All’AiR Hub dell’Università del Nevada si sperimentano slot “emotive”, promozioni personalizzate e sistemi di sorveglianza basati sull’intelligenza artificiale. (Immagine: SiGMA World)
L’intelligenza artificiale non è più soltanto un tema da convegno. È entrata nelle case, negli uffici, nelle abitudini quotidiane. E adesso sta cambiando anche i casinò, sia online che nelle grandi sale da gioco.
Le slot machine registrano ogni puntata, le telecamere intelligenti analizzano i movimenti della folla, i software prevedono comportamenti a rischio. Una trasformazione silenziosa che sta riscrivendo l’esperienza del gioco.
Uno dei protagonisti di questa ricerca è Kasra Ghaharian, docente e ricercatore all’Università del Nevada di Las Vegas, dove ha fondato l’AiR Hub, centro dedicato allo studio dell’intelligenza artificiale applicata al gambling. L’obiettivo è duplice: rendere i casinò più efficienti e sicuri, ma anche capire fino a che punto la tecnologia possa incoraggiare un gioco responsabile.
“Abbiamo creato l’AiR Hub per costruire un polo di eccellenza nella ricerca sull’IA e il gioco d’azzardo”, spiega Ghaharian. “I progressi sono così rapidi che è necessario comprendere subito quali saranno gli effetti”.
Al momento, le applicazioni più visibili riguardano il marketing: programmi fedeltà costruiti su misura, offerte calibrate sui gusti dei giocatori, promozioni automatiche generate dai dati. In Asia, a Macao, i casinò sperimentano fiches e tavoli con chip RFID (acronimo inglese di identificazione a radio frequenza) che dialogano con sistemi di intelligenza artificiale, capaci di analizzare in tempo reale le mosse dei clienti.
Ma c’è di più. Con la Vision AI, il riconoscimento facciale entra nelle sale da gioco. Non servono più tessere o carte fedeltà: i volti dei giocatori diventano la chiave per seguirne abitudini e movimenti. Stessa tecnologia che può contare le presenze, rilevare armi, perfino prevedere risse con dieci o venti secondi di anticipo, offrendo alle squadre di sicurezza un margine decisivo.
Accanto alle opportunità, non mancano i malintesi. Negli ultimi mesi si è diffusa l’idea che strumenti generalisti come ChatGPT possano aiutare a “battere il banco”. L’episodio più discusso ha riguardato il rapper Drake, che avrebbe usato il chatbot per scommettere online.
“Ma è un’illusione pericolosa”, taglia corto Ghaharian. “ChatGPT non è stato progettato per prevedere risultati sportivi o calcolare probabilità di vincita. Non rende nessuno un giocatore migliore”.
Più promettenti sono invece i sistemi creati ad hoc dai casinò: algoritmi che osservano i comportamenti dei clienti, rilevano segnali di gioco compulsivo e intervengono quando serve. Non senza rischi: alcune ricerche dell’AiR Hub mostrano che l’intelligenza artificiale può, in certi casi, finire per incoraggiare il gioco proprio nei momenti in cui sarebbe necessario fermarsi.
Il futuro guarda già oltre. Ghaharian parla di Agentic AI, sistemi autonomi capaci di prendere decisioni senza input umano. In teoria, un software potrebbe gestire un’intera sessione di gioco o piazzare scommesse al posto del cliente. E non è lontana neppure l’idea di slot machine in grado di reagire all’umore del giocatore: cambiare colori, temi e personaggi in base alle emozioni rilevate da sensori biometrici o espressioni facciali.
Per misurare l’impatto di tutto questo, l’AiR Hub pubblicherà nel 2026 il primo State of AI in Gaming Report, che analizzerà l’uso dell’intelligenza artificiale lungo tutta la filiera del gioco, online e offline.
Daniele ha trascorso oltre dieci anni come giornalista sportivo prima di approdare al mondo del gaming online. Un percorso che ha lasciato un'impronta precisa nel suo modo di lavorare: rigore nella verifica delle fonti, chiarezza nell'esposizione, distanza critica dal materiale trattato. Su Casinos.com è Content Editor per il mercato italiano, dove si occupa di analisi del settore, regolamentazione e contenuti editoriali basati su dati reali. Il suo obiettivo è uno solo: offrire ai lettori informazioni utili, imparziali e verificabili, senza semplificazioni eccessive e senza retorica. I numeri prima delle opinioni, i fatti prima delle impressioni.
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