiale e monitoraggio umano di motori di ricerca, social network, piattaforme di streaming e applicazioni mobili.
Non si tratta soltanto di casinò improvvisati. Molti operatori sono registrati in giurisdizioni offshore come Curaçao, ma operano in Paesi dove non hanno alcuna autorizzazione. È il cosiddetto “mercato grigio”, che sfugge ai controlli locali ma riesce comunque a intercettare milioni di utenti.
L’Italia ha una delle normative più severe in Europa. L’ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) vigila sugli operatori e negli anni ha imposto regole stringenti su pubblicità, bonus e limiti di gioco. Eppure nemmeno il mercato italiano è immune. I costi sempre più elevati degli abbonamenti sportivi, uniti alla diffusione degli streaming pirata, spingono molti utenti a cercare scorciatoie. E così anche nel nostro Paese cresce il peso dei casinò online non autorizzati.
La questione non riguarda solo le entrate fiscali. Su queste piattaforme mancano garanzie per i giocatori: dalla protezione dei dati personali ai sistemi per prevenire la ludopatia. Una lacuna che rischia di diventare un problema sociale oltre che economico.
C’è poi un altro elemento da considerare. I dati di Yield Sec non includono le lotterie online, che rappresentano una fetta consistente del mercato. La European Gaming & Betting Association (EGBA), in un rapporto pubblicato a marzo, ha stimato in 47,9 miliardi di euro i ricavi lordi complessivi del gioco online in Europa (includendo Regno Unito e lotterie).
La differenza nei metodi di calcolo non cambia la sostanza: la quota detenuta dagli operatori illegali resta dominante.
Il quadro delineato da Bloomberg e Yield Sec mostra un mercato spaccato in due. Da una parte gli operatori legali, che faticano a restare competitivi all’interno di regole sempre più rigide. Dall’altra un universo di piattaforme non autorizzate, capaci di attrarre con offerte aggressive e una comunicazione senza limiti.
Per l’Europa si tratta di una sfida cruciale. Senza un rafforzamento dei controlli e un coordinamento tra Stati membri, la partita rischia di essere vinta dagli operatori illegali. Una prospettiva che mette a rischio non solo il gettito fiscale, ma soprattutto la tutela di milioni di giocatori.

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