Il direttore Giochi di ADM avverte: l’illegale online cresce tra i giovani, sfrutta i social network e arriva fino alle sponsorizzazioni sportive. (Immagine: MAXSHOTO / Alamy)
Il gioco illegale online resta la principale minaccia per il comparto. A ribadirlo è stato Mario Lollobrigida, direttore Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, intervenuto alla presentazione della ricerca “Mercato legale e gioco pubblico: il ruolo dell’industria”, realizzata da Luiss Business School per l’associazione AGIC.
Per il dirigente ADM, la sfida si gioca soprattutto sul terreno culturale. "Il fenomeno viene percepito ancora come un reato minore, quasi irrilevante, e questo lo rende ancora più insidioso", ha spiegato. Da qui l’appello a un cambio di prospettiva, con regole più incisive e una consapevolezza diffusa.
Il rischio maggiore riguarda le fasce più giovani, ormai abituate a frequentare piattaforme digitali e social network dove la pubblicità dei siti illegali circola senza freni. In questo contesto, distinguere tra operatori legali e non autorizzati diventa sempre più difficile.
"Molti ragazzi non hanno idea di trovarsi davanti a un’offerta clandestina", ha sottolineato Lollobrigida. La conseguenza è che l’illegalità si normalizza, con effetti devastanti sul settore regolamentato e sul gettito per lo Stato.
Mentre il gioco terrestre ha visto progressi significativi grazie all’introduzione di apparecchi più sicuri e controllati, il fronte online resta la vera emergenza. Operatori offshore e sistemi di pagamento complessi, compreso l’uso delle criptovalute, rendono difficile bloccare i flussi e intervenire in tempo reale.
Per rafforzare gli strumenti di contrasto, ADM ha già inserito 40 nuovi ingegneri specializzati in intelligenza artificiale. L’obiettivo è velocizzare l’individuazione delle anomalie e rendere più efficaci i controlli. "L’AI non cambierà la natura del nostro lavoro, ma ci consentirà di reagire con maggiore rapidità", ha detto il direttore.
Un’altra criticità riguarda il mondo dello sport. Secondo Lollobrigida, il fatto che club e federazioni accettino come sponsor operatori illegali rappresenta un vulnus enorme per il sistema. "Si tratta di un segnale gravissimo – ha dichiarato – perché legittima ciò che la legge considera vietato".
La presenza di marchi non autorizzati accanto a società sportive di primo piano rischia di rafforzare l’idea che l’illegale sia un’alternativa legittima. Per ADM questo paradosso mina la credibilità dell’intero comparto e rende urgente un intervento normativo.
Lo studio presentato dalla Luiss Business School conferma la solidità economica del settore legale, che nel 2024 ha registrato 21 miliardi di spesa, un gettito erariale di oltre 11 miliardi e 38mila addetti. Un comparto che, nonostante le difficoltà, continua a crescere e a garantire occupazione.
Accanto ai numeri, però, emergono segnali di preoccupazione. Solo l’11% dei giocatori dichiara di verificare sempre l’affidabilità delle piattaforme, mentre oltre un quarto di chi frequenta siti illegali non saprebbe neppure come controllarne la regolarità. A destare allarme è soprattutto la fascia 18-34 anni, che rappresenta più del 70% dei giocatori non autorizzati.
Per ADM la battaglia non è soltanto repressiva, ma anche educativa. "Il gioco legale rispetta regole severe, tutela la salute e garantisce trasparenza. L’illegale, invece, mira solo a sfruttare i giocatori", ha ricordato Lollobrigida, chiedendo più campagne di sensibilizzazione.
Il direttore Giochi ha chiuso con un invito alle istituzioni, agli operatori e ai media a fare fronte comune: "Solo con regole più incisive e una maggiore consapevolezza collettiva riusciremo a ridurre davvero lo spazio dell’illegalità".

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