Divorzi all'italiana: le regioni dove sposarsi è una scommessa a perdere

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Daniele Alfieri

Pubblicato da Daniele Alfieri

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Ultimo aggiornamento 29 ottobre 2025

Divorzi all'italiana: le regioni dove sposarsi è una scommessa a perdere

Dal Veneto alla Sicilia, l’Indice di Fragilità Coniugale di Casinos.com trasforma dati ISTAT e ricerche online in quote da bookmaker: ecco dove il “per sempre” rischia di durare pochissimo. (Immagine: Robert Hoetink / Alamy)

“Finché morte non vi separi”… oppure finché non arriva l’avvocato divorzista. In Italia il matrimonio conserva ancora un'aura d'onore, ma i numeri dicono che in molte regioni non è più un bonus, ma piuttosto una scommessa a perdere. E noi di Casinos.com abbiamo deciso di giocarla sul serio: trasformando i dati ISTAT e le ricerche online in quote da bookmaker.

Il quadro nazionale: 80 mila addii l'anno

Secondo l’ultimo report ISTAT, nel 2023 in Italia sono stati pronunciati 79.875 divorzi, pari a 1,4 ogni mille abitanti. Un dato che a prima vista sembra stabile, ma che nasconde un Paese spaccato in due. Al Nord il matrimonio tiene botta: in Trentino-Alto Adige e in Lombardia la media scende sotto l’1,3‰, segno che il vincolo resiste. Al Sud e nelle isole, invece, il “per sempre” vacilla. In Sicilia e Sardegna si arriva a 1,6‰, il valore più alto del Paese.

È qui che entra in gioco il nostro Indice di Fragilità Coniugale (IFC): una formula che mescola i dati ISTAT (70%) con la febbre digitale per le parole “avvocato divorzista” (15%) e “divorzio” (15%) su Google Trends. Un modo un po’ provocatorio, in stile bookmaker, per capire dove il matrimonio ha più chance… di non durare.

La schedina del divorzio – Indice di Fragilità Coniugale (IFC)

🏆 Regione📉 Divorzi x1000 (ISTAT)⚖️ Avvocato divorzista (Trend 2y)🔎 Divorzio (Trend 2y)🔥 Score IFC🎲 Quota Casinos.com
Veneto1.410010091.31.50
Lombardia1.4909188.41.57
Sicilia1.6278286.41.64
Sardegna1.6267485.01.69
Liguria1.6207283.81.73
Lazio1.5228181.11.85
Emilia-Romagna1.5277280.51.88
Piemonte1.4327377.01.99
Calabria1.3429076.72.00
Toscana1.4217575.72.04
Puglia1.3357373.12.17
Abruzzo1.3277672.32.20
Friuli-Venezia Giulia1.3287472.22.21
Campania1.3237671.72.24
Marche1.3237070.82.28
Umbria1.2206164.72.65
Trentino-Alto Adige1.2195864.12.69
Molise1.1257663.32.75
Valle d’Aosta1.206462.12.83
Basilicata1.1156760.42.97
Trento (prov. aut.)1.20052.53.74
Bolzano (prov. aut.)0.90039.46.01

La svolta: chi guida davvero la classifica (e perché)

Se ci fermassimo ai numeri dei tribunali, il verdetto sarebbe immediato: Sicilia, Sardegna e Liguria guidano la corsa con 1,6 divorzi ogni mille abitanti, ben oltre la media nazionale. Ma l’Indice di Fragilità Coniugale rimescola le carte. È il Veneto, infatti, a prendersi la vetta: non per il numero di coppie scoppiate (1,4‰), ma per l’intensità con cui gli abitanti cercano online informazioni su “avvocato divorzista” e “divorzio”. Con punteggi massimi su Google Trends, la regione diventa la capitale del divorzio digitale, meritandosi la quota 1.50, la più bassa d’Italia.

Alle sue spalle compare la Lombardia, seconda forza della lavagna. Anche qui i tribunali non raccontano una catastrofe (1,4‰), ma la febbre digitale sì: 90 punti sul primo termine e 91 sul secondo. In un territorio che da solo raccoglie un sesto della popolazione italiana, la sofisticazione digitale trasforma la regione in un laboratorio legale a cielo aperto, con quota 1.57.

Sul gradino più basso del podio rimane la Sicilia, che nel 2023 ha registrato 7.538 divorzi, quasi il 10% del totale nazionale. Numeri da record, ma una minore propensione a cercare online rallenta la corsa, fissando la quota a 1.64. Qui la realtà pesa più delle ricerche: ci si lascia sul serio, senza troppi giri di parole.

Il podio allargato: chi rincorre i favoriti

Appena fuori dal terzetto di testa spunta la Sardegna. Con 2.481 divorzi l’anno e un interesse digitale non trascurabile (74 punti su “divorzio”), la regione si candida a outsider di lusso: meno rumorosa del Veneto, ma decisamente concreta, tanto da piazzarsi a quota 1.69.

Non troppo distante c’è la Liguria, piccola nelle dimensioni ma enorme per fragilità coniugale: anche qui il tasso tocca quota 1,6‰, accompagnato da un discreto fermento online. Risultato, 1.73 in lavagna. E subito dietro arriva il Lazio, dove la densità urbana di Roma sembra accelerare le scelte: con 1,5‰ e oltre 80 punti di interesse su “divorzio”, la capitale spinge l’intera regione verso quota 1.85. L’Emilia-Romagna completa il gruppetto con quota 1.88: nessun exploit, ma un profilo equilibrato, fatto di numeri solidi e attenzione digitale costante.

La fascia media: solide, tecniche, insidiose

In mezzo alla classifica si muove un drappello di regioni che non impressionano per i dati reali, ma che non vanno sottovalutate. Piemonte e Toscana, per esempio, oscillano attorno a 1,4‰ ma tengono il passo su Google (73–75 punti): la loro quota, fra 1.99 e 2.04, racconta territori stabili ma pronti a sorprese.

Più enigmatico il caso Calabria: solo 1,3‰ di divorzi, ma 90 punti di interesse per la parola “divorzio”. Una pressione latente che il nostro indice trasforma in quota 2.00. Puglia (2.17) e Abruzzo (2.20) completano il gruppo, con Friuli-Venezia Giulia (2.21), Campania (2.24) e Marche (2.28) subito a ruota: regioni in cui il matrimonio regge, ma il dibattito resta acceso.

La retroguardia: chi resiste davvero

In coda alla classifica si trovano i veri “bunker” matrimoniali. Umbria e Trentino-Alto Adige, con quote tra 2.65 e 2.69, mostrano numeri bassi e poca esposizione digitale: la separazione qui sembra ancora lontana dall’essere normalizzata. Il Molise, pur con qualche ricerca in più (25 punti su “avvocato divorzista”), non si smuove oltre quota 2.75. La Valle d’Aosta segue a 2.83, con un interesse online quasi nullo, mentre la Basilicata chiude a 2.97: 1,1‰ divorzi e silenzio digitale, un patto coniugale che sembra ancora solido.

Le province autonome: la prova del nove

Fuori classifica, ma utili per misurare il termometro, le province autonome fanno storia a sé. Trento si attesta a quota 3.74, con numeri contenuti e quasi nessuna traccia digitale. Bolzano addirittura vola a 6.01: appena 0,9‰ di divorzi e un interesse online inesistente. Qui il “per sempre” suona ancora letterale.

Due Italie (e una morale)

Il confronto tra tribunali e ricerche online restituisce un Paese sdoppiato. Da un lato c’è l’Italia che divorzia davvero: Sicilia, Sardegna, Liguria e Lazio, dove i fascicoli si accumulano e il "per sempre" ha la scadenza scritta in calce all’atto. Dall’altro c’è l’Italia che ci pensa, si informa e si prepara: Veneto e Lombardia, con numeri moderati ma un’ossessione digitale che anticipa l’atto formale.

La morale è semplice: non basta contare le sentenze, bisogna leggere anche l’ansia (o la lucidità) che emerge da un motore di ricerca. Da qui l’Indice di Fragilità Coniugale, che mette in classifica la parte invisibile del divorzio, quella che comincia molto prima di entrare in tribunale.


Come leggere le quote (per non fraintenderle)

Le quote Casinos.com non dicono “se ti sposi lì hai X% di divorziare”. Sono un modo narrativo per tradurre lo score IFC in un linguaggio familiare al nostro pubblico.

  • Quote basse (1.50–1.90) ⇒ regioni “calde”: alta fragilità o alta pianificazione digitale.
  • Quote medie (2.00–2.80) ⇒ equilibrio: numeri moderati, attenzione stabile.
  • Quote alte (3.00–6.01) bunker: pochi divorzi, scarso rumore online.

Nota metodologica 

  • Fonti: ISTAT 2023 (79.875 divorzi; media nazionale 1,4‰; picchi a 1,6‰ in Liguria, Sicilia, Sardegna; minimo 0,9‰ a Bolzano). Google Trends (ultimi 2 anni) per le query “avvocato divorzista” e “divorzio”, per regione.
  • IFC (Indice di Fragilità Coniugale):
    - 70% peso ai divorzi per 1.000 ab. (scala comparabile);
    - 15% a “avvocato divorzista”;
    - 15% a “divorzio”.
    Le tre variabili sono normalizzate e combinate in un punteggio unico (0–100).
  • Quote “stirate”: per rendere la lavagna più realistica, abbiamo applicato una curva aggressiva che accentua la distanza fra favorite e outsider:
    - Formula: Quota = 1,50 × (IFC_Veneto / IFC_regione)^1,651
    - Obiettivi: Veneto a 1.50 come benchmark; Bolzano ≈ 6.00 per fotografare il “bunker”.

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Daniele ha iniziato la sua carriera come giornalista sportivo, ma dal 2019 ha scelto di portare la sua esperienza nel mondo del gaming online. Dopo diverse collaborazioni con i principali operatori del settore, oggi è Content Editor italiano su Casinos.com. Nato da una curiosità più che da una passione dichiarata, il suo interesse per il gioco online si è trasformato in un impegno concreto: offrire ai lettori contenuti utili, imparziali e di qualità. Il suo approccio parte sempre dall’esperienza diretta, supportata dall’analisi di dati reali. Niente fronzoli: solo informazioni chiare, oneste e pratiche. Su Casinos.com, la sua missione è rendere il mondo del gaming online più comprensibile e accessibile per tutti.

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