Una ricerca della Newcastle University mostra che partecipare al bingo e ad altre attività sociali aiuta a restare attivi, felici e mentalmente giovani.. (Immagine: Shotshop GmbH / Alamy)
Giocare a bingo non fa solo bene all’umore, ma potrebbe letteralmente allungarti la vita.
Un nuovo studio condotto dalla Newcastle University e in parte finanziato dalla British Heart Foundation ha scoperto che gli anziani che partecipano regolarmente ad attività sociali, dal bingo alle cene in famiglia, hanno molte meno probabilità di sviluppare fragilità fisica con l’avanzare dell’età.
La ricerca, pubblicata sull’American Journal of Epidemiology, ha coinvolto quasi 2.000 partecipanti nel Regno Unito e negli Stati Uniti per un periodo fino a otto anni. Gli studiosi hanno monitorato quanto spesso ognuno prendeva parte a dieci diverse attività sociali — scrivere lettere, uscire a cena, fare volontariato o giocare a bingo — scoprendo che chi aumentava nel tempo la propria vita sociale era fino al 79% più propenso a recuperare una buona forma fisica anche dopo segni iniziali di fragilità.
Secondo la professoressa Sheena Ramsay, coordinatrice del progetto, la fragilità non è un destino inevitabile:
“Alcune persone riescono a recuperare dalle prime fasi di fragilità, e una vita sociale più attiva può essere uno dei fattori che rendono possibile questo miglioramento".
Non serve iscriversi a un circolo ogni giorno: anche piccoli cambiamenti, come unirsi a un gruppo di bridge o uscire una volta in più a cena, hanno effetti concreti. Per ogni punto in più nel “punteggio di attività sociale”, il rischio di sviluppare fragilità calava del 31% tra i partecipanti britannici e del 44% tra quelli americani.
Insomma, una serata a bingo o una mano a un’associazione di quartiere possono fare molto più di quanto immaginiamo.
Lo studio ha anche evidenziato il lato oscuro della medaglia: la solitudine. Nel campione britannico, chi si sentiva sempre più isolato nel tempo aveva il 50% di probabilità in più di diventare fragile.
I ricercatori spiegano che la mancanza di contatti sociali può scatenare risposte di stress cronico che, a lungo andare, danneggiano la salute fisica e mentale. E non si tratta solo di chi vive solo: anche chi è circondato da persone ma si sente “scollegato” può risentirne.
I risultati sostengono un approccio sempre più promosso dal Servizio Sanitario Nazionale britannico (NHS): la social prescribing, ovvero la “prescrizione sociale”. In pratica, i medici possono consigliare ai pazienti non solo farmaci o fisioterapia, ma anche attività di gruppo come camminate di quartiere, laboratori artistici o volontariato.
La dottoressa Sonya Babu-Narayan della British Heart Foundation lo riassume così:
“Le attività sociali fanno bene alla salute, mentre l’isolamento può essere dannoso. Muoversi, nutrirsi bene e restare connessi sono gli ingredienti per vivere a lungo e in salute".
Alla fine, tutto torna: siamo animali sociali. Partecipare, condividere e giocare insieme — che sia al bingo, al bridge o al mercatino solidale — è molto più che un passatempo. È un elisir di lunga vita che non si compra in farmacia, ma si trova tra risate, chiacchiere e cartelle numerate.
Quindi, la prossima volta che qualcuno ti invita a una serata bingo, forse vale la pena dire “sì”: la prossima vincita potrebbe essere… qualche anno in più di benessere.
Gran parte della carriera di Alan è stata dedicata all’insegnamento, anche in una delle scuole private più prestigiose del Regno Unito. Nel 2000 ha lasciato Londra per trasferirsi in Galles, dove ha cresciuto quattro figli e conseguito una laurea e un master in fotografia e cinema. Dopo aver contribuito al lancio di un giornale locale e fondato uno dei primi siti di notizie indipendenti del Galles, oggi scrive per Casinos.com, dove unisce l’esperienza giornalistica alla passione per le storie e per il mondo dei casinò.
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