Autoesclusione parziale al centro dell’emendamento Trevisi: il Parlamento valuta una misura che punta a bilanciare libertà individuale e prevenzione. (Immagine: Vito Arcomano / Alamy)
Il Parlamento torna a discutere di gioco a distanza e delle regole che ne disciplinano l’accesso. Tra gli emendamenti al disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza, in esame alla Commissione Industria del Senato, è arrivata la proposta del senatore Antonio Salvatore Trevisi (Forza Italia): introdurre la possibilità per i giocatori di autoescludersi in maniera parziale.
Oggi chi sceglie l’autoesclusione si trova davanti a una misura drastica: il blocco totale da ogni piattaforma di casinò online. Con l’emendamento Trevisi, invece, sarebbe consentito escludersi solo da alcuni giochi, mantenendo l’accesso ad altri. Un cambiamento che modificherebbe l’articolo 24 della legge del 2009 e che imporrebbe ai concessionari di predisporre entro sessanta giorni strumenti tecnici adeguati per rendere operativa la nuova opzione.
La proposta viene presentata come un passo avanti nella tutela dei consumatori, perché introduce un margine di personalizzazione finora assente. Oggi l’autoesclusione è un provvedimento drastico, che non lascia alternative: o ci si esclude da tutto, o non ci si esclude affatto. Con l’emendamento Trevisi entrerebbe invece in gioco un approccio più flessibile, che consentirebbe a ciascun utente di calibrare i propri limiti in base alle abitudini personali.
Proprio questa novità, però, apre a dubbi significativi. Una misura selettiva può davvero aiutare i soggetti a rischio o rischia soltanto di spostare la dipendenza da un prodotto all’altro? La possibilità di scegliere potrebbe ridurre la portata preventiva della norma, attenuando l’efficacia degli strumenti già esistenti. E restano da chiarire anche i risvolti pratici: i concessionari riusciranno a garantire strumenti uniformi e controlli efficaci su tutte le piattaforme, evitando disparità e falle nel sistema?
Il termine per la presentazione degli emendamenti è scaduto ieri pomeriggio alle 18 e la Commissione Industria del Senato ha avviato l’esame delle proposte. Da qui dovrà nascere il testo definitivo, destinato ad approdare in Aula per il confronto finale.
La questione va oltre la dimensione tecnica. In gioco c’è un principio politico e sociale di più ampio respiro: stabilire se la regolazione del settore debba privilegiare la libertà di scelta del singolo, consentendogli di modellare il proprio rapporto con il gioco, oppure se occorra rafforzare le tutele collettive con misure più rigide e univoche, a difesa della salute pubblica.

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