Ricavi in aumento e quota record dai mercati regolamentati, mentre il quarto trimestre evidenzia la pressione su margini e utili. (Immagine: Tiziano Ballabio / Alamy)
Il 2025 si chiude in crescita per Betsson, ma con un equilibrio sempre più delicato tra sviluppo e redditività. Il gruppo svedese ha archiviato l’esercizio con ricavi pari a 1,197 miliardi di euro, in aumento dell’8% rispetto al 2024, confermando una traiettoria di espansione solida sul piano commerciale. A frenare i risultati sono però stati l’aumento della pressione fiscale nei mercati regolamentati e il rallentamento della profittabilità nell’ultima parte dell’anno.
L’EBITDA si è attestato a 313,7 milioni di euro, in lieve calo rispetto all’anno precedente, mentre l’utile operativo è sceso a 253,1 milioni. Anche l’utile netto segna una flessione marginale, a 182,4 milioni di euro, segnale di una crescita che passa sempre più dalla stabilità regolatoria piuttosto che dalla massimizzazione dei margini nel breve periodo.
A pesare sul risultato annuale è stato soprattutto il quarto trimestre. Tra ottobre e dicembre 2025, i ricavi di gruppo si sono fermati a 303,9 milioni di euro, in calo dell’1% su base annua. Più marcata la contrazione della redditività: l’EBITDA trimestrale è sceso del 20%, riflettendo una combinazione di fattori già noti agli operatori del settore.
Secondo l’amministratore delegato Pontus Lindwall, l’impatto è legato a tre elementi chiave: minori ricavi B2B, incremento delle imposte sul gioco e investimenti continui in tecnologia e prodotto. Una strategia che, nelle intenzioni del management, mira a rafforzare il posizionamento nel lungo periodo, anche a costo di sacrificare parte della redditività immediata.
Il dato forse più significativo del bilancio Betsson riguarda la composizione geografica dei ricavi. Nel quarto trimestre, il 68% del fatturato è arrivato da mercati localmente regolamentati, un massimo storico per il gruppo, in crescita rispetto al 60% dell’anno precedente.
Un passaggio che riduce l’esposizione al rischio normativo, ma che comporta inevitabilmente un aumento del carico fiscale. Betsson è oggi presente con licenze locali in 24 Paesi, e ha ribadito l’intenzione di ridurre o abbandonare progressivamente le attività B2C nei mercati dove non si intravedono prospettive concrete di regolamentazione.
A livello regionale, il contributo maggiore continua ad arrivare dall’area Europa centrale e orientale e Asia centrale (CEECA), che resta il primo bacino di ricavi nonostante un calo dell’8,9%, legato soprattutto a una minore attività sportsbook in Estonia e Georgia. In controtendenza, Croazia e Grecia hanno mostrato segnali positivi.
Molto solida la performance dell’America Latina, con ricavi in crescita del 7,9% grazie ai risultati di Perù, Argentina e Colombia. Ma è l’Europa occidentale a offrire uno dei segnali più interessanti: l’area ha registrato un +15,5%, con ricavi record in Italia, mercato in cui il gruppo è presente con i marchi Betsson.it e StarCasinò, a conferma del peso strategico del Paese nella crescita complessiva. In flessione, invece, i Paesi nordici.
Dal punto di vista dell’offerta, il casinò online resta il pilastro del business Betsson. Nel quarto trimestre ha generato il 72% dei ricavi, pari a 219,8 milioni di euro, sostenuto anche dall’introduzione di oltre 550 nuovi titoli, alcuni in esclusiva temporanea per i brand del gruppo.
Diverso il discorso per le scommesse sportive, che hanno chiuso il trimestre con un calo del 9,5% dei ricavi. Lo sportsbook ha inciso per il 27% sul totale, risentendo di margini più bassi e di una dinamica più volatile rispetto al casinò.
Nonostante la compressione dei margini, Betsson guarda al 2026 con fiducia. A fine esercizio, il gruppo disponeva di 322,7 milioni di euro tra cassa e disponibilità liquide, una base che consente di sostenere investimenti e politiche di remunerazione degli azionisti. Il consiglio di amministrazione ha proposto un dividendo ordinario di 0,66 euro per azione e avviato un programma di buyback da 40 milioni di euro, segnali di una struttura finanziaria considerata solida dal management.
Lo sguardo è ora rivolto ai grandi eventi sportivi internazionali, a partire dai prossimi Mondiali di calcio, indicati come una leva importante per l’acquisizione di nuovi clienti. In un contesto sempre più regolamentato, la sfida per Betsson resta la stessa: continuare a crescere senza rinunciare alla sostenibilità del modello nel lungo periodo.

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