All'IGE 2026 di Roma il direttore Giochi dell'ADM, Mario Lollobrigida, annuncia il prossimo passo: uniformare le misure di gioco responsabile verso l'alto, con direttive comuni per tutti gli operatori. (Immagine: Sergei Babenko / Alamy)
L'intelligenza artificiale nel gioco online italiano non è più una prospettiva. È già operativa. All'Italian Gaming Expo & Conference 2026 di Roma, Mario Lollobrigida, Direttore Centrale Giochi dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha chiarito che la normativa impone già ai concessionari l'adozione di sistemi basati su IA per identificare comportamenti di gioco problematici. Non un suggerimento, un obbligo.
L'ADM, dal canto suo, si è attrezzata per verificare che quell'obbligo venga rispettato. L'Agenzia ha inserito un team dedicato di esperti di intelligenza artificiale, in gran parte giovani funzionari, nella Direzione Giochi. Obiettivo: monitorare in tempo reale transazioni e operazioni di gioco, analizzare i comportamenti degli utenti e controllare che gli operatori applichino davvero le soluzioni tecnologiche richieste. "Ritengo che l'Agenzia abbia tutti gli strumenti necessari per operare un controllo proattivo", ha detto Lollobrigida.
Ma il passaggio più rilevante riguarda quello che viene dopo. L'ADM ha completato un'analisi delle misure di gioco responsabile presentate dai concessionari in fase di gara, valutando governance, sistemi di alert, interazione con i giocatori vulnerabili e strumenti predittivi. Da questo lavoro sono emerse le best practice del mercato, e ora l'Agenzia intende trasformarle in direttive comuni.
"Ci proponiamo di redigere le linee guida per tutti i concessionari, in modo da portarli tutti, se non alle best practice, quantomeno alle misure avanzate per ogni settore", ha dichiarato Lollobrigida. L'intenzione è di pubblicarle "il prima possibile", garantendo un livello omogeneo di controllo, reazione e interazione con i giocatori a rischio, indipendentemente dalle dimensioni dell'operatore.
L'ADM ha delineato con chiarezza il modello di vigilanza. I canali sono tre: le relazioni periodiche che i concessionari sono tenuti a presentare, le segnalazioni dei giocatori e il monitoraggio diretto tramite intelligenza artificiale, con cui l'Agenzia potrà identificare comportamenti potenzialmente a rischio e chiedere conto agli operatori di come sono intervenuti.
"I concessionari hanno presentato progetti interessanti per individuare i giocatori a rischio. Ma la domanda è: cosa si fa dopo?", ha osservato Lollobrigida. Gli strumenti a disposizione degli operatori vanno dal blocco del conto gioco all'autolimitazione, ma l'ADM vuole verificare non solo che vengano utilizzati, ma che siano realmente efficaci.
Sul fronte continentale, il titolo del panel prometteva più di quanto la realtà consenta. Lollobrigida è stato pragmatico: "Il quadro normativo è troppo frammentato e non è possibile arrivare a breve a una regolamentazione unica". L'Italia è però rientrata nel GREF, l'organismo che riunisce i regolatori europei del gioco, e punta a condividere le proprie best practice con gli altri Paesi.
Un passo avanti nel dialogo, non nella convergenza. Ma in un settore dove ogni Stato ha regole, aliquote e approcci diversi, anche lo scambio di informazioni è qualcosa. L'Italia, con l'obbligo di IA per i concessionari e le linee guida in arrivo, si candida quantomeno a fare da punto di riferimento nel dibattito.

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