Maxi sequestro da oltre 40 milioni a Catania nel gioco online illegale: nel mirino i clan e una rete di scommesse tra Italia e Romania.
Un patrimonio da oltre 40 milioni di euro, costruito nel tempo tra Italia e Romania, è finito sotto sequestro nell’ambito di una vasta operazione della Guardia di finanza di Catania contro il gioco d’azzardo illegale online. Al centro del provvedimento c’è Fabio Lanzafame, 52 anni, già collaboratore di giustizia, ritenuto dagli inquirenti figura chiave in un sistema che avrebbe favorito l’ingresso dei clan mafiosi nel mercato delle scommesse a distanza.
Il sequestro è stato disposto dal Tribunale di Catania – sezione Misure di prevenzione – ed eseguito con il supporto dei comandi della Guardia di finanza di Gorizia, delle autorità rumene e di Eurojust. I beni bloccati si trovano tra Sicilia, Friuli Venezia Giulia e Romania, in particolare nelle aree di Bucarest e Pitesti.
Il provvedimento ha colpito un articolato sistema di società, immobili, conti correnti e disponibilità finanziarie riconducibili a Lanzafame, anche tramite prestanome. Secondo le stime degli investigatori, il valore complessivo dei beni supera i 40 milioni di euro.
Nel dettaglio, sono state sequestrate 20 attività commerciali attive nei settori delle scommesse e dell’immobiliare, di cui 12 in Italia e 8 all’estero, oltre a 89 immobili distribuiti tra le province di Catania, Siracusa, Gorizia e diverse località rumene. Un patrimonio ritenuto del tutto sproporzionato rispetto ai redditi ufficialmente dichiarati.
Secondo le indagini, Lanzafame avrebbe avuto un ruolo centrale nel favorire gli interessi delle famiglie mafiose Santapaola-Ercolano e Cappello-Bonaccorsi, agevolandone l’ingresso occulto nel settore del gaming online. Un sistema che avrebbe permesso ai clan di incassare percentuali rilevanti sulle giocate attraverso una rete di agenzie, centri scommesse e piattaforme non autorizzate.
L’uomo è già stato condannato in via definitiva tra il 2020 e il 2022 a una pena complessiva di circa sette anni di reclusione per associazione a delinquere, gioco illegale, truffa ai danni dello Stato, riciclaggio e autoriciclaggio, con l’aggravante mafiosa.
Le indagini più recenti hanno inoltre fatto emergere sofisticate operazioni di riciclaggio. Parte dei proventi illeciti sarebbe stata trasformata in criptovalute, mentre numerosi beni risultavano formalmente intestati a soggetti terzi per schermare la reale disponibilità del patrimonio e ridurre il rischio di sequestri.
Un lavoro investigativo complesso, coordinato dalla Procura di Catania, che ha ricostruito flussi finanziari e asset societari anche grazie alla cooperazione giudiziaria internazionale.
L’operazione si inserisce nella strategia di contrasto economico-finanziario alle organizzazioni mafiose portata avanti dalla Guardia di finanza e dalla magistratura. Una linea che punta a sottrarre risorse e impedire che il gioco d’azzardo, soprattutto online, diventi uno strumento privilegiato per il riciclaggio e l’infiltrazione nell’economia legale.
Per gli inquirenti, il sequestro rappresenta un passaggio cruciale per arginare un settore ad alto rischio, sempre più esposto all’interesse delle organizzazioni criminali.

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