L'IA di Google Gemini ha bloccato oltre il 99% delle inserzioni giudicate irregolari prima della pubblicazione. Intanto il Brasile chiede spiegazioni sulle app di gambling illegali presenti sugli store. (Immagine: Imago / Alamy)
Duecentosettanta milioni. Tanti sono gli annunci pubblicitari legati al gambling che Google ha bloccato o rimosso nel 2025, su un totale di 8,3 miliardi di inserzioni eliminate per violazione delle proprie policy. Per dare un'idea della scala: è come se Google avesse cancellato un annuncio di gambling per ogni abitante di Indonesia e Brasile messi insieme. E nonostante questo, il problema è tutt'altro che risolto.
I numeri arrivano dall'ultimo Ads Safety Report dell'azienda e collocano il gioco d'azzardo all'ottavo posto tra le categorie con più annunci vietati e al terzo per annunci soggetti a restrizioni, con altri 123,9 milioni di inserzioni limitate. Il motore della pulizia è Gemini, il sistema di intelligenza artificiale che ha preso il posto dei vecchi filtri a parole chiave. Secondo Keerat Sharma, responsabile privacy e sicurezza degli annunci di Google, i nuovi modelli "analizzano centinaia di miliardi di segnali e comprendono l'intento, non solo le parole". Risultato dichiarato: oltre il 99% degli annunci in violazione bloccato prima che qualcuno li vedesse.
Tutto molto impressionante, sulla carta. Ma il report lascia aperto il punto che più interessa ai regolatori: quanti di quei 270 milioni di annunci promuovevano operatori illegali e quanti riguardavano operatori con licenza che semplicemente non rispettavano le regole pubblicitarie di Google? La differenza non è accademica. Nel primo caso si parla di lotta al mercato nero, nel secondo di policy interne di una piattaforma privata. Google non lo specifica, e il silenzio è eloquente.
Sul fronte degli editori, l'azienda ha rilevato 9,7 milioni di violazioni legate a pagine di gambling, su un totale di 480 milioni di pagine sanzionate. Ha inoltre sospeso 24,9 milioni di account pubblicitari nel corso dell'anno, di cui 4 milioni legati a truffe.
I governi, intanto, non si accontentano dei report. In Brasile, il Ministero della Giustizia ha scritto direttamente a Google e Apple chiedendo l'elenco completo delle app di gambling presenti sui rispettivi store e i dettagli sulle procedure di verifica. Il motivo: diverse app attive su Play Store e App Store non risultano autorizzate dalla Segreteria dei Premi e delle Scommesse, il regolatore brasiliano.
In Europa, Google Ireland ha già stretto le maglie: da marzo 2026 gli inserzionisti che violano ripetutamente le regole rischiano la revoca permanente della certificazione pubblicitaria. Una mossa che arriva mentre Regno Unito, Paesi Bassi e Australia continuano a puntare il dito contro la facilità con cui gli operatori senza licenza raggiungono i giocatori attraverso i canali digitali. Google dice di star facendo la sua parte. I regolatori rispondono che non basta. La verità, come spesso accade, è probabilmente da qualche parte nel mezzo, nascosta in quei 270 milioni di annunci di cui sappiamo il numero ma non la natura.

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